
La settimana sindacale confederale 04 giugno 2010
4 Giugno 2010
FIS10102 – Fisco. Comunicazione delle operazioni attive e passive effettuate con imprese aventi sede in Paesi della cd. black list.
7 Giugno 2010Settimana senza incontri quella trascorsa , anche se non sono certo mancate, sui temi oggetto della trattativa che nella prossima settimana diverrà centrale, iniziative significative e prese di posizione.
Nel dettaglio.
Incontro per il trasporto siciliano
Dal 1 giugno chi sbarca a Messina dovrà corrispondere un pedaggio per attraversare la città. Tale argomento, già trattato, ha generato l’incontro con il sottosegretario Giachino di martedì 1 giugno.
Nessuna marcia indietro da parte dell’amministrazione, nonostante l’interessamento del Governo. Un prossimo incontro è stato calendarizzato nella prossima settimana, l’11 giugno, per verificare se esistano ipotesi di soluzione, partendo proprio dalla questione di Messina ma senza dimenticare le questioni tipiche connesse ai problemi del trasporto insulare più in generale (Ecobonus, funzionalità dei porti etc). Il rischio che il Governo corre è che la vicenda Messina abbia a saldarsi con vertenze più generali che potrebbero innescarsi se il 9 giugno non si daranno soluzioni definitive e chiare ai temi aperti da molto tempo, che riguardano sia gli aspetti normativi che le certezze sulla spendibilità delle risorse destinate al settore. Ricordiamo che alcuni interventi in materia, grazie al costante e positivo interessamento del Rappresentante del Governo, hanno prodotto i primi risultati.
Alcuni provvedimenti sono divenuti esecutivi; bisogna ora accelerare, anche perché, nella fase delicata in cui si trova il Paese, è bene evitare passi falsi.
Costi della sicurezza
Si è rafforzata nel frattempo la campagna di disinformazione che alcune realtà della committenza stanno effettuando per indurre il Governo a non identificare soluzioni che consentano la possibilità di dirimere controversie nei rapporti di trasporto, avendo punti certi di riferimento rispetto ai costi della sicur
ezza.
In particolare si registrano due interventi. Il primo della Confetra che, sostenendo come la richiesta avanzata dall’Unatras miri a reintrodurre le tariffe obbligatorie, richiede alle confederazioni che nei scorsi giorni hanno dato vita a Rete Imprese Italia, di pronunciarsi contro l’istituzione delle tariffe obbligatorie. Abbiamo già avuto modo di illustrare che le richieste avanzate non sono queste. Questa azione portata avanti con insistente determinazione nel diffondere notizie poco attendibili dimostra quanto sia elevata la preoccupazione di chi teme che si possano introdurre quelle regole di trasparenza e tracciabilità, in attuazione del principio della responsabilità condivisa, introdotto dalla legge n.32/05.
L’intervento maggiormente pesante è tuttavia stato effettuato dal vicepresidente Confindustria che, confermando un evidente stato di agitazione, amplifica le stesse teorie di Confetra ma arriva anche a colpevolizzare Dario De Vico che ha redatto l’articolo sul Corriere della Sera cha ha messo in luce, con argomentazioni documentate, i fatti e misfatti del mondo del trasporto.
Sul blog del tg.com “Strada facendo” è riportato lo scambio intercorso tra il dottor Dario De Vico, chi scrive ed il vice presidente di Confindustria. Molte sono state anche le prese di posizione da parte di molti operatori ed il quadro che emerge appare molto chiaro.
Il sottosegretario Giachino ha, in modo evidente, di fronte il quadro della situazione ed ha avuto il tempo, ce lo auguriamo, di confrontarsi per raccogliere ogni indicazione utile. Siamo certi che è ben presente quanto si potrebbe verificare, soprattutto se il giorno 9 dovesse uscire una dichiarazione di fermo. auguriamoci che il Governo, impegnato in altre faccende, non si chiami fuori dalla vicenda.
Il 9 giugno può partire una macchina dai risvolti incerti e difficile da fermare.
