

Settimana che attendeva decisioni molto importanti quella trascorsa e che ha visto impegnata la federazione in diverse iniziative.
Nel dettaglio.
Governo e categoria
L’argomento principe era quello legato al pronunciamento del Tar del Lazio che ha deciso ancora di rinviare la definizione della questione.
Questa volta una ragione legata ad un vizio formale di un atto che era stato notificato oltre i termini ha indotto le parti a convenire su uno spostamento anche per evitare di costringere i giudici del Tar a tornare sull’argomento una seconda volta. L’Antitrust essendo incorso in un errore formale, con una ulteriore impugnativa, avrebbe dovuto riproporre le eccezioni, costringendo i giudici ad un successivo esame. La decisione di spostare, nel merito, alla data del 15 novembre l’insieme delle impugnative è dunque sembrata la scelta più logica in quanto consentirà di porre fine ad una questione aperta da troppi mesi. Vedremo in che modo.
Rimaneva la questione della sospensiva cautelare che riguarda le delibere dell’Osservatorio che sono oggetto dell’impugnativa ma che non mette in discussione, come più volte già evidenziato, la legge che rimane comunque in vigore. Su tale aspetto il Tribunale tuttavia ha deciso di esprimersi in modo inequivocabile. La sicurezza è prevalente in quanto interesse della collettività. Possiamo affermare che abbiamo vinto il primo tempo, giocando fuori casa, in quanto nel respingere la domanda cautelare di sospensiva il giudici hanno riaffermato, con grande coerenza, che: considerata che la sicurezza appartiene all’interesse generale e questo è prevalente su altri aspetti, ivi compresi quelli di natura economica, la richiesta non viene accettata.
Il Governo nella giornata di oggi ha voluto sentire le parti, forse con l’intenzione di una mediazione: non sono state trovate nel corso dei vari interventi le condizioni sufficienti per essere accolte. Troppo tempo è passato e troppi mesi sono stati sprecati in defatiganti trattative che non si sono chiuse per le condizioni poste da Confindustria in particolare.
Oggi se la committenza ritiene di avanzare delle proposte le avanzi formalmente per iscritto e noi le valuteremo con grande attenzione ma senza mettere in dubbio gli obiettivi di garantire condizioni di sicurezza per coloro che percorrono le nostre strade e quelli che operano professionalmente.
Il Sottosegretario Improta ha invitato la committenza a seguire questa impostazione. A noi non aspetta altro che attendere oltre che a confermare la nostra disponibilità ad aprire un confronto, fermo restando il principio intangibile della sicurezza.
Il Governo, al quale dobbiamo riconoscere il merito di aver difeso con abilità e grande conoscenza l’impianto dei costi della sicurezza (un riconoscimento deve andare anche ai funzionari ministeriali che hanno fornito elementi all’avvocatura dello Stato) non può ora sconfessare sé stesso, le tesi che sono state oggetto del proprio intervento e il principio ribadito nella sentenza. Possibili soluzioni si possono sempre trovare ma non ciò che non è possibile sarà rimettere in discussione l’intero sistema delle certezze.
Tutti avete potuto vedere ancora una volta l’impegno della federazione nella difesa di un diritto dei cittadini. Nessuno potrà sostenere che la Fai/Conftrasporto è venuta meno ad impegni comunemente assunti. Occorre evidenziare con amarezza che mentre esiste chi cerca, facendo filtrare delle notizie, ed assumendo a riferimento dati non validati di suscitare campagne denigratorie che forniscono gli elementi per trascinare le organizzazioni di rappresentanza nel disprezzo generale che investe buona parte del mondo politico sindacali (poi chi lancia il sasso scopre che le mele marce le ha al proprio interno), vi è chi invece sostiene battaglie di altri con coerenza.
Sulla questione dei costi della sicurezza abbiamo registrato l’intervento del capogruppo del Pdl alla Commissione trasporti della Camera dei deputati, Sandro Biasotti, e della Parlamentare europea del Pd onorevole Deborah Serracchiani che hanno invitato il Tar del Lazio a tener conto delle norme di tutela del settore e di tutti i cittadini. Ne diamo notizia per correttezza di informazione.
Altrettanto diamo merito al Senatore Marco Filippi del Pd che con una interrogazione presentata al Ministro dei Trasporti ha richiesto controlli mirati per verificare che le risorse stanziate per favorire la formazione siano indirizzate per tale importante funzione e non finiscano per essere finalizzate per fini impropri. Condividiamo in pieno l’iniziativa ed invitiamo il Ministero a voler garantire una trasparente e seria metodologia di controllo dell’affidabilità degli enti, come chiede il senatore Pd.
Da parte nostra saremo inflessibili e pronti ad escludere qualsiasi nostro rappresentante dovesse operare al di fuori delle regole e dichiariamo sin da ora la nostra disponibilità a collaborare con il Ministero per reprimere e segnalare i comportamenti furbi.
Rinnovo CCNL
Sono ripartite le riunioni delle parti datoriali per il rinnovo del contratto di lavoro.
La nostra delegazione, assistita dalla Confederazione che sarà presente alle trattative, assicurando così la sua conoscenza a supporto delle federazioni di Conftrasporto, ha posto la questione di una valutazione sulla parte relativa al costo delle richieste inserite nella piattaforma. L’incontro si è tenuto giovedì. Sempre giovedì si è svolta l’assemblea del Cnel.
Alla prossima.
Paolo Uggè