
ELEZIONI EUROPEE. Comunicazioni del Presidente
22 Maggio 2014
INA14181 – Inail. Finanziamenti alle imprese per il miglioramento della sicurezza nei luoghi di lavoro. Vademecum dell’Istituto per l’invio delle domande.
26 Maggio 2014Di seguito le news della settimana.
SITUAZIONE GENERALE
La settimana che precede la domenica nella quale i popoli europei saranno chiamati ad esprimere la loro scelta, sia sui candidati che sui partiti, ha fatto registrare attività, più di natura politica.
Il Parlamento ha lavorato solo per approvare alcuni provvedimenti in scadenza, ma aventi carattere generale.
Una iniziativa che riguarda il nostro settore è però andata a segno, come già comunicato. Così come ci era stato assicurato, anche il Ministero dell’Economia ha controfirmato il decreto di ripartizione delle risorse che dovranno ora essere messe a disposizione delle imprese.
Già nella scorsa settimana, argomentando le ragioni che avevano indotto la quasi totalità delle federazioni a dare il via libera al nuovo riparto dei fondi stanziati, causa un nuovo taglio, ne era stata evidenziata la motivazione principale. La ripetiamo a maggior chiarezza.
Al di là dello scontato disappunto, da parte delle rappresentanze dell’autotrasporto sul nuovo taglio, si è rinviato a trenta giorni il termine per una valutazione complessiva in quanto si voleva avere certezza che l’immediata sottoscrizione del nuovo decreto, da parte del Ministero dell’Economia, (Lupi lo aveva firmato), avvenisse. La valutazione naturalmente dovrà anche riguardare tutti gli altri aspetti, contenuti nel protocollo, che devono essere realizzati. L’interesse a favorire le condizioni perché le imprese, bisognose di “cassa”, potessero ricevere il dovuto ha prevalso.
Certamente si sarebbe anche potuto negare l’assenso ed assumere una posizione negativa ma questo avrebbe portato ad un ulteriore passo (stato di agitazione). Una simile evoluzione, lo sanno tutti, ha effetti quando il Governo ha la percezione che vi sia forte unità nella scelta. Ma se permangono le diversificazioni espresse con prese di posizioni via stampa, il settore perde quella forza che, invece se unito, avrebbe. (Purtroppo vi è chi tiene incontri o si impegna a perseguire l’obiettivo di mettere in difficoltà la Fai, o i nemici interni, invece di pensare a come si possa operare sempre al meglio a favore della categoria. Questo concetto semplice, pur se lo ribadiamo da mesi, non sembra essere condiviso da tutti. Un errore che non ci stancheremo di evidenziare per consentire il formarsi di un recupero del valore che rappresenta l’unità reale la categoria. Pronti anche a pagare dei prezzi, se necessario.
In settimana si è tenuto nella giornata di mercoledì un nuovo convegno sulle opportunità offerte dal mare, sia per la parte turistica che del trasporto merci. L’iniziativa della Confcommercio ha raccolto l’adesione di diversi operatori interessati che hanno riconosciuto quanto la confederazione stia, in concreto, attuando per portare avanti e sostenere una logica di sistema per le diverse modalità di trasporto. Questo modo di operare da un certo fastidio a chi preferisce le chiacchiere ed organizza complotti ma ha fallito, fino ad oggi, nel tentativo di realizzare una rappresentanza di peso nel mondo dei trasporti. L’assurdo è che invece di collaborare si cerca di ostacolare questo processo di sistema che Confcommercio sta realizzando. La domanda, che anche in questo caso occorre porsi, è se sia o meno compatibile con gli interessi delle imprese di trasporto e logistica impegnarsi solo per tenere divisi settori che invece possono incidere nelle decisioni di politica economica del Paese se rappresentati da una realtà che conta. Logiche legate ad interessi personali e di rivalsa dovrebbero essere respinti dagli operatori che meriterebbero di essere rappresentati da un sistema confederale che abbia peso. La Confcommercio, protagonista nel mondo della rappresentanza da anni, ha fatto una scelta di campo e aggiunto i temi dei servizi di trasporto e della logistica a quelli che da anni, storicamente rappresenta. Il mondo del commercio infatti si è evoluto nel grande mondo dei servizi.
