La Settimana Sindacale Confederaledal 7 al 10 APRILE 2015

Somministrazione transnazionale di lavoratori.

10 Aprile 2015

SIA15115 – Oggetto: Trasporto Rifiuti. Presentazione della dichiarazione ambientale 2014 entro il 30 aprile 2015 (MUD 2015).

13 Aprile 2015

Somministrazione transnazionale di lavoratori.

10 Aprile 2015

SIA15115 – Oggetto: Trasporto Rifiuti. Presentazione della dichiarazione ambientale 2014 entro il 30 aprile 2015 (MUD 2015).

13 Aprile 2015

Di seguito le news settimanali

SITUAZIONE GENERALE

Settimana corta quella trascorsa. Anche se le notizie dell’attività del Governo lasciano intendere che decisioni importanti siano state assunte nella giornata di martedì.
Andiamo per ordine. Il nuovo Ministro dei trasporti ha giurato nelle mani del Capo dello Stato ed è entrato nel pieno possesso del Dicastero.
Certamente dovrà prendere conoscenza dei dossier aperti, tra i quali vi è quello dell’autotrasporto.
Abbiamo già dichiarato la nostra disponibilità a fornire ogni sorta di collaborazione ritenuta utile ed una lettera in tal senso è già stata inoltrata dal presidente dell’Unatras Amedeo Genedani.
Da parte nostra, come annunciato, e per fornire ulteriori elementi di valutazione, abbiamo, come era stato anticipato, fatto pubblicare su “il Giornale” di mercoledì 8 aprile una pagina con la quale viene ricostruito l’iter che ha consentito nella legge di stabilità di evitare il taglio del recupero dell’accisa. La questione è stata anche trattata dalla rubrica settimanale Ruote d’Italia, sempre pubblicata sul medesimo quotidiano.
Dalla prima lettura di anticipazioni sulla manovra sembrerebbe che per l’autotrasporto nulla sia stato modificato. Vedremo se verrà confermato nei prossimi giorni (il Governo dovrebbe licenziare il Documento di programmazione economica a breve) anche perché nel testo sono previsti tagli per 10 Mld di euro su trasferimenti alle imprese ed agevolazioni fiscali.
Non intendiamo certo attribuire alla nostra iniziativa alcun merito particolare (saremmo solo dei visionari illusionisti) ritenevamo importante dare un segnale unitario al nuovo Ministro, magari non a conoscenza di quanto accaduto nel passato. Purtroppo alcune richieste, a nostro avviso pretestuose che si proponevano di eliminare il riferimento all’ufficio studi confederale che aveva calcolato gli effetti per le casse dello Stato che si sarebbero determinati se si fosse attuata  la riduzione della compensazione dell’accisa, lo ha impedito e ci ha indotto ad uscire da soli.
C’è chi cerca di occuparsi dei problemi delle imprese e chi preferisce dare evidenza a notizie come quelle relative a gare pubbliche. Ognuno si comporta come meglio ritiene.

La prossima settimana (mercoledì) riprenderemo, utilizzando i dati diffusi dall’Unrae, l’argomento del fenomeno della delocalizzazione rendendo evidenti i danni che scelte politiche superficiali che negli anni 2008/2013 sono state condotte hanno provocato al Paese ed alle imprese di trasporto. le questioni relative alle conseguenze di alcune scelte in tema di politica dei trasporti sono decisive per le nostre imprese. Ne riparlerò appunto nella rubrica Ruote d’Italia mercoledì e negli interventi che nei convegni che si terranno al Transpotec. Ognuno, se ne ha la possibilità, faccia altrettanto sia nei confronti di politici che dei media locali. La speranza è che continuando a battere su un argomento di grande rilevanza anche il governo italiano, come avvenuto in altri Paesi, si decida ad intervenire con misure appropriate.
In gioco vi è il futuro delle nostre imprese e se la Germania prima e la Francia, proprio in questa settimana, hanno deciso di intervenire con norme per impedire operazioni di concorrenza sleale, è indispensabile che anche il governo italiano assuma le proprie decisioni.
Dalla Commissione europea, lo ripetiamo ancora, giungono segnali circa la determinazione di voler dare attuazione al libero cabotaggio. In queste condizioni per le nostre imprese sarebbe la fine. Noi siamo per il libero cabotaggio ma prima si debbono avere regole omogenee.
Ricordo ancora che sull’entrata in vigore del cabotaggio esiste un impegno pubblico del Governo e noi pretendiamo che questa scelta giusta non venga oggi meno.

