

Abbiamo appena chiuso l’anno 2002, affrontando la delicata tematica legata al corridoio n. 5 ed ai collegamenti alpini che subito ci vediamo costretti a commentare la rigidità degli attuali rappresentanti dell’Austria che ha impedito il 31 dicembre u.s il raggiungimento di un accordo sul sistema degli ecopunti, che ne regolamentano l’attraversamento. Il Governo austriaco, dimenticando di aver accettato all’atto dell’adesione alla UE che il sistema limitativo della mobilità delle merci avrebbe dovuto concludersi nel 2003, minaccia ora, anteponendo interessi economici nazionali ai principi che sono alla base del trattato comune, di boicottare ogni decisione Europea, per la quale necessita l’unanimità dei consensi, se non otterrà la proroga del sistema del contingentamento in atto, a tutto il 2006. Il tentativo è andato a vuoto solo perché il nostro Governo è riuscito ad impedire, con la fermezza necessaria e coagulando intorno a sé il consenso di altri Paesi, che l’ennesimo ricatto austriaco avesse successo. La disponibilità italiana e il senso di appartenza allo spirito europeo sono fuori discussione. La riprova sta nel via libera, dato dall’Italia unitamente ad altri 13 Paesi europei, nonostante che la proposta conclusiva di mediazione, avanzata dalla presidenza di turno della UE, comportasse ulteriori sacrifici per la nostra economia. Solo l’Austria ha resistito fino ad indurre la presidenza danese a ipotizzare aggiustamenti che sono però stati considerati inaccettabili dalla delegazione italiana e da altri Stati membri. Pieno e totale consenso, dunque, all’azione del presidente Berlusconi ed il ministro Lunardi che hanno, così operando, dimostrato di assegnare alla questione dei collegamenti alpini la centralità che le compete. Una conferma della consapevolezza del Governo, su tale argomento, è giunta dalla conferenza stampa di fine anno nel corso della quale il presidente del Consiglio ha voluto evidenziare lo stretto legame che sussiste tra sviluppo dell’economia, realizzazione di infrastrutture e collegamenti con i mercati europei. Aspetti questi fino ad oggi trascurati, causa l’idiozia di alcuni ambientalisti di mestiere e la subalternità a tale posizione, dimostrata da taluni uomini di Governo del passato. Avere la conferma che la questione trasporto merci è ben presente nei progetti del Governo è un fatto positivo che Conftrasporto condivide e sottolinea. La questione dell’attraversamento delle Alpi, con la criticità della posizione austriaca che rimane aperta e l’attuazione di tutti i punti dell’intesa Governo Autotrasporto, che dovrà anche rendere spendibili nel 2003 le risorse allocate in Finanziaria, rendono tuttavia ancor più necessari miglioramenti anche nella parte operativa e gestionale di quelle che sono state le scelte politiche, relative al trasporto merci. Per realizzare ciò sarà necessario allora individuare competenze e conoscenze esistenti, o nel caso ricercandone nuove, per garantire attraverso una adeguata esecutività di tali scelte il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Su tale aspetto Conftrasporto si attende dal Governo l’attenzione necessaria e, nell’interesse del Paese, è pronta ad offrire una collaborazione costruttiva.