
Costi minimi della sicurezza delle imprese di autotrasporto del mese di Dicembre 2011.
20 Gennaio 2012
Governo: approvato il recupero trimestrale delle accise e definito il testo del decreto per l’applicazione delle sanzioni sui costi della sicurezza
20 Gennaio 2012Non v’è dubbio che quanto successo durante la settimana ponga l’esigenza di fornire giorno dopo giorno, notizie sulle evoluzioni in atto. Riprendiamo molti degli argomenti già trattati non certo per spirito di polemica, che non serve a nulla, ma per dare a chi vuol riflettere elementi per poterlo fare.
SOLIDARIETA’ A GIOVANNI RINZIVILLO
E’ il nostro segretario della Fai di Catania proditoriamente e vigliaccamente fatto oggetto di “attenzioni violente” da parte di un gruppo di “democratici facinorosi” istigati da un personaggio che non conosce le regole del gioco democratico e lo ha dimostrato ancora una volta.
La federazione vuole essere vicino ad un professionista che lavora per degli imprenditori che, credo, abbiano almeno pari dignità e diritti di coloro che protestano.
Invito tutti mostrare la solidarietà che è scontata ed a far pervenire forme di incoraggiamento a non mollare a chi è particolarmente coinvolto in una difficile situazione. Forza Giovanni!.
LA QUESTIO SICILIANA
Un obiettivo sono riusciti a raggiungere coloro che hanno organizzato la protesta, da noi definita legittima se contenuta nell’ambito delle regole, cosa che invece non è, attribuire agli operatori del trasporto la responsabilità di quanto sta avvenendo in Sicilia. Tutti i titoli che riguardano la vicenda, salvo poche eccezioni, attribuiscono al blocco dei tir la responsabilità degli avvenimenti in corso.
Questa è disinformazione! In Sicilia è in atto qualcosa di diverso che poco o nulla ha a che vedere con i problemi dell’autotrasporto.
Rinnoviamo a tutti la lettura dell’articolo di Aldo Cazzullo sul Corsera di ieri. In quell’articolo si parla di coloro che stanno dietro alla protesta. Si riprendono le loro dichiarazioni che parlano di “rivoluzione”. Certo che i mezzi pesanti hanno bloccato le strade all’inizio dell’iniziativa ma oggi la maggior parte di loro è ostaggio di ben altri soggetti.
Ritengo che purtroppo alla fine a perderci saranno proprio gli autotrasportatori coinvolti in una situazione ormai sfuggita dalle loro mani.
In tutta questa vicenda si trova anche qualche personaggio che trova la propria soddisfazione solo criticando e sfogando le proprie repressioni. Adenauer, un grande leader, rivolgendosi a nostro Signore diceva: “Signore Tu che hai posto un limite all’intelligenza degli uomini, vedi di porlo anche alla loro stupidità”. I ragli d’asino non giungono in cielo.
Le soluzioni per l’economia siciliana esistono ma non si risolvono certo con richieste assurde e che, pur partendo da esigenze reali, prospettano ipotesi che non troveranno mai accoglimento. Al fine si ritroveranno purtroppo con la situazione dell’anno 2000.
Intanto i diritti costituzionalmente garantiti vengono coartati e lo Stato non adempie al dovere di assicurare che la protesta avvenga all’interno delle regole definite. Aggredire le persone, con i fatti e con le parole non deve essere consentito. Chi rappresenta lo Stato sul territorio o compie il proprio dovere o, se non è in grado, si faccia da parte. Il codice di autoregolamentazione è chiaro e noi ci aspettiamo che venga rispettato. In caso contrario chi ne ha l’autorità o la esercita o verrà chiamato a rispondere.
Nessuno può chiedere rispetto se per primo non si attiene alle regole della convivenza civile che consente anche le forme di protesta ma nel rispetto delle libertà individuali.
