Istat – Produzione industriale – 12/07/2017

17 Luglio 2017

Nomisma – Prezzi del mattone vanno verso la stabilit? ma nel 2017. La crescita delle compravendite ? pi? contenuta – 14/07/2017

17 Luglio 2017

Istat – Produzione industriale – 12/07/2017

17 Luglio 2017

Nomisma – Prezzi del mattone vanno verso la stabilit? ma nel 2017. La crescita delle compravendite ? pi? contenuta – 14/07/2017

17 Luglio 2017

Sono quasi 5 milioni le persone che nel 2016 si sono trovate in condizioni di povertà assoluta. Una situazione che allarma quella fotografata dall’Istat, in particolare perché, secondo i dati, non solo la povertà assoluta non è calata, ma è invece in crescita consistente quella dei minori e l'Istituto di Statistica rileva una relazione inversa tra l'incidenza della povertà e l'età del capofamiglia e, dato rilevante, per le famiglie la cui persona di riferimento è un operaio, l'incidenza della povertà assoluta è doppia (12,6%) rispetto a quella delle famiglie nel complesso (6,3%). Non solo siamo un Paese dove le nascite sono sempre meno (vedi i dati Eurostat pubblicati in questa stessa Newsletter) ma, in Italia, i bambini sono sempre più poveri e i più disagiati non riescono a risalire la china. Sono questioni che devono far riflettere e che evidenziano come i miglioramenti economici che ci sono stati, li vediamo questa settimana (in particolare con la revisione del Pil da parte di Banca d’Italia a +1,4% rispetto a 0,9% previsto a gennaio) come li abbiamo visti nel corso dei mesi e delle settimane scorse, non hanno coinvolto coloro che vivono in situazioni di pesante disagio economico e non hanno portato, per ora, ad una riduzione delle disuguaglianze: alla ripresa economica dovrà seguire un’adeguata ripresa sociale.

L'indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) ha registrato a giugno 2017 un aumento dello 0,1% rispetto a maggio e dello 0,6% su base annua. In termini di media mobile a tre mesi, si conferma la tendenza al rallentamento rispetto a quanto registrato tra la fine del 2016 e l'inizio del 2017. Questa evoluzione si inserisce in un contesto in cui, pur essendo presenti elementi che rafforzano la ripresa e le prospettive di crescita, vi sono ancora molti fattori d'incertezza che condizionano l'atteggiamento delle famiglie nei confronti del consumo.

Per cancellare l’eredità della crisi economica più grave e profonda nella storia del nostro paese, le cui conseguenze sono visibili nei picchi raggiunti dalla disoccupazione, dall’incidenza del debito pubblico sul prodotto e da quella dei crediti deteriorati sul totale dei prestiti delle banche, serve più di una ripresa congiunturale. In Italia lo sviluppo economico è ancora frenato dalle rigidità e dalle inefficienze del contesto in cui operano le imprese, dalla debole dinamica della produttività. Come sostenuto nel discorso del Governatore di Banca d’Italia all’assemblea ABI, Ignazio Visco.

Secondo Nomisma è la debolezza reddituale di buona parte delle famiglie italiane (quasi il 40% di chi intende chiedere un mutuo vanta un reddito familiare netto inferiore a 1800 euro mensili) che rende "impossibile il concretizzarsi di una quota significativa del mercato potenziale". In sostanza sono gli stipendi bassi a frenare la ripresa immobiliare.