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16 Giugno 2015Confcommercio: Sangalli – Ripresa timida, serve una scossa alla speranza – 14/06/2015
16 Giugno 2015A piccole dosi continuano a giungere i segnali di un’inversione di tendenza rispetto all’andamento dell’economia degli ultimi faticosissimi anni. Sono segnali che lascino sperare in una ripresa progressiva che comunque rimane fragile come testimonia il dato Istat sulla produzione industriale che diminuisce dello 0,3% rispetto a marzo pur permanendo il segno positivo se si guarda al trimestre febbraio-aprile 2015, con la produzione in aumento dello 0,5% rispetto al trimestre precedente.Buoni segnali giungono dal mondo del lavoro. Secondo i dati Inps nel primo quadrimestre 2015 aumentano, rispetto al corrispondente periodo del 2014, le assunzioni a tempo indeterminato (+155.547) e aumentano anche i contratti a termine (+44.817).Il Ministero del Lavoro certifica nella Nota Flash che ad aprile 2015 il numero di attivazioni di nuovi contratti di lavoro in tutti i settori di attività economica è stato pari a 912.764, mentre le cessazioni nel periodo 700.602 con un saldo di oltre 212.000 contratti.Anche un’istituzione come la Corte dei Conti, nella presentazione del Rapporto 2015 sul coordinamento della finanza pubblica, parla in modo esplicito: nel corso dell’ultimo trimestre sono emersi evidenti segnali di superamento della lunga recessione sperimentata dal paese. In larga misura, sostengono nel Rapporto, il miglioramento del tono congiunturale è stato reso possibile da una serie di eventi esterni concomitanti, che agiscono nel senso di un rafforzamento delle prospettive di crescita. La riduzione del prezzo del petrolio, il calo dei tassi di interesse e il deprezzamento dell’euro hanno modificato, rendendolo più disteso, lo scenario macroeconomico.Nella sua Lectio Magistralis dal titolo “Come affrontare il cambiamento: sfide per il lavoro”, presentata alle giornate del lavoro della Cgil a Firenze, il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha espresso il concetto che le riforme vanno fatte nellinteresse del Paese e non per unindicazione che viene dallesterno. La lunghissima recessione economica, ha detto Visco, ha avuto in ogni caso conseguenze profonde sul nostro Paese, al punto che risultano incrinati gli standard di vita elevati che avevamo.È stato pubblicato il Misery Index Confcommercio che scende a quota 20,2 rispetto al 20,5 registrato a marzo, grazie alla diminuzione del tasso di disoccupazione estesa (16%, giù dello 0,2%) e alla stabilità dei prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza dacquisto. Un ulteriore dato positivo nel segno di una ripresa tanto attesa. Ma proprio a proposito di questa il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, all’Assemblea generale dell’Associazione che si è svolta a Milano all’inizio della settimana scorsa, ha detto che la ripresa, i cui segnali ci sono davanti, è “timida” e , al di là delle statistiche, “molte famiglie e imprese fanno ancora fatica a percepire la ripartenza delleconomia nella realtà quotidiana”.Allora ciò che occorre è una “scossa alla speranza”, c’è bisogno di segnali positivi, come Expo, che rimette al centro del discorso italiano il turismo, la carta vincente dellItalia.



