
Costi minimi della sicurezza
16 Marzo 2012
Occorre completare gli interventi a sostegno del settore promessi dal Governo
16 Marzo 2012Settimana dominata dalle conseguenze generate dal parere emesso dall’Antitrust sulle delibere assunte relativamente ai costi, oltre che dai contatti continui per evitare spiacevoli sorprese sui provvedimenti in discussione alle Camere.
Nel dettaglio.
Autotrasporto e Governo
Si sta consumando il tempo concesso al Governo per dare attuazione agli impegni assunti e, come già detto, mentre per taluni aspetti passi in avanti sono stati compiuti, per altri le soluzioni tardano ad arrivare. Abbiamo già riconosciuto le difficoltà dei tempi con i quali il Governo è chiamato a doversi confrontare ma riteniamo che anche da parte dell’Esecutivo vi debba essere consapevolezza sulle altrettante difficoltà con le quali le imprese del settore sono chiamate a doversi misurare.
Temi come il decreto sanzioni, il decreto sui divieti di circolazione da emanarsi dopo che le nuove norme di legge sono diventate operative, la distribuzione delle risorse ormai disponibili e, non certo ultimo in ordine di importanza, la conferma definitiva sui costi incomprimibili della sicurezza, non possono più a lungo essere rinviati.
A riguardo dell’ultimo argomento estremamente delicato occorre subito evidenziare come erano di dubbia valenza le perplessità e le accuse di “aver realizzato un sistema inefficace” attraverso i costi minimi. I sistemi che non hanno effetti non suscitano certamente reazioni così sproporzionate per un provvedimento che non conta. Se non hanno senso si lasciano andare in disuso e tutto finisce lì. Invece la nostra committenza le tenta tutte: dai tentativi di dividere le rappresentanze del settore a quelli di far intervenire l’Antitrust a gamba tesa su argomenti che discendono da valutazioni politiche e che sono stati decisi da organi istituzionali abilitati a farlo.
Una considerazione riteniamo esatta ed è quella che le normative non hanno di fatto prodotto gli effetti desiderati. La ragione dovrebbe apparire evidente a tutti. Se non vengono effettuati i controlli necessari e previsti niente può funzionare. Quindi è poco opportuno chiedere di modificare le norme senza averne verificato pienamente gli effetti che producono. Tutti si impegnino a renderle efficaci e poi individueremo i correttivi laddove vi fossero lacune da colmare.
Nel fare questo dobbiamo evitare di favorire coloro che, mirando ad utilizzare disposizioni che si prestano ad interpretazioni di dubbia compatibilità con le normative dell’Antitrust, trovino le armi per far saltare l’intero castello.
Il punto fermo è che i costi incomprimibili della sicurezza coprono i costi sostenuti da coloro che si muovono sulle strade. Possono essere differenziati in ragione del mezzo utilizzato, dell’operazione di trasporto effettuata (trazione ad esempio) ma non della merce o dalle quantità assegnate.
La pubblica Amministrazione deve con il proprio intervento, non astenersi, ma contribuire a dare il significato di una decisione dove il parere dell’Autorità pubblica può risultare determinante. L’ipotesi di modifiche di legge non sono oggi perseguibili e rischiano di complicare il percorso.
Ricordiamo a proposito dell’Antitrust che questa non può in alcun modo intervenire sui contenuti di una legge. Già in passato l’Autorità si espresse. Ma il Parlamento, preso atto delle osservazioni decise di andare avanti. Non esiste, dunque, che per un parere dell’Autorità si possa rendere vana una disposizione di legge. Quand’anche lo stesso Tar dovesse dare ragione all’opposizione dei ricorrenti, avversi alle delibere dell’Osservatorio, sarebbero queste a dover essere modificate, se non lo saranno prima, ma certamente la legge non verrebbe messa in discussione.
E’ comprensibile che la committenza faccia circolare notizie circa la rimessa in discussione dei costi incomprimibili della sicurezza. Ma nessuno in uno Stato civile e democratico può pensare che sia sufficiente un invito, anche se emanato da una autorità importante, per disapplicare una legge.
I costi restano in vigore e caso mai si mettono in discussione elementi come gli accordi ed alcune decisioni dell’Osservatorio. Altro non vi è. Chi invita i propri aderenti a non applicare le leggi in essere, oltre a rischiare di essere fatto oggetto di violazioni penali, mette in ovvie condizioni di difficoltà le imprese che dovessero seguire l’indicazione, in quanto sarebbero sempre chiamate a rispondere di violazioni di legge, con tutte le conseguenze del caso.
Noi seguiremo con grande attenzione l’evolversi dei fatti e non lasceremo nulla di intentato, e ciò ha un chiaro significato, per difendere norme di civiltà e di sicurezza.
