
Uggè: Anita è confusa, boccia i costi minimi che lei stessa ha sottoscritto
6 Agosto 2011
La settimana sindacale confederale dall’8 al 12 agosto 2011
12 Agosto 2011Contravvenendo alle abitudini che vedono la sospensione delle comunicazioni nel periodo feriale, ritengo utile, alla luce della settimana trascorsa ed agli eventi che l’hanno caratterizzata, far pervenire alcuni commenti e riflessioni su quanto avvenuto.
RAPPORTI CON IL GOVERNO
L’altalenarsi continui delle borse, innescate grazie ad una sapiente ed allarmistica informazione degli organi di comunicazione (i giornali devono vendere) e forse alla troppa attendibilità attribuita ad alcune agenzie e ad alcuni rilevatori dei movimenti borsistici, sta costringendo i governi del mondo a misurarsi con una situazione di crisi che solitamente si riscontra in concomitanza con gli eventi bellici. Consentitemi una digressione fuori dal nostro mondo. Questi signori che innescano preoccupazione e allarme tra i cittadini sono gli stessi che attribuivano patenti di grande affidabilità ad imprese, come la Parmalat, e che non hanno previsto il crollo di importanti banche americane in tempo utile.
Come attribuire loro tanta credibilità?
Passiamo oltre e guardiamo cosa invece risulta essere più vicino alle nostre esigenze di italiani, prima, e di operatori del trasporto poi.
Il Governo è in questi giorni impegnato a trovare soluzioni che riescano ad impedire peggioramenti o, forse meglio dire, a far fronte in modo adeguato alle conseguenze delle turbolenze finanziarie.
Si è costituito il tavolo del confronto con le parti sociali e le nostre questioni, come è giusto che sia, per la prima volta e a differenza del passato, sono argomenti portati al tavolo delle trattative, tramite la nostra Confederazione presente con il direttore Francesco Rivolta . Questo, al di là di quanto scrivono i giornali, ha potuto limitare le pretese che la presidente di Confindustria aveva avanzato con grande determinazione a riguardo delle normative sui costi minimi. Grazie alle informazioni fornitemi dal dottor Rivolta, con il quale sono stato in contatto in tutte le fasi delle trattative, sono quindi venuto a conoscenza che Rete Imprese Italia si è espressa in modo negativo bloccando le richieste sui trasporti della presidente Marcegaglia. La questione è dunque, per ora, indefinita.
Ovviamente l’occasione era troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire e la Presidente confindustriale, sempre pronta ad invocare il rispetto delle regole, quando riguardano gli altri, ma pronta a cogliere le occasioni che la lungaggine della magistratura amministrativa (il caso dei coils/trasporti eccezionali) o tutte le normative che consentono alle imprese rappresentate di migliorare le loro performances economiche, non se l’è lasciata sfuggire (non conosco quanti di voi abbiano potuto leggere i risultati dell’indagine di Mediobanca, pubblicata su Libero di mercoledì 10 agosto, dalla quale risulta un “boom di utili per le imprese italiane per le aziende manifatturiere, i cui profitti nel 2010, hanno avuto un balzo del 64% in più; l’unico dato negativo sostiene l’indagine è quello sull’occupazione. Non sarà perché questi campioni del libero mercato chiedono soldi al Governo nazionale ma delocalizzano i loro sistemi produttivi). Questo deve far riflettere chi è in condizioni di valutare “l’indubbia coerenza” di chi insiste nel sostenere che con i costi minimi di sicurezza si danneggerebbe la produzione nazionale e quindi continua a chiedere al Governo di fare marcia indietro rispetto alle scelte compiute per garantire la certezza delle norme a tutti i cittadini.
Ovviamente il tema utilizzato e che fa presa su coloro che sono disinformati, è quello dell’incompatibilità dei costi minimi con i principi del libero mercato. Si omette di evidenziare che sono parametri derivanti da costi amministrati e che riguardano solo l’aspetto puro della vezione. Si evita pure di sottolineare che le parti restano libere di definire il prezzo del trasporto e che i costi minimi sono un riferimento per chi, in caso di danni generati dal mancato rispetto delle leggi vigenti in materia di sicurezza della circolazione e di quella sociale, debba effettuare le verifiche necessarie per attribuire le responsabilità.
