La Settimana Sindacale Confederaledal 4 all’8 NOVEMBRE 2013

LAV13323 – Lavoro. Conversione del permesso di soggiorno stagionale in permesso per lavoro subordinato non stagionale. Chiarimenti ministeriali.

8 Novembre 2013

Sciopero Generale CGIL – CISL e UIL

8 Novembre 2013

LAV13323 – Lavoro. Conversione del permesso di soggiorno stagionale in permesso per lavoro subordinato non stagionale. Chiarimenti ministeriali.

8 Novembre 2013

Sciopero Generale CGIL – CISL e UIL

8 Novembre 2013

Di seguito le iniziative della settimana.

SITUAZIONE GENERALE

Settimana che ha visto l’attività della federazione concentrarsi sull’incontro con il Ministero dei Trasporti e sulla legge di stabilità con incontri con parlamentari.
Debbo ancora una volta far rilevare quanto sia complesso trovare riscontri definitivi e positivi ai diversi contatti con le istituzioni che si occupano delle nostre questioni.
Le fibrillazioni del mondo politico costituiscono un diaframma che impedisce l’adeguata attenzione sui temi posti. Questo se risulta comprensibile per chi svolge attività politiche non è accettabile da chi rappresenta il mondo delle imprese. Le diatribe presenti nei due partiti maggiori che si stanno dilaniando in dibattiti interni per questioni di solo potere sono portatori delle contraddizioni che si registrano nel Governo e che generano dichiarazioni ripetute ed iniziative spesso in contrasto tra di loro. Ne abbiamo piene le balle! (visto che il termine è stato sdoganato dal presidente E. Letta lo utilizzo anch’io)
Le imprese falliscono o sono sul punto di chiudere e le misure necessarie che vengono segnalate dai vari settori non vengono né approfondite né tanto meno prese in considerazione ed i risultati parlano da soli.
In Europa quasi tutte le altre economie hanno invertito la tendenza mentre l’Italia continua a non dare segnali di cambiamento, a registrare riduzione del Pil, dei consumi. A questo si aggiungono le notizie spesso contrastanti che lasciano intuire nuovi interventi che colpiscono i cittadini. Imu si; Imu no; servono altre coperture, etc . Basta!
Anche gli interventi che non producono costi e che agevolerebbero le attività di molte imprese non sono prese in considerazione. Intanto le proteste più o meno spontanee iniziano a divenire sempre più ripetitive e le minacce, da valutare attentamente, incrementano.
E’ pur vero che gli organismi europei ormai mettono il naso nelle questioni dei singoli stati su ogni iniziativa, l’Italia è in particolare sotto la lente di ingrandimento, ed ogni decisione assunta viene in modo improprio giudicata con parametri di valutazione che sempre più la gente considera vere e proprie ingerenze, se non vessazioni. Ma occorre agire.
A questo si aggiungono alcune iniziative che sembrano fatte  su misura per auto danneggiarci. Due esempi di questi giorni sono la decisione annunciata di volere introdurre normative, per ragioni che condividiamo nel merito, ma che consideriamo errate nella realizzazione.
La prima: il tema ambientale e la lotta all’inquinamento; certamente condivisa ma riteniamo che non si realizzi con la decisione di introdurre riduzioni di velocità per i mezzi pesanti nella pianura padana. La valutiamo una idiozia travestita da idea geniale.
La seconda riguarda la decisione sui tagli lineari per gli investimenti, per le risorse destinate alla sicurezza e, non ultimo, il taglio sul recupero dell’accisa.
Altrettanto non si può far finta che non esista un problema per l’economia delle nostre isole che in modo evidente necessitano di interventi adeguati e mirati.
Non occuparsi delle emergenze, come quella esistente nell’Italia insulare, o assumere decisioni del tutto inutili ma dannosissime, vedi sopra, non significa essere responsabili.
Nelle condizioni nelle quali si trova il Paese non occuparsene con serietà significa alimentare rabbia e consentire a forme di protesta, qualcuno comincia a parlare di ribellione vera e propria, che non ci aiuteranno né come Paese né come settore.
Cosa potremo dire ai nostri operatori di fronte a decisioni che continuano a rinviare la soluzione dei problemi (come il rispetto delle regole) ed invece introdurne altre penalizzanti (come l’intenzione di ridurre il recupero dell’accisa)?
Le richieste della nostra gente mirano ad ottenere il rispetto di leggi che non possono solo applicarsi quando penalizzano le attività del settore e non quando aiutano gli operatori seri e virtuosi a poter intraprendere.
Restiamo  senza parole di fronte ai nostri operatori che sono bene a conoscenza dell’intenzione di introdurre pedaggi solo per i veicoli esteri che in alcuni paesi si sta pensando di introdurre per la circolazione sulle autostrade. I principi europei della libera circolazione non valgono per loro? Come intenda reagire il nostro Esecutivo di fronte ad una evidente violazione di principi comunitari è purtroppo ancora a noi sconosciuto. Vediamo invece che i tagli orizzontali continuano a ridurre le risorse destinate al settore. Ora la buona volontà e le dichiarazioni rischiano di non essere più sufficienti; occorrono fatti concreti e non manifestazioni di volontà!
In settimana l’incontro con il Sottosegretario, al quale va riconosciuto l’impegno serio con il quale sta seguendo gli sviluppi della trattativa, ha prodotto la riconferma degli impegni sia sul fronte del gasolio che su quella dell’Albo (a tale proposito è stata consegnata la direttiva impartita agli uffici territoriali del Dipartimento trasporti per l’erogazione delle sanzioni previste qualora si registri dagli opportuni controlli il mancato rispetto delle regole). A tale proposito dobbiamo dire che se l’Albo non viene messo nella condizione di operare da subito, attraverso gli atti opportuni, anche la direttiva del Ministro rischia di non produrre effetti concreti, soprattutto se disposizioni simili non verranno emanate dalla Gdf, Agenzia delle Entrate, e Ministero dell’Interno, come da noi richiesto.
Non saranno sufficienti quindi disegni di legge, anche se collegati alla legge di stabilità, o delle dichiarazioni ulteriori per evitare azioni di protesta. Se non saranno date le certezze, la strada verso la proclamazione del fermo è segnata.
La Presidenza Unatras in tal senso si è espressa e il Comitato Esecutivo è già stato convocato dopo l’incontro di mercoledì con il Sottosegretario.