Invitiamo a leggere la nota sull’andamento economico che abbiamo pubblicato questa settimana dalla quale traspare una situazione non proprio rosea dell’economia, al di là degli annunci, che si sentono in questi tempi.
Riflettiamo tutti se sia utile o meno la difesa di piccoli orticelli.
TAXI E NCC SCOPPIA IL CASO UBER
Era facile prevederlo; senza un intervento decisivo che affrontasse la questione che si trascina ormai da anni, senza soluzione, prima o poi la tensione sarebbe sfociata in manifestazioni.
Chi governa ha il dovere di trovare risposte articolate a problemi complessi. Avevamo sollecitato il Ministero, che aveva anche individuato una prima ipotesi per impedire la solita proroga, a non sottovalutare i rischi connessi alla mancanza di decisioni. Lo riaffermiamo ora. Senza interventi di sistema con l’avvicinarsi dell’Expo le tensioni si acuiranno. La smettano quelle forze parlamentari nel voler sostenere difese di un sistema che non regge più. Si avvii invece, con il coinvolgimento di tutte le parti, un confronto sui problemi.
Oggi l’opinione pubblica sta identificando Uber con i noleggiatori, quasi fossero tutti abusivi. Ma non è così! A Milano, complici istituzioni locali, si è avviata la caccia all’Ncc. Vi sono, è vero, operatori del noleggio che, privi di opportunità di lavoro, violano le leggi e collaborano con Uber. La gran parte, che si è data una organizzazione imprenditoriale, ha compreso che, in prospettiva, Uber danneggerà anche loro, continua ad operare nel rispetto delle regole per le quali chiede dei mutamenti.
Purtroppo il Presidente del Consiglio, evidentemente male consigliato, esalta il sistema Uber e con una certa superficialità dichiara guerra ai taxisti, contraddicendo la posizione del Ministro Lupi. Chi pensa di sfruttare la guerra tra poveri per ottenere consensi non è affidabile. Certamente dal 1992 vi è stata una evoluzione che deve essere una opportunità, innanzitutto per gli operatori nazionali e non di chi non paga le tasse in Italia. Vogliamo dire al presidente Renzi che quanto sta facendo Uber, oggi, è irregolare e confligge con le leggi vigenti. Occorre allora cambiare le norme e non lanciare proclami! Credo che il Presidente del Consiglio sia altrettanto convinto che fino a che non mutano le disposizioni la legge debba essere applicata. Qui non si tratta di abolire o meno istituzioni considerate superate o inutili, come il Cnel o le Camere di Commercio (in entrambi i casi non si valuta ma si fa demagogia);ma di mettere in difficoltà migliaia di operatori e le loro famiglie. Sono certo che il Presidente Renzi sappia comprendere bene la differenza.
Gli operatori dei taxi e del noleggio debbono però essere propositori dei cambiamenti. Arroccarsi sullo stato di fatto porta ad una sconfitta di tutti.
Occorre allora trovare una soluzione che, da un lato privilegi la professionalità, la sicurezza, e nel quadro di normative nazionali trovino soluzioni anche gli aspetti territoriali.
Noi opereremo in questo modo ed avanzeremo le nostre proposte sulle quali apriremo un confronto con tutte le realtà confederali interessate.
DOMENICA SI VOTA!
Abbiamo, come in ogni competizione elettorale, fornito alle imprese indicazioni di nominativi e di forze politiche che hanno condiviso con noi le linee di politica del trasporto. La comunicazione la si può trovare sull’home page. Ovviamente le realtà territoriali devono, qualora abbiano a loro volta instaurato contatti, integrare l’elenco pubblicato.
Recarsi alle urne è assolutamente indispensabile (non sfuggirà a nessuno che i risultati della competizione avranno ripercussioni sia sulla situazione politica interna, oltre che in Europa).
