Rubrica Ruote dItalia.

23 Febbraio 2015

Confcommercio: Si riduce ancora il credito a famiglie e imprese – 22/02/2015

23 Febbraio 2015

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23 Febbraio 2015

Confcommercio: Si riduce ancora il credito a famiglie e imprese – 22/02/2015

23 Febbraio 2015

Nonostante l’anno appena trascorso sia stato particolarmente duro, come testimoniato anche dagli ultimi dati Cerved sulle chiusure delle imprese, nel 2014 i fallimenti hanno toccato un nuovo record negativo che ha riguardato la maggior parte delle regioni italiane e ha avuto impatti occupazionali rilevanti, continua un certo ottimismo di fronte ai recenti dati economici provenienti dagli istituti di ricerca e dai centro studi più autorevoli.Oggi per Bankitalia il Paese potrebbe essere alla svolta e la ripresa ad un passo. Sostiene il direttore generale Salvatore Rossi che “la ripresa sta cominciando e, dopo tre anni e mezzo, questo trimestre dovrebbe segnare un primo piccolo segnale positivo e ci si aspetta la prosecuzione della ripresa questanno e il prossimo”.Ottimismo non velato dal Mef che, in uno dei documenti inviati dal ministero dellEconomia e delle Finanze alla Commissione Ue in vista della valutazione definitiva della Legge di Stabilità 2015, attesta che le riforme avviate potranno produrre un impatto complessivo sulla crescita del 3,6% nel 2020 e inoltre le riforme del lavoro contenute nel jobs act produrranno un effetto positivo sul Pil dello 0,9% nel 2020 mentre, nel lungo termine, limpatto sul Pil sarà dell1,6%.Tornano a crescere gli ordini dellindustria italiana. Secondo i dati Istat, nel 2014, lincremento (dati grezzi) è stato dell1,1% rispetto al 2013. A trainare la ripresa gli ordini dallestero cresciuti del 3,9%. Ancora in flessione, invece, quelli del mercato interno (-0,8%).LIstat conferma le stime sui prezzi al consumo di gennaio. LItalia torna in deflazione e tocca i minimi da oltre mezzo secolo: dopo la variazione nulla di dicembre, lindice scende dello 0,6% nel confronto annuo, come non accadeva dal settembre del 1959 (-1,1%). Su base mensile il calo è dello 0,4%. Per Confcommercio la riduzione dei prezzi può dare sostegno al potere dacquisto delle famiglie: i prezzi decrescenti, per un periodo limitato, se non intaccano negativamente le aspettative delle famiglie, possono costituire un valido contributo al sostegno del potere dacquisto, irrobustendo leffetto sulla crescita proveniente dalla produzione industriale e dalle esportazioni. Per una reale uscita dalla recessione è, infatti, prioritario che i consumi tornino su un deciso sentiero di crescita.Secondo uno studio Confcommercio su dati della Banca d’Italia si riduce ancora il credito a famiglie e imprese e i prestiti sono scesi del 7,1% tra il 2011 e il 2014.Secondo i dati Crif, nel corso del 2014, la domanda di mutui da parte delle famiglie fa registrare un segno più anche nel primo mese del nuovo anno con un +22,6% rispetto al corrispondente mese del 2013.