L’attraversamento dell’arco alpino ? strategico per l’Italia. Rubrica Ruote d’Italia su Libero del 13 giugno 2009

NOR09119 – Oggetto: Direttiva per l’applicazione della Comunicazione della Commissione UE che consente aiuti straordinari di Stato alle imprese per fronteggiare la crisi economica. DPCM 3 giugno 2009.
12 Giugno 2009
FIS09120 – Oggetto: Fisco. Rinvio del termine di versamento delle imposte sui redditi e dell’Irap, per i contribuenti soggetti agli studi di settore.
16 Giugno 2009

Le recenti elezioni ci inducono a riprendere un argomento di vitale importanza non solo per il mondo del trasporto ma soprattutto per le prospettive di crescita dell’economia nazionale: l’attraversamento e la permeabilit? dell’arco alpino. Due elementi essenziali per il nostro sviluppo che non possono essere trascurati, sia dal Governo nazionale sia dal nuovo Parlamento europeo. Conftrasporto ha una visione netta sull’argomento che si ricollega strettamente ai principi alla base dei trattati comunitari: ?la libera circolazione di persone e merci non pu? essere in alcun modo ostacolata, soprattutto sui grandi assi di comunicazione che collegano i Paesi considerati periferici?. Per queste ragioni Conftrasporto contrasta il protocollo trasporti della Convenzione delle Alpi ed ? ancor pi? contraria alla borsa dei transiti, sostenuta in particolar modo (sar? solamente una coincidenza?) dalla Svizzera, dall’Austria e che sembrava condivisa anche dai Paesi situati al di sopra dell’arco alpino. Nel documento di politica dei trasporti, predisposto in occasione della tornata elettorale europea per evitare fraintendimenti, abbiamo chiaramente sottolineato la piena condivisione, da parte del mondo del trasporto, a un riequilibrio tra le modalit? di trasporto, con un particolare riferimento anche all’attraversa mento dell’arco alpino. In attesa che si realizzino le alternative, si chiede per? alla classe politica italiana di non accettare passivamente l’introduzione di ostacoli alla mobilit?, contrabbandati da misure di carattere ambientale. Purtroppo siamo venuti recentemente in possesso di un documento diffuso dal governo elvetico, il 7 maggio, con il quale viene annunciato il ?parere favorevole dei ministri dei Trasporti di Svizzera, Germania, Francia, Slovenia e Italia sull’adozione di sistemi di gestione del traffico, quale la borsa dei transiti alpini?. Ma se ? facilmente comprensibile l’interesse dei Paesi situati al di sopra delle Alpi, non sono invece ne comprensibili ne accettabili l’adesione o il silenzio (ma abbiamo atteso per un mese una presa di posizione) da parte di chi ha la responsabilit? politica del Governo italiano. Non c’? dubbio che la Svizzera e l’Austria, in particolare, avranno la possibilit? di gestire, grazie al sistema di prenotazioni, la movimentazione delle merci provenienti dall’Italia, col risultato di rendere le nostre esportazioni dipendenti dalle scelte di Paesi concorrenti. Nessuno sembra riflettere sul fatto che l’Italia, per uscire dal proprio territorio e raggiungere i 27 (per ora) Paesi della area europea con merci prodotte o trasformate, debba sempre superare l’arco alpino. Accettare e addirittura consentire che la gestione “della borsa dei transiti” venga anche affidata a un comitato presieduto dal ministro dei Trasporti elvetico ? semplicemente autolesionistico oltre che poco responsabile. L’intero sistema dei collegamenti dovr? essere rivisto e riequilibrato. Questo concetto chiaro ? ben presente nel documento di Conftrasporto. Prima di introdurre ostacoli occorre per? assicurare la funzionalit? delle modalit? alternative. Oggi, e almeno fino al 2020, cos? non sar?. ? un aspetto questo che coinvolge l’intera economia nazionale che forse avrebbe dovuto, anzich? disquisire sulle veline, essere uno dei temi della campagna elettorale. Ci rendiamo conto tuttavia che per discutere bisogna avere conoscenza e competenza.