

Due nuovi recenti appelli lanciati dagli industriali piemontesi e dagli esponenti di alcune associazioni delle vittime della strada per evidenziare, una volta di pi?, la non pi? rinviabile esigenza di dare vita a momenti di coordinamento sul tema della sicurezza, ma anche per chiedere una nuova authority per la logistica e poter coordinare cos? al meglio le attivit? in una realt? strategica per l’economia del Paese, offrono lo spunto per una nuova riflessione. Premesso che nessuno non pu? non condividere l’esigenza evidenziata dagli imprenditori dell’ovest e da coloro che hanno sub?to vittime e dedicano, impegno molto nobile, gran parte del loro tempo per ottenere che le tematiche della sicurezza vengano affrontate in modo sistematico, appare tuttavia riduttiva la soluzione proposta da alcuni imprenditori piemontesi, di istituire un’authority, con sede a Torino: affrontare temi di indubbia importanza ? infatti s? assolutamente indispensabile e irrimandabile, ma proprio per la loro natura non possono essere avulsi da un contesto generale che deve vedere il tema dei trasporti e della logistica affrontati con una logica di insieme che deve valere per l’intero Paese. Non evidenziare le nostre perplessit? di fronte a un tema di valenza addirittura transanzionale significherebbe contraddire i principi fondamentali sui quali si pu? reggere un sistema economico che decide di affrontare le tematiche della mobilit? delle persone e delle merci. Fai Conftrasporto ritiene che rispondano maggiormente al raggiungimento degli obiettivi generali le proposte avanzate in particolare da una associazione che, presentando le risultanza di un sondaggio effettuato fra i cittadini su quale sia la percezione della sicurezza stradale e soprattutto su cosa bisognerebbe intraprendere per invertire la tendenza, ha avanzato alla Presidenza del Consiglio non la richiesta della solita authority, ma l’individuazione di una figura di coordinamento che faccia parte del Governo, cos? come fatto per l’emergenza rifiuti in Campania, a cui affidare il coordinamento del settore. In sostanza un sottosegretariato esclusivamente delegato ad affrontare, e possibilmente risolvere, l’emergen za sicurezza sulle strade. Le questioni della mobilit?, degli interventi manutentivi, delle norme che regolamentano la circolazione, della razionalit? funzionale delle norme, sono tutti temi connessi con la sicurezza stradale: manca per? un soggetto che, pur lasciando le competenze istituzionali ai dicasteri competenti, renda possibile un approccio e un intervento sistemico. Competitivit?, norme sulla circolazione, funzionalit? dei controlli, organizzazione del sistema trasportistico devono essere, nell’interesse collettivo, ricondotte a un momento di coordinamento. Non penso ci possano essere contrariet? oggettive sulla proposta dell’associazione vittime della strada: solo sciocche questioni di appartenenza potrebbero non indurre a riflessioni su tale suggerimento. Un altro suggerimento si sentiamo di fornirlo noi: le esigenze segnalate dagli imprenditori che si occupano di logistica e quelle evidenziate da chi ha perso una persona cara in un incidente stradale possono tranquillamente essere ricondotte a una sola funzione, a un solo ufficio che sappia intercettare le varie esigenze e proporre degli interventi che diano soluzioni a problematiche complesse ma interconnesse tra loro. E questo proprio grazie alla possibilit? che gli deriverebbe dall’essere investito dell’onere di coordinamento politico, senza intaccare le singole autonomie e competenze dei singoli dicasteri. Si eviterebbe, accogliendo il suggerimento dell’associazione vittime della strada, di costituire altri organismi che, oltre a rivendicare successivamente un ruolo autonomo, innescherebbero aspettative similari in altre zone del Paese e si darebbe una risposta a una tematica che coinvolge in negativo tante famiglie, assegnando, una volta per tutte, alla sicurezza il valore che le compete. PAOLO UGG? *