Queste affermazioni assumono più valore nella giornata odierna nella quale entra in vigore il diritto per l’azione diretta per i trasportatori nei confronti di tutti i componenti della filiera. Una norma in vigore nella vicina Francia che tutela proprio i produttori delle merci nei confronti di soggetti intermediari che agiscono all’interno della filiera al solo scopo di lucro. Ma anche questo aspetto che, garantisce quella trasparenza in questi giorni invocata al tavolo delle parti sociali, non sembra essere considerato dalla presidente della Confindustria che insiste a sostenere che i parametri sui costi minimi della sicurezza sono inaccettabili.
Vedremo le evoluzioni ma un dato mi pare emerga in tutta la sua evidenza ed è che le critiche avanzate da talune rappresentanze del nostro mondo sulla validità dell’impianto dei costi minimi, venga a cadere. Pensate veramente che se le norme fossero così inefficaci la presidente di una Confederazione importante della committenza ne avrebbe fatto uno dei punti delle richieste al Governo?
Un ultima riflessione in generale la voglio formulare e riguarda le prese di posizioni assunte sulla vicenda. Noi della Fai abbiamo condiviso una esigenza molto più sentita da altre realtà associative. Abbiamo stipulato una intesa e con grande determinazione la stiamo portando avanti. Ci piacerebbe che con la stessa forza e determinazione anche altri facessero la loro parte. Per noi parlano le prese di posizioni pubbliche con le quali non esitiamo a sostenere le ragioni delle scelte effettuate. Una rapida consultazione dei mezzi di informazione di altre realtà non ci pare registrino la medesima fermezza.
La Fai ha sempre riconosciuto la validità dei principi contenuti nella legge delega n. 32/05 e successivi atti legislativi ed è convinta che quella è stata e resta la strada da perseguire. Noi non siamo ne eroi né cretini e quindi verificheremo nelle prossime settimane i comportamenti di tutti e poi assumeremo anche le nostre decisioni.
Nel mese di ottobre si terrà la nostra assemblea per il rinnovo delle cariche e per noi sarà il momento delle verifiche, degli approfondimenti e delle scelte. Le intenzioni della nostra gente e della dirigenza che verrà in modo democratico eletta sono quelle di rispettare le intese e di operare insieme; ma tutti debbono fare la propria parte. Morire per un ideale può essere eticamente importante ma solo per essere eroi no.
Concludo sulla parte relativa alle misure che saranno decise. Per chi ci legge, e non è un operatore della categoria, ricordo che nelle scorse settimane sia il Consiglio di Stato che il Tar del Lazio hanno ribadito come principio fondante di loro sentenze il primato della sicurezza su quello dell’economia. Il risultato è stato il divieto di circolazione dei mezzi pesanti per giornate aggiuntive. Il tutto nel silenzio di chi invoca misure di liberalizzazione ed addirittura, di abolizione della celebrazione delle festività civili nelle domeniche. Il tutto per migliorare la produttività e la competitività. Noi siamo favorevoli al miglioramento della competitività ma riteniamo che il rispetto delle regole consenta alle imprese serie di poter competere senza subire forme di concorrenza sleale, determinate per favorire coloro che per risparmiare sul costo del trasporto, e questo è solo un esempio, scelgono di far trasportare i coils su mezzi eccezionali da 108 tonnellate che mettono a rischio la tenuta dei manufatti e delle infrastrutture. Così non si migliora la sicurezza, basta leggere le relazioni dei tecnici competenti; si scarica invece sui cittadini le conseguenze di scelte economiche per interessi di imprese private. Chi se non i singoli cittadini con le tasse pagano i danni determinati?
I tempi sono certo difficili e si possono superare solo se ognuno saprà essere coerente, rispettoso degli altri e non continui a cercare di essere più furbo. Dimostriamo insieme ed una volta per tutti che per il Paese siamo capaci di abbandonare le rendite di posizione. Ma cerchiamo in un grande e rispettoso confronto di operare per far vincere l’Italia. Noi lo chiediamo, aperti al confronto con tutti, purchè si evitino le furbate che sono la principale causa del fallimento del confronto di questi tempi.
Il Governo svolga il proprio compito con tutti e non dia la sensazione che vi è qualcuno “più italiano e più vicino” di altri.
Spero non avervi annoiato con queste” riflessioni agostane” sulle quali invito ognuno a riflettere. Ovviamente passate un buon Ferragosto.
Paolo Uggè


