
ALB15291 – Albo Autotrasportatori. Delibera del Comitato Centrale sulla quota di iscrizione per il 2016.
2 Novembre 2015Confcommercio: Nessuna sorpresa sui dati sull’inflazione – 01/11/2015
2 Novembre 2015Novembre e dicembre sono i mesi nei quali lo stato incassa maggiormente dai contribuenti. Quest’anno, in questi due mesi, entreranno nelle casse dell’Erario decine e decine (secondo alcune stime ben oltre 60) di miliardi di euro. Sono soldi provenienti da IRPEF, IRAP, IRES, addizionali varie e dalla tanto poco amata IVA.I dati di questa settimana sembrano davvero mostrare un Paese che sta imboccando la strada giusta, anche se a ben leggere, non sono proprio tutte rose e fiori.Il dato Istat sulla fiducia di Imprese e cittadini è particolarmente favorevole: per le aziende il dato è ai massimi dallottobre del 2007, quando la crisi finanziaria era al suo inizio (lindice è a 107,5 dal 106,1 di settembre). Va alla grande il commercio, al massimo dal 2003 (a 116,6 da 109,2), quando iniziarono le serie storiche. Tra i cittadini il livello è tornato allottobre del 2002 (116,9 punti dai 113 di settembre).Interessante anche il dato dello Svimez che mostra un segno “+”, +0,1%, per la crescita del Pil del Mezzogiorno per la prima volta dopo ben sette anni, ma leggendo il rapporto si può vedere anche che qui la popolazione ha un reddito mediamente molto basso e troppe sono le persone sull’orlo della povertà.L’Istat ha diffuso i dati sui prezzi al consumo che mostrano una lieve accelerazione della loro dinamica a ottobre. Secondo le stime preliminari, lindice dei prezzi al consumo aumenta dello 0,2% rispetto al mese precedente e dello 0,3% nei confronti dellottobre 2014, con unaccelerazione di un decimo di punto percentuale rispetto al valore tendenziale registrato a settembre (+0,2%). Non si manifestano sorprese sullevoluzione dei prezzi al consumo, che rimane moderata nel complesso e influenzata da fattori stagionali in alcune sue componenti: questo il commento dellUfficio Studi Confcommercio ai dati sui prezzi al consumo di ottobre diffusi dallIstat. I rischi di deflazione – continua lUfficio Studi – sono quasi del tutto scongiurati e, allopposto, non si intravedono potenziali accelerazioni dei prezzi tali da mettere in discussione la tenuta del potere dacquisto delle famiglie consumatrici”.Il tasso di disoccupazione nell’intera zona euro si attesta a settembre al 10,8%, al livello più basso dal gennaio del 2012. A certificarlo è Eurostat. E scende la disoccupazione anche in Italia, fonte Istat, portandosi ai minimi dal gennaio 2013 (Il tasso di disoccupazione, pari all11,8%, cala di 0,1 punti percentuali). Ma si tratta di un effetto statistico che porta con sé anche una diminuzione degli occupati, segnale dell’ancora persistente volatilità della ripresa del lavoro in Italia. E il Presidente Mattarella, durante l’ultima assemblea dell’Anci, ha sottolineato come la disoccupazione sia una ferita sociale: “In Italia non mancano le difficoltà. Le ferite sociali, a partire dagli insostenibili indici di disoccupazione, assumono talvolta caratteri di emergenza”.



