
Assemblea degli Autotrasportatori
13 Gennaio 2012
La settimana sindacale confederale 9-13 gennaio 2012
13 Gennaio 2012La settimana è stata, senza ombra di dubbio, particolarmente densa di iniziative tutte legate alla scadenza prevista per il 23 gennaio, data di inizio del fermo proclamato dall’Unatras.
Nel dettaglio.
Rapporti Governo categoria
Forse qualcuno si domanderà se sia un errore parlare di fermo proclamato dall’Unatras ma non è così. L’Unatras ha riunito i propri organismi ed ha reso note le decisioni che l’Esecutivo, in modo regolare convocato dal presidente del Boca, ha assunto. Noi rispettiamo le decisioni di chi ha scelto diversamente ma altrettanto non possiamo accettare veti sulle delibere prese nel pieno rispetto delle regole statutarie.
Le forti e insistenti iniziative, attuate sia attraverso gli organi di stampa che con contatti a livello politico, hanno fornito ritorni significativi. E’ stato questo lavoro portato avanti con determinazione e insistenza che ha prodotto l’evoluzione che potrebbe portare a delle positività per la categoria. Non certo la “lungimiranza” di chi si aspettava atti di responsabilità da parte del Governo e che in occasione di assemblee pubbliche non ha perso occasione per differenziarsi dalle posizioni assunte dall’Unatras.
In settimana abbiamo incontrato il responsabile del Dipartimento trasporti del Pdl, sen. Angelo Cicolani, nonché il capogruppo alla Camera della Lega onorevole Marco Reguzzoni ai quali è stata rappresentata la situazione delle imprese del settore e le iniziative che sono state decise. Entrambi gli incontri hanno dato i frutti sperati e lo testimoniano le nette prese di posizione a favore del mantenimento dei costi incomprimibili della sicurezza assunte da entrambi i partiti e delle quali abbiamo già dato notizia.
La Lega ha nella giornata di ieri presentato anche una interrogazione parlamentare urgente sui temi caldi del momento. E per la prossima settimana sono previsti incontri con il Pd e l’Udc.
All’incontro programmato per la giornata di mercoledì abbiamo avuto la presenza, contrariamente a quanto era previsto, del vice ministro Mario Ciaccia. (Si smentisce così la favoletta, spacciata da chi evidentemente si sente in difficoltà, che il ministro non avrebbe aperto una trattativa con coloro che avevano proclamato il fermo. Noi eravamo presenti, abbiamo formulato le nostre proposte e il fermo la abbiamo dichiarato. Le trattative si possono svolgere in diversi modi; ciò che conta sono i risultati. Capisco che questa è un esperienza che si matura con gli anni ma sono certo diverrà presto patrimonio anche delle giovani generazioni).
L’incontro ha consentito al rappresentante del Governo di chiarire alcuni aspetti, in particolare sui costi incomprimibili della sicurezza, ai quali l’Esecutivo intende attenersi, nel rispetto dell’impegno assunto alla Camera sull’ordine del giorno che appunto “impegna il Governo, pur nell’ottica delle liberalizzazioni, a mantenere, per l’autotrasporto, i costi incomprimibili della sicurezza”. Anche gli altri aspetti affrontati sembrano prendere in attenta considerazione le richieste avanzate. Su questo abbiamo già diffuso una nota di commento.
Rimaneva l’incertezza sul pronunciamento del Tar del Lazio che comunque non avrebbe inciso, in quanto l’organismo si sarebbe pronunciato sulle delibere, atti amministrativi, e non sulle norme di legge. A parte le affermazioni positive del vice ministro, il Tribunale amministrativo oggi non ha accettato la richiesta di sospensiva richiesta dai ricorrenti ed ha rinviato ogni discussione nel merito al 28 giugno p.v. Occorre subito dire che nel dibattito, era emerso, la netta sensazione (ma non è soltanto una sensazione è qualcosa di più) che la richiesta di sospensiva non sarebbe stata accolta. Da qui il passo indietro dei ricorrenti che hanno ritirato la richiesta avanzata di sospensiva in cambio di una discussione nel merito. Questo significa che non solo la legge è in vigore ma anche le delibere dell’Osservatorio stesso.
