Mef – Entrate tributarie: 407,9 miliardi nel periodo gennaio-novembre 2017 (+0,9%) – 09/01/2018
15 Gennaio 2018Nasce AssArmatori. Paolo Uggé: “La nostra confederazione ancora pi? forte e rappresentativa”
15 Gennaio 2018Il 2018 è partito nella scia delle valutazioni positive con le quali era terminato il 2017. Continuano quindi le previsioni al rialzo per l’economia mondiale e per l’Eurozona in particolare, come mostrano i dati forniti da Eurostat che vede un buon rialzo della produzione industriale. La Banca Mondiale parla di un’economia globale che accelera e sale nel 2018 a un sostanzioso +3,1%. A spingere la crescita, sostiene, saranno soprattutto le economie emergenti, che cresceranno nel 2018 del 4,5%, ma anche Eurolandia crescerà: nel 2018 del 2,1%, ovvero 0,6 punti percentuali in più rispetto alle previsioni di giugno. L’agenzia di rating Standard & Poor’s sottolinea che la congiuntura di Eurolandia è la migliore» dal 2009 e che l’Italia, definita ben ancorata al progetto europeo, “si unisce al ballo con il ritorno della ripresa”.
Nel terzo trimestre del 2017, fonte Istat, l'indebitamento netto delle AP in rapporto al Pil è stato pari al 2,1%, con un miglioramento di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre del 2016 (quando era stato del 2,4%).
Uno dei dati che maggiormente ha fatto parlare di sé nei giorni scorsi è senz’altro quello Istat su occupati e disoccupati nel nostro Paese. Secondo l’Istituto di Statistica lo scorso novembre lavoravano in Italia 23 milioni 183 mila persone, il numero più alto dal 1977, quando iniziano le serie storiche dei suoi rilevamenti. Sono numeri eccezionali ma che vanno visti con attenzione dato che gran parte dei nuovi posti di lavoro hanno il carattere della precarietà.
Scende lievemente a novembre il disagio sociale dopo i segnali di peggioramento arrivati a ottobre. È quanto rileva l'ultimo rapporto di Confcommercio, che mensilmente misura il Misery index, calcolato sulla base dell'andamento dell'inflazione e della disoccupazione estesa (disoccupazione + cassa integrazione)
A dicembre 2017, secondo le stime preliminari (Istat), l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,4% su base mensile e dello 0,9% rispetto a dicembre 2016 (come a novembre). È un incremento che si inserisce in una dinamica dei prezzi sostanzialmente contenuta e, sostiene l’Ufficio Studi Confcommercio "L'incremento dello 0,4% congiunturale registrato a dicembre dai prezzi al consumo, che ha mantenuto stabile l'inflazione allo 0,9%, era un dato in parte atteso”.
Secondo l’indagine Format Research per Confcommercio sui saldi invernali 2018: a fare acquisti saranno più di sei italiani su dieci (+3% rispetto allo scorso anno). Capi di abbigliamento, calzature, accessori di moda e biancheria intima i prodotti più acquistati. Circa il 60% delle imprese del commercio al dettaglio è contraria alla liberalizzazione totale dei saldi.



