
Le “mezze” verità dell’Espresso
30 Maggio 2010
FIS10099 – Fisco – Studi di settore – approvazione delle revisione congiunturale per il periodo di imposta 2009 – pubblicazione del modello e del software per la comunicazione dati all’Agenzia delle Entrate
31 Maggio 2010Ho letto quanto riportato in un trafiletto, o poco più, sotto il titolo: “Alle Camere è scontro sui Tir”sul settimanale l’Espresso di questa settimana. Comprendo la necessità di essere stringati ma se la sintesi finisce per attribuire un significato diverso delle intenzioni, come attribuire alle imprese di autotrasporto la volontà di non favorire il trasferimento su rotaia delle merci, occorre una doverosa precisazione.
Innanzitutto i fatti, non solo le parole, attestano come una delle richieste sempre avanzate dal settore sia di incentivare il trasporto combinato ferroviario e marittimo. Se non esistono risorse sufficienti non è certo responsabilità della categoria.
Nel colloquio con il giornalista ho, contrariamente a quanto si vorrebbe far apparire, sottolineato il forte interesse al trasporto combinato ma contemporaneamente evidenziato che se il Protocollo trasporti parte della Convenzione delle Alpi, venisse ratificato nel testo proposto nessun intervento al sistema di adduzione o all’interno dell’arco alpino potrà essere realizzato, senza aver ottenuto il preventivo benestare dei Paesi sottoscrittori della Convenzione, che sono situati tutti a nord della catena alpina.
E’ comprensibile che Marco Onida, segretario generale della Convenzione delle Alpi sostenga che non esistano rischi per la realizzazione delle opere in territorio italiano. Mi permetto allora di obiettare due aspetti. Il primo: il dubbio da me sollevato risulta essere condiviso da esperti del ministero dei trasporti, da parlamentari e da uomini di Governo; il secondo: se la possibilita’ di nuove opere infrastrutturali e’ cosi’ sicura perche’ non esplicitarla con una nota a verbale da inserire come interpretazione autentica?
Il dottor Onida su questa proposta che gli ho avanzato risponde negativamente. Con tutto il rispetto e non volendo certo mettere in dubbio la Sua buona fede ritengo che senza il chiarimento sia interesse del nostro Paese ratificare la Convenzione delle Alpi senza il protocollo trasporti.
Il nostro forte dubbio è che, ancora una volta (..già si verificò con il nucleare e lo constatiamo anche con il corridoio 5) si vogliano creare condizioni per impedire che la nostra economia possa divenire, attraverso opere infrastrutturali, competitiva con quelle di altri Paesi europei. Il sistema utilizzato è contrabbandare la questione economica per ambientale per celare invece i veri interessi che forse sono quelli dei competitori della nostra economia.
Paolo Uggè