Evoluzione in atto
La settimana di stasi ci ha consentito di effettuare qualche verifica per conoscere come il mercato del trasporto reagisca ai primi avvisagli di crescita. I ritorni non possono essere definiti negativi o poco confortanti.
Innanzitutto dobbiamo constatare un ripresa interessante del traffico autostradale con i livelli del fatturato che stanno avvicinandosi a quelli in atto agli inizi del periodo di crisi. Vi è tuttavia un ulteriore segnale che riteniamo molto più importante. Da più parti, e non solo in Italia, pervengono segnali che le committenze industriali e commerciali stanno proponendo contratti di durata triennale con clausole di adeguamento automatico per alcune voci di costo. Come contropartita le imprese di trasporto contrattualmente si obbligano ad investire in mezzi, informatica e in logistica. Si aggiunga che i prezzi concordati prevedono anche incrementi rispetto a quelli riconosciuti oggi.
Una considerazione occorre effettuare ed è che da parte dei committenti che guardano più lontano di altri vi sia una sorta di consapevolezza che verso la fine dell’anno o in quello entrante, potrebbe verificarsi una carenza di mezzi pesanti.
Ricordo agli inizi dell’anno nella rubrica Ruote d’Italia, allora pubblicata su Libero, prendendo a riferimento quanto il professor Alberto Quadrio Curzio, uno dei pochi economisti seri, aveva messo in luce, era stato ipotizzato che in prossimità del mese di giugno vi sarebbero stati alcuni segnali di ripresa. Affermare quando gli eventi si verificano che questi erano stati previsti è facile quando non esiste la possibilità di verifica. Per noi che avevamo visto giusto, il giornale Libero è un autorevole testimone.
Volendo ben guardare il fenomeno che vede una ripresa nella domanda di mezzi pesanti non deriva da un forte incremento della domanda. È ancora troppo timida e poco assestata. La crisi ha prodotto invece un accorciamento dei tempi di immobilizzo delle merci che sono ormai passati da cinque a soli due giorni. Per poter ridurre tali costi il sistema produttivo ha reso ancor più vulnerabile tutta la filiera della produzione affidandola nelle mani degli operatori del trasporto. Il che rende la funzione logistica ancor più determinante per competere.
Ora è necessario che gli imprenditori si comportino veramente da tali. Le condizioni per un forte recupero esistono bisogna saperle sfruttare incominciando a soddisfare in modo adeguato le nuove esigenze il sistema. La strada è una migliore organizzazione, senza attendere i soliti interventi da parte del Governo.
E’ possibile immaginare cosa potrà succedere quando la ripresa, è auspicabile, si rafforzerà. Come il sistema infrastrutturale del Paese saprà sopportare l’aumento di traffico? E’ una domanda alla quale la politica dovrà attrezzarsi per fornire una risposta. Certo che se le autostrade del mare non verranno in alcun modo potenziate e se il traffico combinato ferroviario continuerà, non solo a non essere nel modo adeguato incentivato ma proseguirà con il taglio dei servizi ferroviari di merci, il fenomeno della congestione esploderà; i tempi delle consegne si dilateranno; il Paese diverrà meno competitivo e si innescherà un nuovo circolo negativo.
Speriamo che tra una riforma della giustizia e le liti sulla legge che deve modificare le norme sulle intercettazioni vi sia il tempo di affrontare i temi fondamentali per la nostra economia.
La prossima settimana
Lunedì si avvierà con una consultazione alla Presenza del Consiglio per il Cnel e nella giornata di martedì è previsto presso la Presidenza dell
a Repubblica una cerimonia alla quale la Presidenza di Confcommercio sarà presente. In concomitanza si terrà la prima riunione della Consulta. Mercoledì sarà invece il giorno nel quale il Governo farà conoscere le proprie determinazioni sugli aspetti ancora da risolvere relativamente alle trattative in corso. Riprenderà anche alla Camera in Commissione l’esame al codice della strada e alle modifiche che ancora si intendono apportare.
Una settimana, dunque, che si annuncia interessante.
Alla prossima.
Paolo Uggè


