
comunicato stampa UNATRASRiunione tavolo autotrasporto al Ministero
11 Luglio 2013
COMUNICATO STAMPAUggé: il Ministro Lupi smentisce le teorie della committenza sui costi minimi
12 Luglio 2013Di seguito le principali iniziative della settimana.
Situazione generale
Le riunioni preparatorie e l’incontro al Ministero dei trasporti, alla presenza del Sottosegretario On. Rocco Girlanda, sono stati al centro delle attività settimanali.
Troppo importante il confronto che si è avviato al Ministero che aveva un punto nodale, per noi, non facilmente superabile. L’assicurazione da parte del Governo di garantire, in base al principio della continuità sugli atti dei precedenti esecutivi, la difesa delle norme sui costi minimi della sicurezza in sede comunitaria.
Le assicurazioni fornite dal Sottosegretario, che ha confermato quanto già dichiarato pubblicamente dallo stesso Ministro sia nell’incontro avuto con le rappresentanze del mondo del trasporto che in occasione del convegno di Confcommercio, sono state giudicate in linea con le aspettative attese.
L’incontro ha consentito di ribadire un punto per noi irrinunciabile: il rispetto delle regole sulla sicurezza. Chi opera sulla strada deve potersi dunque riconoscere i costi incomprimibili.
Anche la committenza ha riconosciuto la necessità di dar vita ad un sistema che premi le imprese che operano nella legalità e nel rispetto delle normative. Certamente interessanti, e da noi condivise, le proposte tendenti a rafforzare il ruolo dell’Albo, onde evitare a coloro che non sono in possesso dei requisiti di poter restare iscritte all’Albo, oppure che siano consentite chiusure e riaperture di aziende in tempi brevi. Tutto ciò che può eliminare distorsioni alla concorrenza nei confronti delle imprese in regola è da noi condiviso. Del resto basta ricordare che nel protocollo di legalità che, da soli, abbiamo sottoscritto con il Ministero dell’Interno, tale aspetto è inserito tra gli indicatori delle possibili infiltrazioni malavitose. Chi chiacchiera o attacca propri dirigenti non ha ancora aderito e si limita, ogni tanto, a lanciare grida d’allarme.
Naturalmente si sono registrate anche delle posizioni fortemente critiche da entrambe i fronti, una del Vicepresidente Anita, che rifiuta il sistema dei costi minimi anche se invoca legalità e rispetto delle regole, una del Presidente Confetra.
Ciò conferma quanto fosse importante avere le assicurazioni che, se non si raggiungesse una intesa prima del termine ultimo previsto per depositare le ragioni a difesa delle normative sui costi minimi, il Governo sosterrà in una memoria , da presentare in sede comunitaria sulle motivazioni che hanno portato alla redazione dell’articolo 83 bis.
Sembra evidente che la ristrettezza dei tempi non consentirà di trovare un accordo definito in tutte le sue parti. Per questo sarà indispensabile lavorare alacremente al fine di individuare almeno i punti di intesa possibile per poi passare alla redazione dei testi.
Alcune linee sulle quali si intende costruire un possibile consenso non sono lontane da quelle che sono già state approfondite in alcune riunioni dei nostri organismi. Si può dunque affermare che gli spazi per trovare una intesa esistono, almeno nelle dichiarazioni. Nei prossimi incontri vedremo se le intenzioni emerse saranno mantenute e si potrà finalmente costruire un rapporto funzionale non solo agli interessi di coloro che trovano il loro tornaconto nello sfruttamento delle imprese, meno strutturate; ma anche a quelli che producono le merci ed a coloro che le trasportano.
Il concetto è stato espresso in tutta evidenza e con molta chiarezza dal segretario Russo, nel corso del confronto, e si propone di favorire i rapporti diretti tra imprese di autotrasporto in grado di dare risposte alle esigenze del mondo produttivo. Chi intraprende avendo mezzi propri e fornisce servizi complessi deve trovare spazi contrattuali di operatività che consentano di poter operare, sempre nel rispetto delle regole, nei rapporti con i committenti. Ovviamente fermo restando il principio che chi esercita la vezione deve avere il diritto di operare nel rispetto delle regole della sicurezza.
Nella prossima settimana proseguiranno gli incontri e già nella giornata di martedì l’Unatras si è convocata per un confronto che definisca le ipotesi da presentare alla riunione già convocata per il mercoledì pomeriggio.
Ovviamente non abbiamo tralasciato altri elementi quali la questione economica per l’anno 2014 che deve essere definita e quella dei controlli che sono l’elemento che consente più facilmente la possibilità di trovare soluzioni condivise. Trovate le regole se poi non sono accompagnate da forme di controllo non saranno mai applicate. Nei Paesi dove non esistono norme sui costi minimi (non si citi la vicina Francia come esempio in quanto il sistema è molto simile al nostro) le regole sono fatte rispettare attraverso controlli funzionali a consentire alle imprese di operare in un mercato dove le regole sono garantite. I contratti tipo esistenti in Francia, se non accompagnati da una politica dei controlli non funzionerebbero. Invece si è determinato un mercato dove le imprese sane, pur nelle difficoltà economiche del momento, trovano le condizioni per restare sul mercato.
Occorrono rappresentanze adeguate
Il momento delicato è sotto gli occhi di tutti; basta un nulla e i rapporti istituzionali rischiano di saltare con conseguenze inimmaginabili.
In queste situazioni occorre conoscenza, freddezza rifuggendo dalle superficialità. Non giovano di certo dichiarazioni non fondate sulla tutela degli interessi ma su sentimenti o invidie personali che qualificano coloro che le rilasciano.