Presidenza Unatras
Per valutare la situazione determinatasi ed assumere le decisioni idonee a fronteggiare la situazione che si è determinata si è riunita la Presidenza Unatras. Ancora una volta sono state smentite tutte le ricostruzioni effettuate circa una rottura all’interno delle federazioni dell’ organismo unitario.
Certamente, come può capitare in tutte le strutture, possono esistere visioni diverse sulle soluzioni da definire. Quando tuttavia le questioni vengono esaminate con la dovuta disponibilità che non è mai venuta meno quando si sono affrontate aspetti esiziali per il settore le eventuali diversità si compongono. E’ il caso dei costi incomprimibili della sicurezza. Voci interessate a rompere il fronte unitario aveva lasciato intendere che non tutte le rappresentanze erano convinte della necessità di sostenere le norme in vigore. Nella riunione da parte di tutti i rappresentanti, presenti i presidente delle federazioni aderenti, è stata riconfermata la forte volontà a difendere i costi della sicurezza senza alcun tentennamento. Obiettivo primario è dunque mantenere l’impianto che non può oggi essere messo in discussione. In tempi successivi sarà possibile individuare modifiche che rendano più funzionale il sistema introdotto per garantire il rispetto della sicurezza di chi opera in qualità di vettore.
L’Unatras ha pertanto deciso di portare avanti alcune iniziative ritenute necessarie per sostenere le scelte connesse ai costi incomprimibili della sicurezza. Altre questioni sono state affrontate relative a diversi aspetti sul tappeto come le possibili modifiche al Codice della strada, il funzionamento della Consulta e la convocazione del Comitato esecutivo che si terrà presso la Confcommercio il giorno 28 marzo p.v. Nell’occasione si valuteranno le risposte che il Governo avrà dato sui temi che ancora devono divenire operativi e si assumeranno le decisioni conseguenti.
Fermo bisarche
Dopo oltre venti giorni qualcosa sembra muoversi nel settore delle bisarche che sta attuando una protesta, guarda caso per ottenere il riconoscimento dei costi della sicurezza. La situazione non è semplice anche perché da un lato è inserita in una condizione economica di difficoltà (la riduzione delle vendite è cosa risaputa) dall’altro i vettori segnalano da tempo la mancata corresponsione dei costi minimi. E’ questa una situazione che ogni tanto emerge anche per una situazione particolare in cui i primi vettori, che concludono contratti di appalto di servizi al ribasso, scaricano sui vettori le conseguenze delle loro scelte. Oggi tuttavia con i costi incomprimibili la situazione è cambiata e le aspettative dei vettori non possono essere evitate. Occorre quindi ristabilire da un lato ogni forma di legalità e dall’altro una capacità contrattuale che garantisca sia il primo committente, che il primo vettore. Le nuove norme occorre ricordare coinvolgono nella responsabilità se non riconoscono i costi minimi a chi opera sulla strada, tutti i componenti della filiera. Forse si poteva evitare il fermo se chi è preposto se ne fosse interessato e se la voglia di cercare visibilità non avesse avuto, come già successo in passato, il sopravvento.
Una domanda rimane sul tappeto. Visto che è possibile l’azione diretta perché non si è cercato di percorrere quella strada? Con i tempi brevi dalle nuove norme forse si sarebbe data una soluzione ai gravi problemi di sopravvivenza dei vettori ma probabilmente anche degli altri soggetti della filiera. Noi ovviamente siamo sempre in linea con le aspettative del mondo del trasporto e ci auguriamo una soluzione a breve. Speriamo che coloro che senza troppo riflettere coinvolgono tanti operatori in iniziative così dirompenti non siano costretti dagli eventi ad accettare soluzioni che finiscono con il pesare solo sui trasportatori. Del resto il recente fermo nazionale ed ancora nel tempo il fermo di tre anni fa dovrebbe insegnare qualcosa.
Attività della federazione
Si sono tenuti incontri della Commissione sindacale; la presidenza confederale che ha ribadito, con la sola modifica della data già fissata per il 3 maggio e spostata al 16 maggio, la manifestazione con la presentazione del manifesto sui trasporti e la logistica; alcuni incontri delle commissioni tecniche dell’Albo e la riunione dell’Esecutivo della Consulta. A tale proposito la nostra posizione è molto netta e mira a mantenere la Consulta in attività purché funzionante e non certo sottoposta a sorta di commissariamento.
La prossima settimana
Oltre agli impegni di routine nelle giornate del 23 e 24 marzo a Cernobbio si terrà il seminario che ogni anno la confederazione organizza. Sono previste presenze prestigiose ed interventi di livello da parte di economisti e uomini di Governo.
Alla prossima
Paolo Uggè




