Istat – Produzione industriale – 10/11/2016

14 Novembre 2016

Svimez – Rapporto 2016 – 10/11/2016

14 Novembre 2016

Istat – Produzione industriale – 10/11/2016

14 Novembre 2016

Svimez – Rapporto 2016 – 10/11/2016

14 Novembre 2016

All’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti d’America non è seguito il paventato crollo dei mercati: nessun panico sui listini internazionali né in USA né nel Vecchio Continente; solo in quelli asiatici, maggiormente colti di sorpresa, ci sono state, nell’immediato, significative perdite. Ora la più grande economia del mondo è nelle mani del nuovo presidente che da subito ha annunciato un rilancio degli investimenti infrastrutturali e abbassamenti delle imposte e, a chi prospetta che certe scelte faranno esplodere il deficit, Lui ha sempre risposto che tali effetti saranno compensati dallo stimolo generato per la crescita. Dal punto di vista dei rapporti internazionali certamente le intenzioni di Trump sono di tipo protezionistico, con la rinegoziazione di alcuni aspetti degli accordi di libero scambio, dal Nafta al TPP. Ha annunciato anche rettifiche agli accordi di Parigi sull’effetto serra. Molto altro si dovrebbe e potrebbe dire ma una cosa è certa: il nuovo corso dell’economia statunitense influenzerà quella dell’Europa e di conseguenza anche quella del Belpaese, staremo a vedere in che misura.

Nella lezione, “Giorgio Ambrosoli” – Società civile, economia e rischio criminalità su “Banche, crisi e comportamenti”, presso l’Università Bocconi a Milano, il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha detto: “In Italia la ripresa economica continua ma stenta a rafforzarsi dopo una recessione che per durata e intensità è stata più grave di quella verificatasi negli anni trenta. Contrariamente a quanto accaduto in altri paesi avanzati tra il 2007 e il 2010, da noi la crisi non ha avuto origine nel sistema bancario”.

E per i Giovani di Confcommercio la nostra economia è appesantita da burocrazia, corruzione e scarsa attenzione al merito e da decenni in cui sono mancati investimenti strategici ed è cresciuto il debito pubblico. Per alleggerire e ridare un nuovo passo all’economia si deve perseguire la strada del digitale e ad oggi sono ancora in troppi, sia imprese che cittadini che sono rimasti indietro su questo versante, come ha sottolineato Micheli presidente dei Giovani di Confcommercio.

Il Misery Index calcolato da Confcommercio è salito a quota 18,9 punti, due decimi in più rispetto ad agosto, un peggioramento dipeso soprattutto dai prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza d'acquisto.

Per il rilancio del Mezzogiorno serve una nuova politica industriale, come sottolinea lo Svimez nella presentazione del Rapporto 2016.