La settimana sindacale confederaledal 17 al 21 GIUGNO 2013

Il Giornale della Logistica
21 Giugno 2013
INT13183 – Trasporti internazionali. Adesione della Croazia all’Unione Europea.
24 Giugno 2013

In sintesi le iniziative della federazione.

50 ANNI DI FAI

Non è possibile affrontare i temi della settimana senza far conoscere, soprattutto a coloro che non sono stati presenti, per i più svariati motivi, quanto verificatosi a Montecatini.
Innanzitutto voglio ringraziare sentitamente tutti coloro che hanno operato per la riuscita della nostra festa. Da chi ha organizzato la manifestazione per conto della federazione (Stefania Cippitelli) a chi con il proprio contributo economico e di lavoro ha consentito la riuscita della nostra celebrazione (Fai Service, il suo Amministratore Primo Santini e tutti i suoi collaboratori) al segretario Pasquale Russo e ai collaboratori tutti.
In secondo luogo alle autorità presenti: I Parlamentari, sen. Gibiino, on. Squeri delle commissioni trasporti Camera e Senato, l’on. Daniela Santanchè, che ha ritirato la targa assegnata alla memoria del padre, fondatore della Fai di Cuneo; i dirigenti del Ministero, la cui delegazione era guidata dall’ingegner AUTORITAAmedeo Fumero; la delegazione del Comitato Centrale dell’Albo, guidata dal Suo presidente cons. Bruno Amoroso; il sottosegretario al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture on. Rocco Ghirlanda; il presidente del Cnel on. Professor Antonio Marzano, il direttore Generale di Confcommercio dott. Francesco Rivolta il vice presidente Bort in rappresentanza del presidente Carlo Sangalli; il consigliere della Corte dei Conti Claudio Gorelli; l’assessore del comune di Montecatini in rappresentanza del Sindaco, gli ex Ministri Lunardi e Matteoli, attualmente presidente della Commissione trasporti e Lavori pubblici del Senato; il consigliere del ministro Mino Giachino già Sottosegretario e presidente della Consulta. Ultimo ma non ultimo, il dottor Gianni Letta che ha dato ancora una volta prova della vicinanza nei confronti del mondo del trasporto e della Fai.
In Terzo luogo a Monsignor Viganò, che ha portato la benedizione alla Fai, ai suoi aderenti ed alle loro famiglie, del Santo Padre S.S Francesco, in apertura dei lavori assembleari.TARGHE
Il ringraziamento più forte lo voglio rivolgere ai protagonisti delle giornate: gli autotrasportatori. Numerosa, come previsto, l’adesione. Circa seicento presenti in assemblea e 540 alla cena di gala svoltasi la sera precedente. Insomma un vero e proprio successo.
Molti coloro che rappresentavano i presenti a Montecatini 50 anni fa, purtroppo scomparsi, e quei pochi di loro presenti erano felici e commossi. Insomma una giornata di ricordi molto sentita. Diversi messaggi sono giunti e di questi ne voglio rendere pubblici tre (vedi link sotto riportati). Uno appartiene ad una nostra collaboratrice che da tempo è in quiescenza, Liliana Pezzali; una di Sandro Bartolini. operatore del trasporto e una dell’ex Presidente del Consiglio on. Silvio Berlusconi, unico tra gli ex presidenti del Consiglio del terzo millennio, tutti invitati, che ha voluto farci pervenire un messaggio augurale.
SALADurante la cena di gala, tenutasi in una cornice stupenda delle Terme, è stato proiettato il film “1000 viaggi una storia” del regista Teo De Luigi che ha rappresentato l’evoluzione del settore attraverso il racconto dei diretti protagonisti, gli autotrasportatori. Copia del Dvd verrà inviato a coloro che sono stati presenti.
L’esibizione dell’artista Marco Berry delle Iene ha allietato la serata ed ha consentito anche di devolvere la somma di undicimila e cinquecento euro per la costruzione di un Ospedale in Africa.
Nel corso delle due giornate si è svolta anche l’assemblea interna della federazione che ha affrontato i temi più caldi del momento con un occhio attento alle future evoluzioni. L’Assemblea ha ribadito, senza alcuna titubanza, la volontà di costruire il proprio futuro adeguandosi ai cambiamenti e alle nuove esigenze di professionalità (da qui la presentazione della professionalità garantita) che il mercato chiede. La professionalità garantita deve divenire argomento di confronto aperto a tutti (Governo, committenza, opinione pubblica). Punto di partenza la garanzia del rispetto delle regole sulle quali si può costruire il futuro del settore. Senza regole non si va da nessuna parte.
I lavori di Montecatini hanno avuto eco sia sui Tg Economia della Rai, televisioni locali, alcune reti Mediaset che da RTL e radio Kiss Kiss.

