La settimana sindacale confederale dal 2 al 5 APRILE 2012

COS12110 – Costi minimi della sicurezza delle imprese di autotrasporto del mese di Febbraio 2012. Determinazione dell’Osservatorio per l’autotrasporto.
5 Aprile 2012
Unatras scrive al Governo
10 Aprile 2012

Settimana di routine che ha fatto registrare alcuni importanti fatti che porteranno a sviluppi che richiederanno un notevole impegno nelle settimane che verranno.

BUONA PASQUA A TUTTI

Inizio con questo augurio che rivolgo a tutti voi e alle vostre famiglie sperando che possa veramente iniziare un periodo nel quale tutti operino per rafforzare tutto quello che unisce anziché quello che divide.

I temi da affrontare sono molti e complessi, gli interessi variegati e spesso contrastanti; in momenti difficili le rispettive posizioni divengono ancora più radicate in quanto ognuno cerca di rafforzare le proprie condizioni.

Che la Pasqua possa essere per ognuno momento di riflessione e di recupero dei tanti valori che in questi tempi sembrano essersi dissolti.

Auguri a tutti di cuore!

Governo e categoria

Il decreto semplificazione ha compiuto altri passi in avanti anche se alcune questioni riguardanti la nostra attività non sono state ancora risolte. Questo si aggiunge ad alcune problematiche che erano state date per risolte dal Governo. Ora, pur nella comprensione delle difficoltà nelle quali chi ha la responsabilità di guidare il paese si trova ad affrontare (dietro l’angolo non dimentichiamolo mai esiste il rischio Grecia) ciò che ci riuscirebbe difficile giustificare sarebbero dei comportamenti che rasentano il disinteresse e la assenza di chiara volontà a mettere fine a condizioni di incertezza su quelli che per la categoria sono argomenti fondamentali.

Per questo il 28 aprile l’Unatras ha deciso di organizzare in dieci città la marcia dimostrativa dei tir per poter evidenziare il grave stato di disagio che rischia di esplodere in forme poi difficili da poter gestire. Alcuni segnali già si registrano. In Liguria è stato proclamato un fermo che dovrebbe partire il 30 aprile; altre zone del Paese fanno registrare segnali simili. In una situazione così delicata non è possibile né può essere consentito a chi governa di non cercare un dialogo. Lo affermo con grande preoccupazione: chi oggi sottovaluta un fenomeno dai risvolti imprevedibili non potrà domani chiamarsi fuori né accusare di irresponsabilità la categoria.

Qualche esegeta della parola cercherà di interpretare a modo proprio queste preoccupazioni ma sono i fatti che si stanno verificando che mi inducono a dover assumere una posizione determinata. In questi giorni, ancora una volta, una iniziativa dirompente è stata assunta dalla committenza che ha inoltrato al Governo una comunicazione con la quale mira ad ottenere l’abrogazione delle norme sui costi incomprimibili della sicurezza. Azione legittima che ha visto l’adesione anche di alcune realtà non aderenti a Confindustria, principale protagonista dell’iniziativa (purtroppo la ricerca di ottenere mutamenti da parte dell’utenza non sembrano aver funzionato). Questa è l’ennesima riprova della notevole importanza che la committenza attribuisce alle normative vigenti delle quali richiede una cosa sola: l’abrogazione.

Attendiamo sempre che i critici a prescindere si ravvedano ed ammettano, per correttezza, di averne sottovalutato l’importanza.

Purtroppo per i ricorrenti, (per noi invece un passo in avanti), l’azione ha avuto una risposta, anche se un po’ tardiva, da parte del Governo. Il Ministro dell’Economia (il titolare del dicastero oggi è lo stesso presidente del Consiglio) ha controfirmato il decreto sui controlli e sanzioni, come si attendeva da tempo, per il mancato rispetto delle disposizioni sui costi incomprimibili. Manca la sottoscrizione del ministero di Grazia e Giustizia e il provvedimento entrerà in vigore. Non c’è ombra di dubbio che sia questa una risposta positiva, importante, anche se non definitiva.

