Istat – Produzione nelle costruzioni e costi di costruzione – 18/10/2016
24 Ottobre 2016Unioncamere – Green Economy: la migliore risposta alla crisi In Italia 3 milioni di Green Jobs, il 13,2% degli occupati – 21/10/2016
24 Ottobre 2016In questi untimi giorni al centro del dibattito economico è la questione della Manovra finanziaria sulla quale Bruxelles critica i troppi “una-tantum” che non garantirebbero una solida tenuta del bilancio. Dal canto suo il Presidente del Consiglio non si mostra preoccupato per un’eventuale lettera di richiamo della Commissione Europea che definisce come semplice dialogo fra Istituzioni. Intanto l’agenzia Fiitch conferma il rating italiano ma valuta negativo l’outlook. Per il nostro Paese pesano calo del Pil e incertezza sulle riforme. Secondo l’agenzia ci sarà un calo del Pil nel 2016 che crescerà solo dello 0,8% (rispetto all'1% previsto ad aprile) e dello 0,9% nel 2017 (dall'1,3%). La crescita debole renderà più difficile ridurre il debito pubblico, che aumenterà lievemente al 132,8% alla fine del 2016.
Nell’Italia che deve uscire dalla crisi sono a crescita zero i prestiti bancari anche a settembre, secondo il Monthly outlook dell’ABI. Prosegue oramai da un anno la crescita dei mutui (+1,9% ad agosto) per le famiglie, mentre sono ancora in negativo i prestiti alle imprese non finanziarie (-0,2%).
La prudenza a far girare il denaro, che certo non incoraggia la crescita economica, deriva anche dalla difficoltà di recupero dei crediti: i “crediti bancari difficili” ammontano, nel nostro Paese, a centinaia di miliardi di euro, con oltre 200 miliardi di sofferenze bancarie e cifre altrettanto grandi di crediti commerciali che non riescono a rientrare. Tutto questo alimenta quella che può essere definita come la vera e propria “industria del recupero crediti”.
Piena di vigore la relazione del presidente dei giovani industriali di Confindustria Marco Gay che a Capri ha detto che «Servono idee forti per progettare futuro» e che un Paese e un'azienda hanno una cosa in comune: «Nessuno dei due può permettersi di stare fermo. O cresci o fallisci». Pertanto, questo «non è il tempo della paura, ma delle possibilità».
Una risposta alla crisi? Quella migliore è la green economy secondo quanto emerso dal recente rapporto Unioncamere con Fondazione Symbola. 385mila imprese made in italy (26,5% del totale) ripartono con la green economy e sono più competitive: esportano e assumono di più.
Interessante il dato sul Fgv: secondo l'indagine congiunturale di Format Researchcommissionata dalla Confcommercio regionale e relativa al terzo trimestre 2016, la ripresa è in frenata, i commercianti sono delusi dai saldi, mentre a fine anno si stima un saldo attivo nella natalità/mortalità aziende (+427).



