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6 Febbraio 2017Sangalli: Niente ricette straordinarie, subito gi? le tasse – 05/02/2017
6 Febbraio 2017Non sono solo note dolenti quelle che possiamo leggere questa settimana relativamente al panorama economico europeo e italiano in particolare ma, come accade da un po’ di tempo a questa parte i dati negativi vengono spesso controbilanciati da altri positivi. In sostanza il quadro rimane di incertezza e il 2017 si preannuncia come un anno difficile ma nel quale si potrebbe invertire la tendenza negativa del passato. In una visione generale ed europea, secondo la Bce, vi sono “rischi al ribasso” e riguardano fondamentalmente «i fattori geopolitici, ivi comprese le incertezze legate all'uscita del Regno Unito dalla Ue e le politiche commerciali degli Stati Uniti». Per quanto riguarda il nostro Paese, invece, una strategia la fornisce il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli che in una dichiarazione alla stampa ha detto, relativamente al momento complesso che attraversa la nostra economia: “non servono ricette straordinarie, bisogna anzi abbandonare la logica degli interventi spot e dei bonus, per intraprendere invece un percorso di riduzione generalizzata delle aliquote Irpef. Si andrebbe così incontro al desiderio di oltre il 70% delle famiglie, che individuano nella riduzione delle tasse la priorità del Paese. Anche perché finché si mantiene l'attuale livello di pressione fiscale, sarà difficile aspettarci Pil e consumi in linea con gli altri Paesi europei”.
I dati Istat di dicembre sul lavoro sono all’insegna della stabilità: rispetto al mese precedente sono rimasti fermi sia il tasso di disoccupazione (12%) che quello di occupazione (57,3%). Molto preoccupante rimane il dato sulla disoccupazione giovanile che risale oltre il 40%. In sostanza dei benefici della riforma del lavora sembrano aver beneficiato di più gli over 50 che le nuove generazioni.
Buoni il dato di Unioncamere che mostra come lo scorso anno si sia chiuso con 41mila imprese in più rispetto al 2015 ed una crescita dello 0,7%. A determinare questo andamento, il più basso livello di iscrizioni dell’ultimo decennio (363.488 in 12 mesi), compensato però dal rallentamento delle chiusure (322.134). Grazie a questo saldo attivo, il sistema imprenditoriale a fine dicembre arriva a contare 6.073.763 aziende registrate. Di queste una su 10 è guidata da giovani di meno di 35 anni.
Attività in calo a gennaio secondo il Centro studi Confindustria che rivela una variazione della produzione industriale di -0,2% su dicembre, quando è stato stimato un calo dello 0,3% su novembre.
Importanti e confortanti dati Cerved relativi alle abitudini di pagamento e ai protesti che indicano che nel terzo trimestre del 2016 è proseguito il rafforzamento delle condizioni economico-finanziarie delle imprese italiane. Il numero di società protestate è così ai minimi dal 2008.
Torna a salire il dato Istat sull’inflazione, dato di per sé positivo, visto il basso livello mantenuto dei mesi scorsi, grazie soprattutto all’incremento del prezzo del gasolio per i mezzi di trasporto, per il riscaldamento e benzina, oltre all’aumento dei prezzi degli alimenti non lavorati che, causa il maltempo dei giorni scorsi, hanno subito una forte impennata.



