La Settimana Sindacale Confederaledal 28 al 31 OTTOBRE 2013

La Commissione Trasporti del Senato interviene sull’autotrasporto

31 Ottobre 2013

ALB13317 – Albo Autotrasportatori. Delibera del Comitato Centrale sulla quota di iscrizione per il 2014.

4 Novembre 2013

La Commissione Trasporti del Senato interviene sull’autotrasporto

31 Ottobre 2013

ALB13317 – Albo Autotrasportatori. Delibera del Comitato Centrale sulla quota di iscrizione per il 2014.

4 Novembre 2013

Di seguito le principali iniziative settimanali.

SITUAZIONE GENERALE

Settimana ad attività ridotta per il ponte dei Santi ma comunque la federazione non è certo rimasta inerte.
Innanzitutto ritengo doveroso ricordare tutti coloro che ci hanno lasciato in quest’anno ed ai loro familiari. Il loro ricordo lo portiamo tutti dentro di noi.

Venendo poi alle questioni del settore non credo sia possibile evitare di commentare la vicenda del minacciato fermo da parte di Trasporto Unito, poi come già verificatosi altre volte rientrato. Noi non ci riconosciamo, pur non disconoscendo il nostro passato, in questi comportamenti.
La Fai è sempre stata protagonista di iniziative di azioni di protesta effettuando anche iniziative di fermo in modo solitario ma anche sospendendo quelle proclamate quando altre realtà del mondo associativo (chi avesse perso la memoria sono sempre pronto a documentare quanto affermo) alla vigilia, o fermo in atto, venendo meno ad impegni assunti e per doveri di obbedienza, cambiarono idea (Longo ne sa qualcosa)
Trasporto Unito invece sembra più interessato a dimostrare la propria esistenza e dopo aver illuso gli operatori che il fermo risolverà i problemi che li affliggono ancora una volta, lo rinvia.
Così si aumenta la rabbia in coloro che vivono reali difficoltà perchè si sentono presi in giro. Meglio dire loro le cose risolvibili e non propinare delle illusioni.
Nelle assemblee tenutasi domenica, io ero a Brescia, Russo nelle Marche, altre realtà territoriali hanno effettuato consultazioni con gli operatori del settore, è emerso che l’adesione non sarebbe stata così massiccia alla proposta di fermarsi. Sapevamo di contrarietà espresse in alcune zone del Paese. Per questo leggendo e conoscendo bene il significato di certe lettere inviate al solo scopo di ottenere una convocazione eravamo certi dell’esito che poi si è verificato. Comprendiamo anche certi comunicati stampa di vittoria che vengono diffusi dopo. Fa parte del gioco, anche se sappiamo che non è così.
Ora però ci permettiamo di chiedere di porre fine a queste commedie inutili e dannose per tutti. Non si alimentino aspettative impossibili a realizzarsi.
Qualche ignorante, per giunta anche invidioso, ha provato a contrabbandare una lettera inviata dal sottosegretario delegato che ha consentito a Trasporto Unito di far prevalere la ragione su quelli che volevano andare allo scontro, come grande vittoria.
Rendiamo merito a coloro che faticosamente guidano l’organizzazione per la decisione.
Non possiamo però evidenziare quanto in realtà sia stato ottenuto dall’incontro avuto. Basta leggere la lettera inviata dal Sottosegretario per rendersi conto che in realtà si tratti di un elenco che riporta le richieste di Trasporto Unito che il Sottosegretario si è impegnato a valutare con tutte le realtà.
Per quanto riguarda il contenuto delle stesse sempre nella lettera del Sottosegretario si può (lo si dovrebbe comprendere in tutte le province dove si parla italiano) leggere che “invero nella gran parte erano state direttamente sollevate nei tavoli del 22 e 23 u.s.” quindi simili a quelle sollevate dalle federazioni che non hanno proclamato il fermo. Altro che impegni precisi, come recita il comunicato di “vittoria”.
A tale proposito vorrei domandare quali altri impegni precisi siano riportati, diversi da quelli che il Ministro Lupi aveva già assunto sulla questione dell’accisa? Ed ancora dove sia finito il grido di allarme circa l’intervento comunitario che avrebbe portato la soppressione della norma sul recupero dell’accisa da parte della U.E? Sarà una mia distrazione ma nulla di diverso rispetto a quanto già comunicato il 24/10 a tutte le federazioni si può leggere nella lettera del sottosegretario On Rocco Ghirlanda il giorno 25.
Infine mentre da un lato si chiede di eliminare gli interventi di aiuto dall’altro si sostiene la richiesta giusta (questa sì) del bonus per le autostrade del mare. Ma questo forse non si chiama aiuto?
Servono altre dimostrazioni per dare prova che ancora una volta su disagi reali qualcuno ha montato una campagna di disinformazione che ha illuso e preso in giro degli operatori?

