
Ugg? guida la Conftrasporto nel CNEL
18 Marzo 2010
FIS10050 – Iva comunitaria. Compilazione degli elenchi Intrastat. Nuovi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.
19 Marzo 2010Si è tenuta a Roma una manifestazione delle imprese di noleggio autovetture che protestano contro la mancata abrogazione, o per lo meno, contro la mancata proroga dell’entrata in vigore di alcune disposizioni modificatrici della legge che ne disciplina l’attività, introdotte dietro la pressione determinante della corporazione dei tassisti di Roma, appoggiati e sostenuti dallo stesso Sindaco Alemanno.
Da quanto è emerso, mentre tutto il restante mondo politico appare incerto sulla legittimità e correttezza delle disposizioni che dovrebbero entrata in vigore il prossimo primo aprile, con tetragona fermezza il Sindaco di Roma continua la sua pressochè solitaria battaglia per evitare qualsiasi modifica di quanto a suo tempo introdotto.
Ciò che però sconcerta e preoccupa maggiormente in questo ennesimo teatrino della politica nostrana, è quanto il Sindaco sostiene fino al punto di dichiarare di essere disposto a scendere in piazza con la fascia tricolore al petto se venisse cancellato ciò che ritiene essere una colonna inamovibile della nuova disciplina di settore quale da lui intesa.
Ebbene, anche uno studente al primo anno di giurisprudenza deve sapere, e se non lo sa sarebbe inevitabilmente bocciato che un principio di territorialità, come preteso dal Sindaco, che imponga un vincolo all’esercizio di una attività economica non può essere applicato ad una attività imprenditorialmente libera: ora che l’attività di noleggio legata al trasporto persone sia una attività libera non è una pretesa della categoria, ma la conseguenza di decisioni assunte in ambito comunitario e tradotte in norme esecutive in ambito comunitario ed attuative in ambito nazionale.
Pretendere che una attività del genere sia ristretta e vincolata al rispetto di ambiti strettamente territoriali, quali quelli dell’ente locale che ha rilasciato le relative autorizzazioni, significa o voler introdurre nell’ordinamento interno del nostro Paese una disposizione che lo porrebbe al di fuori del contesto comunitario, con tutte le conseguenze politiche ed economiche che ne possono scaturire o non conoscere affatto la materia e quindi parlare senza alcuna cognizione della realtà.
Per secoli abbiamo studiato ed applicato il sacro principio che la legge non ammette ignoranza; sarebbe preoccupante che proprio da Roma, quale “caput mundi” partisse la nuova crociata dell’ignoranza che vuole trasformarsi in legge.
Roma, 17.03.2010