Speriamo che il nuovo Ministro trovi il tempo per poterci incontrare anche perché altri temi che già abbiamo ricordato debbono trovare soluzione. Non vogliamo ripetere l’elenco ma ne citiamo uno per tutti. La riforma della logistica dei porti e degli interporti è indispensabile per dare impulso alle attività delle nostre imprese e competitività al Paese. I segnali di ripresa che si intravedono, secondo le previsioni del centro studi confederale, salvo cambiamenti improvvisi, potrebbero portare ad un incremento del Pil, già nel 2015, pari all’1,1 %, Un dato più ottimistico, rispetto allo 0,7% previsto dal Governo. Occorre non perdere questa eventuale possibilità, sarebbe veramente incomprensibile.

DUE QUESTIONI APERTE

Sul Sistri e le sue conseguenze per le imprese, obbligate dal 1 aprile a pagare la quota, non posso che confermare l’impegno della federazione a supportare ogni iniziativa che gli operatori interessati decidessero di proporci.
La questione del Sistri mi consente di  evidenziare un’altra iniziativa che la federazione, (ringrazio ancora una volta il vice presidente Gianni Satini), ha portato avanti con risultati soddisfacenti. Mi riferisco alla questione Ilva. Nei prossimi mesi inizieranno ad essere versati i crediti maturati nel passato, e questo è certamente positivo, oltre al proseguimento dei pagamenti anticipati.
Non credo sfugga a nessuno quanto nella vicenda sia stata importante l’azione delle federazioni che hanno supportato gli operatori coinvolti. Questa è la migliore risposta a coloro che fanno polemiche e che trascurano i reali interessi del settore. In questi momenti difficili è essenziale stare vicino alle realtà associative (ognuno faccia le proprie scelte) che si danno da fare per cercare di dare  risposte alle imprese in difficoltà.

SUL LAVORO IN AFFITTO

Viene data notizia di una iniziativa che il Ministero del lavoro ha assunto su questo  delicatissimo aspetto che coinvolge imprese, lavoratori e Stato. Ne prendiamo atto con moderata soddisfazione e non solo perché su questa vicenda la Conftrasporto e la Confartigianato a suo tempo posero una sorta di pregiudiziale, finita nel nulla, grazie al comportamento di altre rappresentanze datoriali, ma per il semplice fatto che il tema rimane sempre di attualità e non può certo essere risolto con una presa d’atto. Per la verità leggendo la risposta fornita all’interpello che rivolgemmo al Ministero del lavoro qualche perplessità ci sovviene.
Rispondendo sull’obbligo di garantire i medesimi versamenti previdenziali il Ministero sostenne che nella fattispecie “trovava applicazione il principio di personalità anziché quello della  territorialità”, aggiungendo poi che, “ai fini della determinazione dell’imponibile previdenziale occorreva riferirsi ai regimi di previdenza contributiva ed assistenziale obbligatori previsti dalla legislazione del paese di invio del lavoratore e non al regime italiano”. Oggi si afferma che alcuni contratti proposti sono irregolari in quanto i lavoratori interinali hanno il diritto complessivamente ad avere trattamenti non inferiori, evidenziando bene “insieme all’applicazione della disciplina in materia di responsabilità solidale per l’adempimento degli obblighi retributivi e previdenziali”.
Siamo felici del chiarimento ma vorremmo capire, le imprese hanno il diritto di saperlo, quale sia l’interpretazione giusta e soprattutto cosa si intenda concretamente fare per garantirne il rispetto..
Ecco perché il problema rischia di rimanere se la soluzione non sarà risolta a livello europeo.
I controlli annunciati sono importanti ma sappiamo bene a quali risultati portano e quanto durano. Pertanto questo diviene un aspetto dirimente sul quale ci siamo impegnati. Speriamo che così sia anche per altri, e non solo a parole.

Alla prossima.

Paolo Uggè