I PASSI SUCCESSIVI
Abbiamo seguito gli emendamenti che sono stati predisposti per il loro inserimento sull’Albo e sui compiti che dovranno essere affidati all’organismo in via di ricostituzione.
Ci pare di poter affermare che molti dei concetti, anche se qualcuno dovrà essere meglio definito, sono condivisibili, sempre che diventino reali.
Intanto al Senato il capogruppo Pdl Senatore Gibiino ha presentato nel parere sulla legge di stabilità dei contenuti interessanti sull’autotrasporto. Le questioni da noi poste alla base del confronto con il Governo sono state inserite e questo ci sembra più che positivo. La decisione della Commissione è pubblicata in altra parte.
A proposito della legge di stabilità la commissione confederale incontrerà il giorno 6 novembre i capigruppo di Pdl, Pd, e Lega del Senato, della Camera e del Segretario della Commissione  Trasporti della Camera on.le  Luca Squeri che è parte del mondo Confederale.

UN ESEMPIO SULLA FUNZIONALITA’ DELLA BUROCRAZIA
Ne parlerò lunedì nel solito articolo su il Giornale. Un episodio curioso, preoccupante e che mette in ridicolo la nostra burocrazia si è verificato in una Prefettura in queste ultime settimane.
A firma del vice prefetto è stata inviata una lettera con la quale si chiede alle imprese di trasporto, interessate a concorrere ad un appalto, di presentare offerte al ribasso rispetto ai costi minimi della sicurezza.
Ne siamo venuti a conoscenza grazie ad una interrogazione presentata dal Senatore Enzo Gibiino, capo gruppo Pdl alla Commissione Trasporti del Senato che ha interrogato il Ministro dell’Interno per sapere se, ma soprattutto, cosa intenda fare di fronte ad un funzionario pubblico che viola una legge voluta dal Governo per garantire la sicurezza dei cittadini. Invitando a presentare un’offerta al ribasso infatti il dirigente pubblico in questione invita a non rispettare una legge dello Stato. Ecco perché il sistema dei costi non funziona. Come da sempre sosteniamo se non si effettuano i controlli adeguati e mirati che sono previsti, le leggi non funzioneranno mai.

POVERETTI! QUALCOSA DEBBONO PUR DIRE
Dopo aver toccato con mano che le strumentalizzazioni non avevano funzionato (le decisioni di alcune realtà territoriali erano nettamente contro l’azione di fermo); aver richiesto con lettera di essere convocati (un chiaro segnale che significa con la convocazione sospendo il fermo); provato a far passare per grande vittoria dell’autotrasporto una lettera che mette in fila le richieste avanzate da Trasporti Unito sulle quali il Sottosegretario si è impegnato a valutare (la lettera si può leggere per farsi una idea di chi nel mettere in fila le cose prova ancora a barare) arriva una ricostruzione che prova a recuperare credibilità.
Apprendiamo che Trasporto Unito che considera i costi della sicurezza una legge sbagliata, frutto di un accordo non condiviso, ha ottenuto che la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate fossero i soggetti incaricati dei controlli.
Ma se è una legge sbagliata a cosa servono i controlli?
Bisognerà che si decidano i dirigenti di quella associazione che ancora oggi non hanno compreso che le tariffe obbligatorie era una legge applicabile solo agli autotrasportatori nazionali e non ai vettori esteri e quindi se non fosse stata eliminata avrebbe penalizzato i vettori italiani.
Così come non hanno ancora compreso come la riforma abbia introdotto la responsabilità condivisa, prima inesistente, che coinvolge i committenti, i caricatori e gli intermediari. Si applica anche ai vettori esteri che operano in operazioni di cabotaggio ma ha uno scopo ben preciso: realizzare il vero strumento che, se non ostacolato proprio da chi oggi si lamenta, avrebbe mutato le condizioni nelle quali si trova il settore e cioè i controlli a tutti i componenti della filiera.
A questi occorrerà puntare in tempi rapidi e prima che entri in vigore il cabotaggio libero. Speriamo che arrivino in tempo a comprendere che i costi minimi saranno allora inapplicabili. Comprendiamo che possa non piacere a chi ha in questi anni lavorato solo per distruggere e utilizzare il malcontento ma la strada obbligata è quella del rispetto delle regole, della valorizzazione delle imprese regolari, come  in sostanza sera disposto dalla legge 32/05.

L’incongruenza sull’Albo
Si accusano le federazioni di voler esaltare la rappresentatività attraverso criteri più indicativi nel possesso dei requisiti. Premesso che noi siamo convinti che l’Albo debba essere rinnovato anche attraverso una rivalutazione delle rappresentanze, occorre ricordare che rispetto ai requisiti previsti dalla legge n. 298/74 i criteri sono stati resi meno selettivi. Per rilanciarne il ruolo, nell’interesse degli operatori, occorre valorizzare chi effettivamente è rappresentativo. Ma anche in questo caso Trasporto Unito si contraddice in quanto da un lato chiede l’abolizione dell’Albo e dall’altro delle garanzie di presenza.
Non siamo contrari a prevedere che sia indicata l’appartenenza ad una organizzazione con delle dichiarazioni. Ma sono proprio sicuri i proponenti che sia legittima tale disposizione? Come si può inoltre cambiare il principio fondamentale sul quale si computa la rappresentanza che non può solo essere per testa ma occorre dare anche un valore alle tonnellate rappresentate.