I ricorsi al Tar
Ne abbiamo parlato diffusamente sia nelle precedenti righe che nelle comunicazioni già diffuse ma vogliamo ribadire come i ricorsi presentati abbiano potuto evidenziare le ragioni dell’autotrasporto. Conftrasporto si è costituita attraverso lo studio Callipari al quale si sono rivolte alcune realtà del Veneto non facenti capo alla nostra realtà associativa. Altrettanto ha fatto Confartigianato, Fedit, il consorzio CTE di Genova con il presidente Muratori (vice presidente Anita) ed alcune imprese aderenti alla Fai, Fiap e Unitai.
Non risultano altri costituenti a difesa del provvedimento sui costi della sicurezza. E alla luce di quanto avvenuto oggi al Tar riteniamo singolare che una delle federazioni artigiane che avevano con determinazione sostenuto la richiesta dei costi minimi e degli accordi, non si sia costituita ed abbia preferito la strada del confronto con Confindustria che, fino ad oggi, non ha dato i frutti che erano stati dati sia nel merito che “nei tempi brevi, non mantenuti”.
La questione siciliana
Non possiamo tacere il disappunto per quanto avvenuto e purtroppo avverrà in Sicilia dove il fermo dovrebbe effettuarsi nella giornata di lunedì 16 p.v. Non accettando le nostre ripetute richieste di allinearsi alle posizioni dell’Unatras (l’organizzatore della protesta aveva partecipato all’esecutivo dell’Unatras e quindi era al corrente delle ragioni della decisione) il fermo è stato, almeno fino ad ora, mantenuto. Questo ha determinato un intervento della Commissione garante competente che ha emanato delle disposizioni, che riguardano la zona della Sicilia nei confronti di coloro che hanno proclamato per il 23 il fermo, alle quali abbiamo dovuto ottemperare.
Pur tuttavia dobbiamo segnalare un fatto che, a nostro avviso rischia di essere negativo per la nostra categoria. Il fermo del trasporto siciliano di fatto si effettuerà nel quadro dell’iniziativa di “protesta dei forconi” così definita, che coinvolge anche altri operatori. (commercianti, agricoltori, coltivatori diretti etc). Rivendichiamo per tutti il diritto di manifestare il proprio dissenso ma ci dissociamo decisamente da iniziative che sono state definite da alcuni organizzatori della protesta come l’inizio della rivoluzione. Rivolgiamo pertanto ancora un forte appello al senso di responsabilità perché si eviti l’attuazione delle decisioni assunte.
Lo facciamo anche perché riteniamo che le questioni dell’autotrasporto ben difficilmente potranno trovare le risposte specifiche necessarie. Temiamo che la forza d’urto del trasporto possa servire a qualche presidente, in cerca di altro, per raggiungere i propri obiettivi.
Per queste ragioni non solo ci siamo dissociati dall’iniziativa ma invitiamo gli imprenditori a non aderire a quanto programmato.
Attività federazione
Si è tenuto il comitato esecutivo Conftrasporto, allargato ai consigli delle federazioni che dopo aver valutato la situazione ha riconfermato la propria volontà a voler decidere in modo unitario le scelte da compiere. Molti intervenuti hanno apprezzato in particolare la decisione del vice ministro Mario Ciaccia di partecipare all’incontro e di dare certezze su alcuni temi importanti.
Gli ulteriori interventi del capo Dipartimento ingegner Fumero e del dottor Finocchi direttore del trasporto stradale hanno contribuito a rafforzare la positività della situazione, ottenuta da quanto portato avanti fino ad oggi e che rientra nelle aspettative della categoria. Si attende ora l’attuazione nei tempi indicati.
Il Comitato ha comunque deciso di rinviare ogni decisione all’incontro Unatras già convocato per la giornata di mercoledì dal presidente dell’Unatras per la decisione definitiva.
La prossima settimana continuerà l’azione attenta della nostra dirigenza, fiduciosa che quanto ipotizzato venga attuato nei tempi e modalità previste.importanti saranno gli incontri con i partiti che vedremo nella giornata di martedì.
Alla prossima
Paolo Uggè