FAIIL SENTIMENT DELLA CATEGORIA VERSO LA FAI

Una verifica importante emerge dai sondaggi che Format Research ha effettuato sugli operatori del trasporto.
La prima notizia positiva è quella dell’adesione alle federazioni del settore. Il 73% degli operatori risulta aderente ad una federazione del settore. Il 69% di queste si dice associata a Fai/Conftrasporto.
Significativo anche il grado di soddisfazione dei nostri aderenti alle scelte di politica ed ai servizi che la federazione mette a loro disposizione. Particolarmente condivise, siamo intorno al 90% , le battaglie a favore del rispetto delle leggi. Esiste forte preoccupazione per alcune scelte politiche dei governi, considerate inadeguate, relativamente alla competitività delle imprese estere favorita anche dagli insufficienti controlli che consentono loro di praticare atti di concorrenza sleale.
Dalla ricerca emerge una categoria di operatori preoccupati ma pronti a fare la loro parte per restare sul mercato.

MA L’INVIDIA E’ UNA BRUTTA BESTIA!

Credo che ogni persona obiettiva, dopo essersi documentato dalla viva voce di chi era presente, o dalle immagini che si possono vedere anche sul sito Conftrasporto, o da ultimo dalle riprese del televisive, non possa che riconoscere il successo della manifestazione celebrativa dei nostri cinquant’anni.
La presenza di Autorità ha poi dato la giusta rilevanza e ha fatto da cornice alla splendida e toccante iniziativa che ha consentito ai presenti di ripercorrere gli anni di attività della nostra federazione. Portare 600 persone in una assemblea a Montecatini in una domenica di giugno non e’ poco e certamente dimostra quanto forte sia il senso di appartenenza nella nostra gente.
Comprendiamo che tutto questo possa suscitare un senso di invidia da parte di piccoli uomini.
Ecco che allora si cerca la polemica sui dati di una indagine che la Fai per l’occasione ha commissionato ad una società certificata che effettua sondaggi e indagini di mercato. La nostra intenzione era quella di avere un quadro esaustivo della situazione delle imprese del settore in un momento economico particolarmente complesso. Ovviamente, tra le domande poste, ve ne erano anche riguardanti i rapporti della categoria con il mondo associativo insieme a quelle sulla sicurezza, sulle norme relative ai costi incomprimibili e sull’impatto che le regole hanno sulla competitività.
La notizia che sembra aver fatto perdere il senso della ragione a qualcuno è quella relativa alla percentuale di aderenti alla Fai che l’indagine le attribuisce.
Noi ci siamo limitati a prenderne atto, ovviamente con legittima soddisfazione, ed a renderla di pubblico dominio. Questo sembra aver scatenato la reazione di alcuni dirigenti di associazioni che contestano il risultato dei sondaggi.
Noi abbiamo fatto noi i sondaggi ma ci siamo limitati a scegliere, tra le società certificate che operano nel mercato, quella che aveva adeguate referenze di serietà e professionalità. Sappiamo anche che i sondaggi hanno margini di errore ma con il campione preso a riferimento l’errore può aggirarsi solo intorno al 3% in più o in meno.
Noi non pretendiamo che altri credano. Ammettiamo anche le contestazioni, legittime, delle quali però chi le avanza se ne assume ogni responsabilità, Anche perché credo non possa essere consentito a nessuno porre in discussione la professionalità e l’onorabilità di società iscritte in un apposito Albo che devono quindi operare all’interno di previste regole deontologiche.
Chi volesse seguire tale percorso deve sapere che non si troverà certo in lite con la Fai ma con chi si sarà eventualmente sentito toccato nella propria professionalità.
E con questo chiudiamo questo spiacevole argomento.

