NOR14169 – Legge Regionale dell’Emilia Romagna in materia di autotrasporto, facchinaggio, movimentazione merci e servizi complementari.

13 Maggio 2014

NOR14170 – Contributi agli investimenti 2013. Arrivo delle prime lettere di ammissione ai contributi.

14 Maggio 2014

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14 Maggio 2014

In questi ultimi giorni abbiamo assisitito a curiose evoluzioni associative. Beninteso: tutte evoluzioni frutto di scelte fatte  a freddo, senza il coinvolgimento delle imprese iscritte, o per mancanza sostanziale di associati (trasporto unito che contava cinque iscritti ora ne fa due) o per un evidente scollatura con la propria base, come nel caso della Fita.

D’altronde è impensabile che quegli autotrasportatori  che si riconoscevano  nelle posizioni di Trasportounito e che hanno partecipato alla protesta dei forconi, si possano ora identificare nella politica associativa di Confetra che, notoriamente, tutela gli interessi degli spedizionieri e degli intermediari.

“Pagamenti a 30 giorni, perfezionamento dei costi minimi, reale renumerazione delle attese carico/scarico, stop all’intermediazione con regolamentazione della sub-vezione. E’ un fermo fra coloro che cercano di tutelare la categoria in modo autonomo, parlando solo con gli imprenditori dell’autotrasporto, ed altri che invece assumono direttive e imposizioni da confederazioni (capi confederali), i quali di fatto rappresentano gli interessi in primis i propri ed in secondo luogo quelli dei nostri committenti.” Queste sono le dichiarazioni testuali di Longo per la chiamata al fermo di qualche mese fa. Sarà riuscito a far cambiare idea su questi temi agli spedizionieri di Confetra che lo hanno accolto, o avranno  cambiato idea le imprese di autotrasporto che lui dice di rappresentare? Probabilmente nessuna delle due: in Confetra sono entrati Longo e Pensiero, non certo gli autotrasportatori!

E’ evidente come Trasportounito tenti  di recuperare un minimo di presenza ai tavoli dell’autotrasporto attraverso la Confetra, dopo aver certificato una totale inconsistenza associativa con il fallimento del fermo proclamato a dicembre.

La Confetra, invece, imbarca una sigla (vuota) dell’autotrasporto per ostacolare i processi unitari che ci sono nel mondo dell’autotrasporto e per acquisire un  titolo che le consenta di intromettersi nelle questioni dell’autotrasporto.

La Fita, che  intanto  vive un forte contrasto al proprio interno, materializzatosi  con la clamorosa e pesante  bocciatura della mozione della Presidente Franchini  nel rinnovo del consiglio di Fitalog,  rinnega tutto il processo fatto per arrivare ai costi minimi tanto da arrivare a chiederne l’abrogazione; rivendica la capacità di dialogo con la committenza e magnifica l’accordo fatto con l’aitec sul trasporto cemento. Ora, a parte il fatto che l’aitec è tra le organizzazioni dei committenti che hanno presentato ricorso contro i costi minimi, e un minimo di senso dell’opportunità avrebbe dovuto sconsigliare qualsiasi tipo di intesa,  ma veramente la signora Franchini crede che quel protocollo aiuti e dia risposte alle sue aziende? Per pudore, sarebbe meglio non parlare di un accordo che è completamente sbilanciato a favore della committenza e che non porta alcun beneficio alle imprese di trasporto.

Il contenuto di questa intesa con l’aitec ci preoccupa molto; infatti, questo accordo con i cementieri ci restituisce l’immagine di un’associazione importante, la Fita, che in questo momento si muove senza cognizione di causa.

Sentire i rappresentanti della Fita affermare che sono d’accordo con le posizioni di Confetra e Confindustria, vuol dire guardare il mondo alla rovescia: e’come guardare una partita della nostra nazionale e fare il tifo per la squadra avversaria !!.

Il momento è molto difficile e l’accordo con il Governo non sta producendo i risultati che ci aspettavamo e queste incredibili giravolte non aiutano il nostro mondo. La categoria deve  prendere atto che c’è chi è disposto a sacrificare gli interessi dell’autotrasporto per un proprio tornaconto personale, per affermare un proprio ruolo, per rincorrere un protagonismo che prescinde e supera le richieste e le esigenza dei propri iscritti.

IL PRAGMATICO