Martedì la Commissione confederale sui trasporti ha avuto contatti con i parlamentari componenti le commissioni trasporti di Camera e Senato. Argomento della legge di stabilità e le aspettative del mondo che si riconosce in Confcommercio. Già la Commissione del Senato ha approvato un parere sulla legge di stabilità inserendo argomenti riguardanti il trasporto. Ovviamente sono stati in modo chiaro evidenziate le aspettative della nostra attività.
E’ opportuno inoltre rammentare che nel documento e nelle proposte di emendamenti presentate al mondo politico da parte di Rete Imprese Italia sono stati inseriti anche argomenti del settore.

L’INCONTRO CON IL MINISTERO

Come già accennato nel corso dell’incontro il Sottosegretario Girlanda ha riconfermato gli impegni che sono stati assunti anche dal Ministro Lupi sul mantenimento della recupero dell’accisa. Ha poi illustrato e consegnato la bozza di direttiva agli uffici periferici per l’emanazione delle sanzioni; ha consegnato la bozza dell’emendamento relativo alle modifiche sul funzionamento dell’Albo, per noi indispensabili per favorire il coordinamento delle azioni assegnate al Comitato. Sono infine state affrontate sia le questioni relative alle interpretazioni su come si debbano applicare le disposizioni sui costi della sicurezza per i trasporti in regime di cabotaggio, sui tempi di pagamento, sulle problematiche specifiche per le imprese residenti nelle isole, sul Sistri. In modo particolare è stata sollevata la questione delle imprese che utilizzano personale “in affitto” tema non più rinviabile  in quanto sta mettendo a rischio sia i livelli occupazionali che l’attività di imprese che invece non utilizzano l’opportunità consentita da disposizioni comunitarie.

UNA RIFLESSIONE

Nessuno vuol mettere in dubbio la legittimità di organizzazioni che sembrano aver scelto la strada di cavalcare la “ribellione” nei rapporti con il Governo. Noi riteniamo che le rappresentanze degli interessi abbiano come compito quello di ricercare intese possibili, e noi a tale impostazione non verremo meno. E’ tuttavia indispensabile essere chiari con tutti: appoggiare personaggi che strumentalizzano la rabbia, e, come si legge nei loro siti, puntano alla “rivolta” senza avere il coraggio di dissociarsi o assumersi le responsabilità di essere in perfetta sintonia con quei movimenti, finisce solo per non favorire chiarezza nel corso della trattative.
E’ altrettanto incomprensibile però che non vengano chiesti agli interessati chiarimenti.

LA PRESIDENZA UNATRAS

Si è svolta la prevista riunione che ha fatto il punto sulla situazione esistente. La decisone assunta è stata quella di convocare l’Esecutivo a dopo l’incontro che si terrà con il Governo per presentare le risposte concrete ottenute, senza le quali la proclamazione del fermo diverrà una conseguenza. La presidenza ha anche fatto il punto su altri aspetti legati alle questioni legate alla trattativa trovando condivisione.

IL SISTRI E’ LEGGE

Vogliamo richiamare l’attenzione su tale aspetto che rischia di essere sottovalutato. Per legge il sistema di tracciabilità è in vigore e deve essere applicato. Il fatto che non esistano sanzioni non significa che si debba dormire sugli allori. Da parte nostra continueremo a rappresentare le cose che non vanno; d’altro canto occorre che le imprese le segnalino. Quello che potrà succedere non è certo prevedibile con certezza. Noi siamo per un sistema che si applichi a tutti (l’aver incluso per gli operatori esteri l’applicazione è positivo) ma il sistema deve funzionare ed i costi non possono e debbono essere scaricati sulle imprese di autotrasporto. Collaborare per trovare una soluzione che consenta di tracciare quel tipo di merce è un dovere ma il risultato deve portare a miglioramenti e non a gravami ulteriori per i vettori che oggi sopportano invece anche le conseguenze dell’eventuale rifiuto, da parte di chi riceve o spedisce i rifiuti, di utilizzare il sistema informatico.
Chiarezza anche in questo caso. Sì ad un sistema purché non introduca nuovi costi e funzioni; No ad uno che non funzioni e scarichi sui vettori costi e responsabilità che non appartengono alla loro attività.

ATTIVITA’ FEDERAZIONE

Da quanto sopra riportato è evidente l’attività svolta nella settimana. Occorre aggiungere la riunione della presidenza confederale e in ambito Cnel. Riunioni tecniche sul funzionamento del Sistri, e di alcune commissioni tecniche dell’Albo.

Alla prossima.

Paolo Uggè