ORA RIPRENDIAMO IL CAMMINO

Mercoledì ho potuto rappresentare, nel corso di una audizione alla Commissione trasporti della Camera (la sintesi dell’incontro è visibile sul sito confederale) richiesta dalla Confcommercio, le nostre posizioni sulla legge degli interporti. E’ certamente questo un elemento di grande importanza che tuttavia non può limitarsi agli approfondimenti, pur se importanti. Per ridare competitività al Paese abbiamo la necessità di toccare e dare soluzioni a tutte le tematiche del mondo dei trasporti. Una portualità che sia vero elemento di competitività, una politica dei trasporti che favorisca l’integrazione reale tra le diverse modalità; una gestione della distribuzione delle risorse che tenga conto, pur nei momenti di difficoltà, delle esigenze delle imprese che vogliono crescere per competere sul mercato.
Per queste ragioni l’Unatras ha chiesto al Ministro Lupi di aprire in tempi brevi quel confronto che era stato annunciato, al fine di consentire l’avvio di una approfondita discussione sui temi che interessano il settore.
A proposito di audizioni registriamo con grande amarezza e profondo disaccordo le affermazioni che, secondo quanto si dice in un comunicato stampa, il presidente di Assologistica Carlo Mearelli, avrebbe rappresentato nel corso dell’audizione sull’Albo.
Fare affermazioni di tale gravità, senza conoscere ciò che realmente avviene nell’Albo quindi solo per sentito dire, non può che indurci ad esprimere solidarietà al Presidente ed ai rappresentanti di enti ed associazioni che ne fanno parte. Attribuire ad un organismo del Ministero, presieduto da un magistrato consigliere di Stato, responsabilità “di veri e propri fenomeni di gestione mafiosa del settore” a meno di produrre prove, ci sembra un po’ forzato. Chieda subito scusa.