Dobbiamo lasciare ad altri la possibilità di decidere per conto nostro? Del futuro dei nostri figli? Chi decide di non recarsi alle urne favorisce questa evoluzione.
Vi è poi la scelta su chi votare. Noi forniamo da sempre un supporto alle scelte di chi opera nel nostro mondo. Sono persone che conosciamo e con le quali abbiamo trovato condivisioni.
Ognuno sa trarre, per quanto riguarda le forze politiche, le proprie valutazioni. Noi ci limitiamo, in linea con quanto fatto nel passato, a segnalarle insieme a dei candidati. La scelta è vostra.
Anche se superfluo voglio rivolgere un appello a non favorire movimenti o partiti che in modo palese abbiano dimostrato insofferenza, se non ostilità al nostro mondo. La rabbia non può e non deve prevalere sulla ragione. Scegliere chi è contro la politica delle infrastrutture del Paese, o chi vuol danneggiare in qualche modo la nostra attività, è autolesionismo. I protagonisti politici che urlano e nascondono la loro insussistenza propositiva dietro gli insulti o frasi ad effetto come “mandiamoli tutti a casa” strumentalizzano le difficoltà esistenti, ma non operano per costruire, ma solo per abbattere. Poi restano solo le macerie e per edificare qualcosa di nuovo e duraturo non bastano le urla ma occorre la conoscenza della realtà nella quale si vive.
Anche non recarsi alle urne significa votare per coloro che sono a prescindere contro; quindi….
Come reagireste se qualcuno vi proponesse di operare per distruggere la vostra impresa per la quale avete investito la vostra esistenza? Lo ascoltate? Lo seguite? Non credo!
Allora: domenica andare a votare è un vostro interesse!
NEWS IN PILLOLE…
Abbiamo già avuto modo di segnalare le conseguenze dannose di una scelta che portasse al taglio del recupero dell’accisa. Uno studio pubblicato in questi giorni, non da noi, conferma tale evidenza.
Dopo il calo raggiunto nel 2013 (-20,9% dei consumi di benzina e gasolio) nei primi mesi del 2014 vi è stato un ulteriore calo del 1,8%. Il gettito dell’erario è calato ancora di 167 milioni di euro.
Le ragioni sono da ricondurre, per il nostro settore (questa è una nostra teoria) non solo al calo della attività ma anche dal fatto che molte imprese scelgono, per altre ragioni (meno burocrazia, costo del lavoro etc.) di spostarsi in altri paesi. Già questo ha ridotto i versamenti dei contributi sociali, delle imposte (chissà se il Governo sa a quanto ammonta?). Se poi si dovesse intervenire riducendo o, peggio ancora, eliminando il recupero dell’accisa per il trasporto, il fenomeno esploderà (il rischio di questo nuovo intervento non è una mia ipotesi ma riporta quanto qualcuno che rappresenta (?) la categoria sembra abbia spiegato ai collaboratori del presidente Renzi sostenendo che la possibilità che sui trasferimenti al settore si possa risparmiare un miliardo di euro). Non è responsabilità solo del Governo o di qualche consulente se questa ipotesi aleggia e se questo accadrà.
Presidente eviti di dar ascolto alle persone sciocche che non sanno quello che dicono. Da parte nostra non sappiamo se seguire la logica evangelica di perdonare quelli che non sanno ciò che fanno o invece metterli all’indice perché sanno bene ciò che fanno. Lo farà la categoria.
Abbiamo ricevuto un invito da Confetra, d’intesa con alcune organizzazioni dell’autotrasporto, per un incontro che affronti il tema della revisione dei costi minimi. L’Unatras sull’argomento, ricordo, ha ritenuto inopportuno un confronto con il mondo dell’intermediazione.
Nel ringraziare per la cortesia ed il positivo ravvedimento (nei giorni scorsi un medesimo invito escludeva dall’incontro alcune delle organizzazioni facenti parte dell’Unatras) non possiamo che assicurare la nostra risposta dopo la prossima riunione della presidenza Unatras, che verrà a breve convocata.
Alla prossima.
Paolo Uggè