Chiunque abbia a cuore gli interessi della categoria dovrebbe essere molto attento, soprattutto ai tavoli ministeriali, a sostenere posizioni che finirebbero per danneggiare gli operatori seri.
E’ il caso della vecchia polemica sul sistema dei rimborsi dei pedaggi autostradali. Chi sostiene che debbano essere riconosciuti ai caselli deve anche avere l’onestà di rendere evidente che il risultato sarà di riconoscere solo qualche centesimo per ogni singolo autotrasportatore. Il motivo è legato alle risorse che dovrebbero essere incrementate (e questo non è oggi immaginabile)in quanto altri settori verrebbero ad essere inclusi nei benefici. I trasportatori, che effettuano pochi viaggi, non sarebbero esclusi (esteri e conto proprio) non raggiungendo il fatturato previsto per avere le riduzioni. Infine verrebbero a mancare gli scopi per i quali lo Stato destina 130 milioni di euro. Il sistema proposto costerebbe molto di più (qualche miliardo di euro e non produrrebbe benefici agli autotrasportatori che senso ha continuare a proporlo?. Se qualcuno volesse conoscere le ragioni per le quali nel 2005 la Commissione europea ha annullato la procedura di infrazione nei confronti del governo italiano, che aveva introdotto le riduzioni compensate sui pedaggi autostradali senza avere il preventivo consenso della Commissione europea, saremo ben lieti di fornirgliele. Evitiamo di fare la figura dei superficiali e smettiamo di avanzare proposte che danneggiano coloro che sono i destinatari delle riduzioni, cioè gli operatori.
Altra tesi singolare è di chi da un lato sostiene che i costi della scurezza sono inferiori rispetto ai veri costi e poi afferma, di fronte al governo, che le proposte avanzate dai committenti, sarebbero interessanti. Queste produrrebbero, come risultato, un valore kilometrico ben inferiore di quello dei costi minimi; infine chi richiede di operare nella legalità e poi avanza richieste che violerebbero le normative vigenti è in contraddizione. Anche se qui esiste una responsabilità ben precisa in chi ha alimentato aspettative non mantenute.
Perché rischiare di danneggiare la categoria? Forse per il solo gusto di appagare il proprio “ego” o pensando di danneggiare qualcuno? Quando si tratta si deve essere ben certi che le proposte non possano determinare danni a chi invece si sostiene di voler tutelare.
Rinnovo Ccnl
Sono proseguiti gli incontri per il rinnovo del contratto senza che passi in avanti significativi siano stati compiuti. E’ singolare che da un lato si voglia evidenziare la crisi delle imprese e dall’altro non si voglia comprendere che forme, oggi pienamente legali, fanno pagare ai lavoratori le conseguenze.
Non sforzarsi ad immaginare evoluzioni nei rapporti tra datori di lavoro e lavoratori è dannoso per chi dice di volerli difendere. Altrettanto cercare “furbate” al tavolo delle trattative con tentativi di determinare divisioni nel fronte datoriale. In gioco ci sono posti di lavoro! Sembra tuttavia che non tutti riescano a comprenderlo e si continui a ballare su una nave che sta affondando.
L’assurdo è che a parole si inneggia e si cercano di costruire fronti comuni ma se messi alla prova (il nostro invito al confronto con parti omogenee è caduto nel vuoto, a conferma che il tentativo era la ricerca di coinvolgimento nel confronto con il Governo). Alla faccia della volontà di costruire un percorso condiviso per meglio tutelare imprese, aventi omogenei interessi, ed i lavoratori.
Credo che la conclusione non potrà che essere, ancora una volta, un contratto “vecchio stile” che non darà alcuna prospettiva alle condizioni dei lavoratori né al tema del costo del lavoro.
Ma quale Governo del fare!
Lunedì su il Giornale Vittorio Feltri (condividerne le idee è un fatto personale ma non riconoscere che sia una delle migliori penne in circolazione è pregiudizio) ha denunciato la situazione dei porti che viene peggiorata (mandata a fondo renderebbe meglio l’idea) dalla mancanza degli interventi di un governo che dice di voler fare e da una burocrazia che rende più competitivo chi compete con la nostra economia. Silenzio!
Nella scorsa settimana i nostri colleghi siciliani che lavorano bene nell’interesse della legalità, senza aver la pretesa di sentirsi gli unici veri e soli rappresentati dell’autotrasporto siciliano, hanno portato all’evidenza dell’opinione pubblica un fatto sconcertante che ha trovato eco sui media.
Un Ministro serio avrebbe dovuto, se portato a conoscenza di quanto segnalato, senza indugi aprire una inchiesta sull’intera vicenda. In gioco c’è la salute dei cittadini che il ministro ha il dovere e l’obbligo di garantire.
Due episodi sui quali, in un Paese normale, un Esecutivo degno della definizione che si è attribuito (del fare) avrebbe dovuto intervenire. Invece il silenzio più totale è calato su due fatti che, se risolti andrebbero a vantaggio della collettività.
C’è di che essere preoccupati!
Attività federative
Martedì incontri a livello confederale e partecipazione in diretta sui temi del caro gasolio su tg 24; mercoledì incontro tra le associazioni Unatras prima del confronto al Ministero dei trasporti tenutosi nel pomeriggio. Sempre mercoledì, con prosecuzione nella giornata di giovedì, si sono svolti, come sopra commentato, gli incontri per il rinnovo del contratto che proseguiranno nei giorni 23, 24 p.v..
Alla prossima.
Paolo Uggé