COSTI DELLA SICUREZZA

Non useremo tutta la sicumera di chi, dopo che il Tar del Lazio ed il tribunale di Lucca hanno sollevato eccezioni, rispettivamente nei confronti della Corte di giustizia in Europa e della Suprema Corte in Italia, ha dato per certo la morte “per via giudiziaria” delle norme sui costi incomprimibili della sicurezza.
Il Tribunale di Napoli con una propria sentenza, pubblicata per sintesi sul sito, ha respinto sia le eccezioni di costituzionalità che quelle di compatibilità con la normativa europea. “I costi minimi sono in effetti collegati a profili di sicurezza nel senso che la fissazione di una soglia minima mira ad evitare il mancato rispetto dei costi della sicurezza stradale e sociale”. Questo si legge nel dispositivo dell’ordinanza che ritiene che: “la legittimità della previsione legislativa derivi dal fatto che non si sopprime la concorrenza, ma la si indirizzi verso scopi di utilità sociale”.
Anche a riguardo del possibile contrasto con la normativa comunitaria sulla concorrenza, il Tribunale si è pronunciato negandola decisamente e definendola “ipotesi insussistente nel caso in esame”.
Sembrano le tesi che noi della Fai abbiamo sempre sostenuto in netto contrasto con gli avvocati della committenza e degli “esperti dell’Antitrust”.
Ancora una volta i nostri richiami alla prudenza non erano fuori luogo. Come non lo erano le affermazioni che ribadivano la piena validità delle norme di legge.
Forse anche al Ministro sorgeranno dubbi circa le tesi che qualche “portavoce della committenza” deve avergli trasmesso. Ancora una volta non possiamo che sottolineare quanto sia di buon senso evitare che altri decidano per noi. Ribadiamo, quindi, in questo più che convinti, che occorra partire dal rispetto delle leggi esistenti che è dovere del Governo far rispettare. In questo saremo irremovibili. Disponibilità al confronto non vuol dire abbandonare un’idea. In questo altri sono maestri.
Noi vogliamo guardare avanti e cercare di coniugare le evoluzioni del mercato con le esigenze dei nostri imprenditori e dei cittadini che hanno diritto di chiedere al Governo di poter lavorare in un mercato dove l’uomo sia rispettato attraverso l’applicazione delle leggi.
L’ordinanza del Tribunale di Napoli sta a dimostrare quanto sia incerta la conclusione della querelle. E’, dunque, interesse reciproco aprire una riflessione tra le parti purché anche che il Governo svolga il proprio ruolo.
Ora la palla passa all’Esecutivo dal quale ci attendiamo una difesa puntuale e attenta delle norme che, è bene ricordarlo, sono state condivise da due governi (Berlusconi e Monti). Per dovere di cronaca dobbiamo ricordare che lo stesso attuale Presidente del Consiglio quando ricoprì il ruolo di Sottosegretario della presidenza del Consiglio (2006/ 2008) si fece addirittura portatore di una norma ancor più vincolante per l’autotrasporto e cioè l’introduzione di tariffe antidumping. Non penso che una persona seria come Enrico Letta voglia smentirsi rispetto ad una soluzione della quale si è fatto promotore.
Una nota di cronaca: prendiamo atto che anche da parte di Trasporto Unito che aveva addirittura indetto proteste sull’articolo 83 bis oggi si arriva alla condivisione della norma. Meglio tardi che mai.

IL SISTRI E’ DA ABOLIRE

A sostenere la tesi non sono le associazioni di categoria degli operatori ma il consulente incaricato dal ministro di seguire l’intera vicenda. Non si tratta di un esperto di poco conto ma dell’ex Ministro dell’ambiente On. Edo Ronchi. Ovviamente la proposta ha trovato il consenso di tutti i presenti.
Questo non significa non riconoscere la necessità di garantire la tracciabilità a particolari merci che deve essere tenuta nella dovuta considerazione ma solo una solenne bocciatura di un strumento che ad oggi ha sollevato diverse perplessità.
Ricordo che la Fai/Conftrasporto ha manifestato più volte decise posizioni critiche nei confronti del Ministro Stefania Prestigiacomo che accusò la categoria di voler operare nella illegalità. Diffido in particolare chiunque a voler sostenere che da parte della nostra federazione vi sia stata condivisione sullo strumento del Sistri. Noi abbiamo sempre condiviso l’opportunità di un sistema di tracciabilità per merci che impattano pesantemente sulla sicurezza. Anche in questo caso la condivisione di una idea non può essere confusa con l’assenso ad un particolare sistema che non è mai entrato oltre tutto in funzione.
Abbiamo, questo è certo, fornito proposte che potevano garantire il risultato senza generare costi e problemi all’attività delle imprese ed i documenti diffusi e le prese di posizione lo testimoniano.
Vedremo quelle che saranno le definitive conclusioni anche perché, pur se condivise da tutti coloro che erano presenti, (e non poteva altro che essere così) il documento presentato rappresenta le idee e le proposte dell’onorevole Ronchi. La scelta definitiva spetta ora al Ministro.

ATTIVITA’ FEDERATIVE

Martedì 18 e giovedì 20 in due incontri sono stati esaminati i risvolti che la prevista reintroduzione del Sistri, se non modificato, potrebbero generare a danno delle imprese di autotrasporto ed in particolare la proposta conclusiva dell’ex ministro Ronchi; mercoledì presso l’Albo si affronterà il tema dell’informazione elemento di particolare importanza. Se non si esce dal nostro recinto e non si coinvolge l’opinione pubblica sui nostri temi non si riesce ad essere attenzionati nel modo adeguato dalle istituzioni.

Alla prossima.

Paolo Uggè