In momenti di crisi come quello che stiamo vivendo il rispetto delle regole può essere lo strumento che consente alle imprese di non essere compresse da quella parte di utenza insensibile che innesca le condizioni per la chiusura di tante imprese. È di oggi la notizia di un “camionista” di Milano che si è tolto la vita per aver perso il lavoro, causa una riduzione di personale decisa dall’impresa presso la quale lavorava. Dalle prime informazioni sembra che l’azienda sia stata costretta alla grave decisione, causa le difficoltà a marginare i costi sostenuti. Il riferimento al riconoscimento dei costi minimi della sicurezza, che forse avrebbero evitato il licenziamento e impedito ad un uomo di morire, diviene consequenziale e chiama ovviamente in causa sia chi si ostina a non comprenderne l’importanza sia chi nulla mette in atto per farli rispettare.

Il rispetto delle norme sulla sicurezza è per noi irrinunciabile e ci batteremo in ogni occasione per ottenerne l’applicazione. Le normative possono sempre essere mutate purchè si raggiungano intese tra le parti interessate, ma fintanto che sono in atto debbono essere fatte applicare, così come sta verificandosi con le norme relative alle sanzioni per le imprese di autotrasporto che incorrono in violazioni per le quali è prevista la segnalazione all’Albo di categoria. Ora sarebbe veramente non comprensibile che le disposizioni (per altro interpretate, in modo difforme, dalle amministrazioni provinciali che determinano effetti distorsivi sulla concorrenza) che producano effetti devastanti come la cancellazione dall’Albo, vengano applicate se ad incorrere in violazioni siano le imprese di autotrasporto e quando invece a violare le norme che toccano la sicurezza dei cittadini sono i committenti non accada nulla. E’ chiaro che queste ingiustizie giustificano anche le più forti reazioni. Il Governo farà dunque bene ad occuparsi in prima persona delle questioni del nostro mondo ascoltando più attentamente i suggerimenti che i dirigenti ministeriali, che ben conoscono le problematiche del nostro mondo, forniscono loro.

L’Osservatorio approva i nuovi costi della sicurezza

Importante decisione dell’Osservatorio che nella seduta di giovedì 5 aprile ha approvato, in applicazione delle leggi vigenti, l’adeguamento dei costi minimi. La delibera è stata assunta con il determinante voto favorevole del rappresentante della Pubblica Amministrazione ma anche con l’astensione da parte di un rappresentante dell’autotrasporto. Nessun accordo tra le parti si è registrato (la committenza non ha partecipato al voto) e per la decisione è stato determinante il voto della parte pubblica. Patti di cartello non ve ne sono stati e l’intervento decisivo della Pubblica Amministrazione ne garantisce l’imparzialità e colloca la delibera in una fattispecie diversa e pienamente legittima.

Risoluzione parlamentare sul Sistri

Facendo proprie le preoccupazioni e le richieste avanzate dalla categoria sui danni generati alle imprese dal Sistri, dopo l’intervento dell’assessore regionale del Piemonte Ravello Roberto, anche in Commissione Ambiente della Camera, grazie all’intervento degli On.li Ghiglia e Foti è stata presentata la risoluzione che viene riportata in allegato, che fa proprie le richieste e le preoccupazioni della nostra federazione.

Attività federative

Si sono svolte riunioni delle commissioni tecniche dell’Albo; nella giornata di lunedì si è costituta la sezione trasporti intermodali della Fai e si tenuta la riunione del comitato di Presidenza.

In settimana in sede confederale sono proseguiti i lavori preparatori per il convegno sui trasporti e la logistica che si terrà il 16 maggio a Roma presso la sede confederale.

Contributo settimanale su Libero

Essendo ancora in corso contatti per definire la collaborazione per l’anno prossimo il contributo settimanale, solitamente pubblicato alla domenica sul quotidiano Libero verrà pubblicato sul sito del TGCOM Stradafacendo. Coloro che sono interessati a leggerlo lo possono trovare sul blog.

Auguri nuovamente a tutti.

Paolo Uggè