Gli impegni del Sottosegretario
Chiunque è in grado di leggere può notare che i contenuti delle due lettere una inviata il 24 e una il 25 ottobre sono quasi identiche. (dico quasi in quanto mentre la seconda si limita ad un elenco delle richieste di Trasporto Unito la prima individua anche gli interventi). E’ giusto attribuire ai contenuti della lettera un “valore politico di fondamentale importanza” ma allora perché sospendere il fermo solo dopo un incontro, visto che è quasi identica? La realtà è che solo dopo essersi accorti che la categoria non avrebbe seguito gli inviti alla protesta si è deciso in tutta fretta di rientrare. Si ritiene davvero di aver rafforzato la categoria? Non sarebbe stato meglio che di fronte ad una questione di impatto drammatico quale quella del gasolio, se si fosse data una risposta compatta?

Una differenza sostanziale
Trasporto Unito ritiene non si debbano chiedere risorse economiche che consentono riduzioni del costo del lavoro, dei pedaggi autostradali, del carico fiscale etc. E’ a conoscenza la dirigenza di Trasporto Unito che la gran parte delle imprese riescono a fare i bilanci proprio grazie alle risorse che si vorrebbe eliminare? Anche noi siamo pronti a modificare i criteri della ripartizione delle risorse che sono state introdotte per consentire in attesa della ristrutturazione del settore (mai avvenuta) alle imprese di poter restare sul mercato. Fino a che le imprese virtuose non vengano premiate, i controlli che garantiscano il rispetto delle leggi non siano entrate in vigore che la qualità non sia riconosciuta e che l’intermodalità non sia incentivata non siamo disposti a rinunciare agli interventi che per le imprese sono risorse effettive.

La politica economica ci costringe a guardare avanti. Per competere e restare sul mercato le imprese debbono integrarsi con il sistema produttivo. Non si vince portando via un cliente al proprio collega; così si perde tutti. Il  Paese può farcela ma deve pensare ed agire, per questo deve pretendere una politica nuova, se agirà come un unico sistema economico dove trasporti e produzione siano insieme per affrontare le sfide che ci attendono. Non abbiamo molto tempo ma proprio per questo abbiamo il dovere di non perdere le ultime possibilità tutti insieme.

Alcune precisazioni
Solo per consentire a chi ha raccolto informazioni parziali di poter avere  un esatta rispondenza di quanto avvenuto ci corre l’obbligo di evidenziare che l’Unatras non è di proprietà di nessuno; che alla riunione dell’Albo, dove è mancato il numero legale, Unitai era presente e che sulla questione del gasolio, che non ricostruisce fedelmente la situazione, la prima presa di posizione è stata della Fai che senza in alcun modo anticipare nessuno con correttezza ha annunciato la necessità di un confronto comune per arrivare ad una decisione forte ma tutti insieme .
In tema di presunte nuove alleanze si specifica che la Fai le alleanze da tempo le ha ben definite ma ritiene che nell’interesse comune vi debba essere un confronto con tutti coloro che effettivamente lo ritengono necessario.

LA COMMISSIONE TRASPORTI DEL SEANTO INTERVIENE SULL’AUTOTRASPORTO
La Commissione Trasporti e Lavori Pubblici del Senato ha approvato la relazione che il Senatore Enzo Gibiino, capo gruppo Pdl, ha presentato sulla legge di stabilità. Nel rapporto approvato (pubblicato in altra parte sul sito) una parte è dedicata agli interventi necessari per la soluzione dei problemi dell’autotrasporto. Accisa sul gasolio e riorganizzazione dell’Albo, controlli e rispetto delle regole, interventi per ridurre l’intermediazione e lo sfruttamento della manodopera, mantenimento dei fondi stanziati; questi i principali temi che in modo preciso le federazioni responsabili avevano presentato al Sottosegretario Ghirlanda durante il confronto di martedì e dallo stesso condivisi.
L’approvazione da parte della Commissione del Senato rafforza i contenuti dell’intesa. Che dovrà essere mantenuta anche per evitare che lo spirito di collaborazione dimostrato fino ad oggi si possa trasformare in conflittualità.

ATTIVITA’ FEDERAZIONE
Incontri informali sia per il Sistri che ha visto rinviata l’entrata in vigore delle sanzioni; contatti con il Ministero per avere conoscenza di quanto realizzato in base agli impegni; convegno Assoporti nel corso del quale al termine abbiamo potuto colloquiare con il Ministro Lupi; consiglio confederale nella giornata di mercoledì.
Prima della chiusura leggendo il comunicato diffuso dalla presidenza del Consiglio non troviamo riportato con la necessaria chiarezza le modifiche da apportare ad alcune norme del settore, come convenuto. Se si voleva una conferma che era opportuno attendere a portare al fermo la categoria ecco la riprova. Attendiamo di conoscere i dettagli ma martedì l’Unatras si riunirà e non potrà che  valutare anche quanto sia stato mantenuto dall’Esecutivo.

Alla prossima

Paolo Uggè