LAV15319 – Oggetto: Indennità NASpI lavoratori sospesi: precisazioni su modalità di calcolo e requisito delle 30 giornate di effettivo lavoro.

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Roma, 09 dicembre 2015

LAV15319
SLM

Oggetto: Indennità NASpI lavoratori sospesi: precisazioni su modalità di calcolo e requisito delle 30 giornate di effettivo lavoro. 

Si informa che l’Inps ha fornito precisazioni sulle modalità di calcolo dell’indennità Naspi, a seguito dell’entrata in vigore dei decreti legislativi n. 148/2015 e n. 150/2015, attuativi del cd. “Jobs act”.
Di seguito si evidenziano gli aspetti di maggiore rilevanza dettati dalla circolare Inps n. 194/2015, che si riporta in allegato.

Limiti massimi durata indennità Aspi
Alla luce delle nuove disposizioni, anche per gli eventi di disoccupazione che si verificheranno dal 1° gennaio 2017, la NASpI potrà essere corrisposta – in funzione del numero di settimane di contribuzione utili presenti nel quadriennio di osservazione – fino alla durata massima di 24 mesi (anziché 78 settimane).
L’INPS provvederà al monitoraggio degli effetti finanziari derivanti dall’applicazione e, nel caso di scostamenti rispetto alla previsione, il beneficio in questione sarà oggetto di rideterminazione.

Dichiarazione immediata disponibilità – nuove modalità presentazione
In base a quanto stabilito dall’art. 19 del decreto legislativo n. 150/2015, sono considerati disoccupati i lavoratori privi di impiego che dichiarano, in forma telematica al Portale nazionale delle Politiche del lavoro, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il Centro per l’impiego.
A tal fine, la domande di indennità ASpI,  NASpI o DIS-COLL presentate dagli interessati all’INPS equivalgono a dichiarazioni di immediata disponibilità al lavoro e vengono trasmesse dall’INPS all’ANPAL ai fini dell’inserimento nel sistema informativo unitario delle politiche attive, realizzato dall’Agenzia in collaborazione con l’Istituto.
Sono pertanto possibili due diverse modalità di presentazione della dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, altrettanto valide, di cui una attraverso la registrazione al suddetto Portale nazionale delle politiche del lavoro e l’altra attraverso la presentazione della domanda di indennità di disoccupazione in ambito ASpI, indennità di disoccupazione NASpI e indennità DIS-COLL.
In osservanza delle richiamate disposizioni, l’Istituto aggiornerà i moduli di domanda relativi alle suddette prestazioni.
In attesa della realizzazione da parte dell’ANPAL del sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, l’Inps metterà a disposizione dei Centri per l’Impiego territorialmente competenti in base al domicilio,  le domande dei richiedenti le suddette indennità di disoccupazione, attraverso il Sistema informativo della Banca dati percettori, di cui alla legge 92/2012.
Il beneficiario delle suddette prestazioni di disoccupazione, ancora  privo  di  occupazione, è comunque tenuto a contattare il Centro per l’impiego entro il termine di 15 giorni dalla data di presentazione della domanda di prestazione ai fini della stipula del patto di servizio personalizzato di cui all’articolo 20 del citato d.lgs. n. 150/2015. In mancanza, l’assicurato è convocato dal Centro per l’impiego entro  i termini previsti.

Condizionalità e sanzioni
Nel patto di servizio personalizzato sottoscritto  con il Centro per l’impiego deve essere riportata la disponibilità dell’interessato alle seguenti attività:

•    partecipazione a iniziative e laboratori per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro;
•    partecipazione ad iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o altra iniziativa di politica attiva o di attivazione;
•    accettazione di congrue offerte di lavoro, così come definite con provvedimento del Ministero del lavoro e delle politiche sociali su proposta dell’ANPAL. Fino alla data di adozione del suddetto provvedimento, trovano applicazione le disposizioni di cui all’art.4 commi 41 e 42 della legge n.92 del 2012.

Riguardo ai percettori di indennità ASpI, NASpI e DIS-COLL, in caso di mancata partecipazione, senza giustificato motivo, a “iniziative e laboratori per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro”,  si applicano le seguenti sanzioni:

1) decurtazione di un quarto di una mensilità, in caso di prima mancata presentazione;
2) decurtazione di una mensilità, alla seconda mancata presentazione;
3)decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione, in caso di ulteriore mancata presentazione.

