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3 Ottobre 2016UE – Eurozona: migliora il sentiment sull’economia a settembre – 30/09/2016
3 Ottobre 2016Se pure il contesto economico generale rimane sostanzialmente debole, una buona notizia arriva sul fronte dei prezzi, che dopo sette segni “meno” consecutivi, presenta finalmente un segno “più” davanti ad un modesto 0,1. Il dato Istat, pur non essendo particolarmente brillante, segna comunque l’uscita dalla deflazione, grazie soprattutto al ridimensionamento dei prezzi degli energetici, e può avere positivi.
Secondo la UE, a settembre, l'indice “economic sentiment” (ESI) dei Paesi della zona euro è andato migliorando nella maggior parte delle principali economie della zona euro tra cui Italia, Germania, Francia, Spagna e Olanda, superando le attese che erano per una variazione nulla.
È in aumento la fiducia delle imprese secondo i dati Istat ma risulta in calo quella dei consumatori che peggiora lievemente, passando da 109,1 a 108,7, risultato negativo che si associa al calo dei consumi, sempre Istat, che si desume dal profilo negativo delle vendite nelle piccole superfici e dalla circostanza che, nell'ambito della grande distribuzione solo il discount presenta tassi di crescita superiori al 2%", come commenta l’Ufficio studi Confcommercio, e che necessiterebbe di una strategia concreta di calo del carico fiscale.
Secondo le stime del WTO, contenute nel Trade Statistics and Outlook diffuso martedì, quest'anno il commercio mondiale crescerà dell'1,7%, ovvero ad un tasso di crescita inferiore rispetto a quello stimato fino a qualche mese fa: ad aprile gli analisti prevedevano un aumento del 2,8% (in realtà, sono state riviste al ribasso anche le previsioni per il 2017).
I dati relativi alle chiusure aziendali, forniti dal Cerved, restituiscono per il secondo trimestre del 2016 un quadro tra luci e ombre: prosegue, ma perde slancio, il calo dei fallimenti, con un’inversione di tendenza dell’industria, in cui il fenomeno torna ad aumentare.
Per quanto riguarda l’occupazione, secondo i dati Istat su occupati e disoccupati, relativi al mese di agosto, si nota che sul mese rimane sostanzialmente invariato il tasso di disoccupazione, mentre la classe d’età che maggiormente è in sofferenza è quella che va dai 25 ai 35 anni.