LA SOSPENSIONE DEL FERMO DA PARTE DI UNATRAS
Non è stata decisa dal presidente, dal segretario o da gente che non opera nel settore, ma da uomini che ogni giorno si trovano immersi nei problemi della professione o perché guidano i loro mezzi o perché sono alla guida delle loro piccole, medie o grandi imprese. Il dibattito è stato appassionato ma la conclusione è stata questa. Altri , (una sola organizzazione) decideranno se mantenere il fermo o sospenderlo. Ognuno è libero di fare le proprie scelte ma non possiamo consentire che si presentino versioni difformi dalla realtà.. Nessuno ha la verità in tasca ma le rivendicazioni devono avere un senso. Chiedere il recupero dell’accise regionale può essere giusto ma non si può chiederlo in un fermo nazionale. Lo Stato non può intervenire sulle competenze che sono assegnate agli enti regionali. E’ sbagliato far credere che questo possa essere ottenuto; la gente poi ci crede e si sente turlupinata.
Le proteste si organizzano per ottenere dei risultati ma chi garantisce dei provvedimenti immediati su questioni che richiedono procedure complesse non dice cose giuste.
Certo che non è facile sostenere queste tesi di fronte ad operatori al limite della sopravvivenza. Ma è peggio illuderli su soluzioni impossibili.
Forse si dovrebbe anche considerare le condizioni eccezionali nelle quali si trova l’economia ed il nostro Paese. In Spagna il Governo ha deciso di ridurre di 28 centesimi il recupero del gasolio da noi si è invece introdotto il recupero trimestrale e rifinanziato il settore con 400 milioni di euro; è in firma il provvedimento sulle procedure dei controlli. Queste non sono chiacchiere ma fatti.
Il ministro Passera ha declinato ciò che il Governo sta facendo per il trasporto in Parlamento. Lo aspettiamo alla prova dei fatti. Dobbiamo dunque attendere anche perchè se il settore si fermasse non potrebbe ottenere più di quanto dichiarato. Le leggi esistono servono i provvedimenti per farli applicare e questi si ottengono attraverso atti amministrativi che coinvolgono diversi dicasteri e che devono passare al vaglio degli organi di controllo. Quindi occorre il tempo necessario.
NON FACCIAMO RIDERE
Che non tutte le organizzazioni maggiori fossero d’accordo sulla dichiarazione di fermo è ormai risaputo. Ci siamo domandati spesse volte le cause di un mutamento di posizione da parte di una delle organizzazioni artigiane che era sostenitrice della richiesta dell’articolo 83 bis.
Quanto abbiamo scoperto è allucinante. La contrarietà sarebbe della organizzazione confederale che ha imposto evidentemente i cambiamenti sia delle persone che della linea politica.
Ancora una volta, dopo il 2007, vi è chi prende le decisioni per gli autotrasportatori che invece di assumere le adeguate iniziative a tutela della propria autonomia preferiscono lamentarsi con le organizzazioni che con difficoltà cercano invece di tutelarne gli interessi.
Una notizia che viene fatta circolare in ambienti confindustriali, se confermata, non potrebbe che rasentare il ridicolo. Sembra che sia stata raggiunta una intesa, naturalmente tutta “a vantaggio degli autotrasportatori” improntata sulla rinuncia all’articolo 83 bis e la sostituzione con una nuova legge che prevede il riconoscimento degli aumenti del gasolio e dei pedaggi autostradali. Naturalmente vi sarebbe l’impegno di Confindustria a far rispettare tale legge.
Che bello abbiamo risolto tutti i problemi. Siamo seri!
A parte il fatto che l’83 bis già prevede il recupero di queste voci, ma quali sarebbero le garanzie del rispetto? Forse chi persegue questo brillante obiettivo, anche se non senescente, si scorda che esistevano le tariffe obbligatorie e gli accordi di settore che non venivano rispettati? E da quando una organizzazione si può permettere di non applicare le leggi esistenti e pretende di definire quelli che sono i costi che sostiene il proprio fornitore e soprattutto quali aumenti riconoscere e quali no? e il costo del lavoro? Le assicurazioni? La manutenzione e gli automezzi? I tempi di sosta? Quelli che fine farebbero?. La notizia sembra troppo ridicola per essere vera. Che qualcuno abbia messo in atto uno scherzo di carnevale in anticipo? Staremo a vedere.
Grazie e a presto
Paolo Uggè