In caso di mancata partecipazione, senza giustificato motivo, alle iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o altra iniziativa di politica attiva o di attivazione, si applicano le seguenti sanzioni:

1) decurtazione di una mensilità, alla prima mancata partecipazione;
2) decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione, in caso di ulteriore mancata presentazione.

In caso di mancata accettazione di un’offerta di lavoro congrua, in assenza di giustificato motivo, si applica la decadenza dalla prestazione.
Sono previste anche sanzioni, sempre in assenza di giustificato motivo, in caso di mancata presentazione alle convocazioni o agli appuntamenti previsti per la conferma dello stato di disoccupazione e per la profilazione e la stipula del patto di servizio personalizzato, nonché per la frequenza ordinaria di contatti con il responsabile delle attività, quali:

1) decurtazione di un quarto di una mensilità, in caso di prima mancata presentazione;
2) decurtazione di una mensilità, alla seconda mancata presentazione;
3)decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione, in caso di ulteriore mancata presentazione.

L’Inps chiarisce che, qualora venga comminata la decadenza dallo stato di disoccupazione, non è possibile una nuova registrazione al Portale nazionale delle politiche del lavoro prima che siano decorsi due mesi.
Le sanzioni sopra richiamate sono applicate dall’INPS, su comunicazione del Centro per l’impiego, a far data dal giorno successivo a quello in cui si verifica l’evento di mancata partecipazione alle iniziative di orientamento, di  mancata presentazione e di mancata accettazione di un’offerta di lavoro congrua. Esse comportano la trattenuta dell’importo relativo a trenta giornate di prestazione nella misura in corso di erogazione al momento del verificarsi dell’evento.
Avverso tali sanzioni  è ammesso ricorso all’ANPAL, che provvede ad istituire un apposito comitato, con la partecipazione delle parti sociali.

Perfezionamento requisito 30 giornate lavoro effettivo
Uno dei requisiti per l’accesso alla Naspi è la presenza di 30 giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei 12 mesi che precedono la cessazione involontaria del rapporto di lavoro. Per la generalità dei lavoratori, la verifica della sussistenza del predetto requisito viene effettuata mediante il flusso telematico mensile Uniemens.
Per le categorie di lavoratori per le quali tale flusso non evidenzia il dato richiesto, (lavoratori a domicilio, lavoratori con lunghi periodi neutri, lavoratori con periodi di attività all’estero), il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo si considera soddisfatto quando sono presenti, nei 12 mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro, 5 settimane di contribuzione.
Con riferimento ai contratti di lavoro intermittente ed ai contratti di somministrazione di lavoro, viene chiarito che i periodi di non lavoro non sono utili ai fini del soddisfacimento del requisito delle tredici settimane di contribuzione per l’accesso alla prestazione, oltre che per la determinazione della durata e della misura della stessa.  Inoltre, gli stessi periodi non sono neutralizzati ai fini della ricerca del requisito contributivo, ma sono invece considerati “neutri”, con un corrispondente ampliamento del periodo di dodici mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro, ai fini della ricerca del requisito delle trenta giornate di effettivo lavoro.

Compatibilità con indennità di mobilità
Di norma, ai fini del calcolo della durata della prestazione NASpI,  non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione.
Tuttavia, viene chiarito che qualora il lavoratore, nel periodo di osservazione di quattro anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro che dà diritto alla indennità NASpI, abbia fruito di indennità di mobilità, anche in deroga, i relativi periodi di contribuzione necessari per il diritto alle predette prestazioni di mobilità possono essere presi in considerazione ai fini della determinazione della durata della indennità NASpI e, pertanto, non devono essere “detratti” quali periodi che hanno già dato luogo ad erogazione di prestazioni di disoccupazione.

Contratti di solidarietà
Per ciò che concerne i contratti di solidarietà, fermo restando l’indice di congruità dell’intervento fissato al 60%, si specifica che,  in presenza di periodi interessati da detti contratti – in concreto a zero ore – nel quadriennio di osservazione per l’accesso alla NASpI, è possibile procedere alla neutralizzazione dei relativi periodi sia ai fini del requisito delle 30 giornate di effettivo lavoro, che di quello delle 13 settimane di contribuzione.

Cordiali saluti

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LAV15319

Circolare INPS