La settimana sindacale confederaledal 08 al 12 OTTOBRE 2012

Incontro Governo – Autotrasporto

10 Ottobre 2012

La sicurezza non può essere messa a repentaglio. Conftrasporto pronta ad agire con determinazione, anche da sola

13 Ottobre 2012

Incontro Governo – Autotrasporto

10 Ottobre 2012

La sicurezza non può essere messa a repentaglio. Conftrasporto pronta ad agire con determinazione, anche da sola

13 Ottobre 2012

Di seguito le principali iniziative ed eventi della settimana.

Governo e categoria

Come abbiamo già avuto modo di anticipare dalla riunione dell’Esecutivo Unatras è emersa una decisione di forte critica nei confronti del comportamento del Governo che ha intrattenuto, fino ad oggi, un atteggiamento inadeguato nei confronti del nostro settore. La mancanza di un confronto a livello politico è un errore che rischia di innescare evoluzioni dense di incomprensioni che sono, in momenti delicati come quelli che stiamo vivendo, da evitare accuratamente.
L’assenza della Consulta, soppressa per volontà di un Esecutivo superficiale e autoreferenziale  nei confronti di un comparto che ha problemi complessi, è un aspetto che non aiuta.
Così come non aiuta certo l’atteggiamento di una committenza, a livello associativo, che invece di cercare soluzioni comuni, sempre possibili, favorisce, forte di una condivisione di un Autorità che non solo dovrebbe essere ma anche apparire al di sopra delle parti, l’insorgere di possibili tensioni.
Di questa situazione si è occupato l’Esecutivo Unatras che, sulla base di un documento predisposto dalla Presidenza, ha assunto decisioni forti nella riunione tenutasi martedì a Roma.
La prima decisione è stata quella di inviare all’incontro, convocato a livello tecnico, i responsabili tecnici delle federazioni. Nessun presidente presente in quanto se il livello politico governativo non ritiene di colloquiare con le rappresentanze politiche delle rappresentanze significa che certamente non le considera degne di attenzione oppure non ha risposte e cerca di prendere tempo.
Naturalmente la decisione non intende essere un atteggiamento di scarsa considerazione in coloro che sono stati designati (i dirigenti del ministero nei confronti dei quali esiste la massima stima) ma è la giusta risposta a chi ritiene di non doversi confrontare con un settore che coinvolge più di 500 mila persone tra operatori ed addetti. Si cerca di evitare che vi sia un gioco a scarica barile del quale la responsabilità finisca proprio sulle spalle di dirigenti che non avendo responsabilità politica non sono in grado di dare risposte a nome del Governo, assumendosene tutte le conseguenze. Quindi una atto di rispetto nei loro confronti caso mai.
L’Unatras, dopo approfondito dibattito, ha anche deciso che di fronte alla mancate risposte di natura politica sarebbe stata diffusa una nota molto determinata circa le azioni che sarebbero state portate avanti per tutelare la categoria. Forse qualcuno è più impegnato a far trapelare all’esterno notizie di divisioni che dare forza al settore attraverso invece la dimostrazione di compattezza.
La fermezza dell’Unatras ha pagato. Infatti, venuto a conoscenza di quanto si era discusso e potuto verificare, alla riunione si è presentato il Governo nella persona del sottosegretario Improta.
Bene ha fatto ad informarsi perché la Sua presenza e soprattutto le Sue dichiarazioni sulle quali una nota apposita è stata diffusa, hanno evitato l’attuazione di quanto deciso. Questo dimostra come la proposta di assumere una linea decisa che non consentisse vie di fuga all’Esecutivo, scelta dopo una approfondita discussione fosse rispondente alla situazione. Dispiacerà a qualcuno ma i fatti danno ragione a chi cerca, talvolta anche commettendo errori, di comportarsi da rappresentante degli interessi di una categoria e non riceve indicazioni dall’alto.
Le risposte sulle risorse, confermate, sulle intenzioni del Governo sui costi della sicurezza e su un concreto rafforzamento della politica dei controlli e su temi ancora da definirsi a livello europeo hanno fornito quali siano le scelte politiche che il Governo intende portare avanti.
Noi le condividiamo e seguiremo il tutto, attenti a tutelare gli interessi degli operatori nel migliore dei modi. Altri si comporteranno come “mamma” dirà loro di fare.

Audizione sul Protocollo trasporti

Si è tenuta l’audizione presso la Commissione Esteri della Camera richiesta dalla Confederazione sulla questione relativa alla sottoscrizione del protocollo trasporti. Personalmente ho potuto ribadire le ragioni della nostra posizione che non può certo intervenire su un impegno internazionale che nel 2000 il ministro dei trasporti Bersani decise di assumere, ma può almeno cercare di rappresentare la ferma volontà del Governo intenzionato a realizzare le opere che fossero ritenute necessarie, anche se situate all’interno dell’ambiente alpino, senza dover chiedere alcun benestare preventivo.
Vedremo la Commissione cosa deciderà di proporre per porre rimedio ad un errore di prospettiva che è stato compiuto dal ministro di quel periodo che rischia, se attuato, di generare alla nostra economia danni ingenti solo per compiacere probabilmente alle componenti ambientali molto presenti in alcune realtà politiche. E’ molto probabile che la Commissione cerchi di vincolare il Governo ad apporre, all’atto della ratifica delle riserva a salvaguardia. Bisognerà vedere se il nostro Esecutivo tecnicoeuropeo ne avrà il coraggio.

La mafia si infiltra nel trasporto?

Non siamo a conoscenza di fatti certi se non quanto apparso sulla rivista Corriere dei trasporti.
Sembrerebbe che “Un imprenditore che opera con oltre 30 mezzi e iscritta all’associazione di una realtà dell’artigianato di Reggio Emilia sarebbe stato oggetto di una informativa antimafia da parte del ministero dell’Interno che ha assunto l’iniziativa.
A detta di taluni intervistati sembrerebbe che “molte cooperative e imprese strutturate pratichino tariffe stracciate con ribassi ingiustificabili”.
Queste notizie se confermate ci inducono a riconoscere come erano intuitive le dichiarazioni della presidente della CnaFita quando sosteneva che il trasporto era un settore a rischio per la presenza di possibili infiltrazioni mafiose. Dopo le notizie pubblicate di quanto avvenuto dobbiamo affermare che il rischio di infiltrazioni è reale. Da parte nostra ne eravamo così convinti che abbiamo redatto un protocollo di legalità condiviso con il ministero dell’Interno. Rinnoviamo l’invito alla presidente Fita di valutare pertanto di sottoscrivere il protocollo legalità. La battaglia alla malavita organizzata per noi deve vedere iniziative comuni che evitino dichiarazioni e si concretizzi invece su fatti. Per inciso il protocollo Conftrasporto inserisce tra gli indicatori di una possibile presenza malavitosa anche il rispetto dei costi della sicurezza. Una impresa che non copre i costi incomprimibili come riesce a stare sul mercato?

Attività federative

Il seminario di studi che si terrà a Bergamo nel fine settimana avrà modo di raccogliere opinioni e indicazioni dai nostri operatori e dirigenti su quelle che dovranno essere i futuri comportamenti della nostra realtà associativa sia dal punto di vista organizzativo che di politica sindacale.

Paolo Uggè