

Ci sono vicende che fanno riflettere e forniscono spunti di riflessioni per analizzare e, magari, risolvere altri “casi”. Un esempio proviene dal dibattito che sta crescendo in Valtellina sull’assenza, ormai ventennale, di un Piano territoriale di coordinamento, previsto da una legge del 1990. Il risultato ? sotto gli occhi di tutti: una mobilit? compromessa da una fila di capannoni realizzati nel frattempo. Ovviamente le accuse sulle responsabilit? vengono rimbalzate tra i diversi schieramenti politici, che a turno hanno governato in quella che ? una delle pi? belle valli italiane. E intanto il Piano territoriale continua a restare sulla carta.Una storia che presenta diverse analogie con un’altra drammatica realt?: la strage infinita che ha per teatro le nostre strade. Da decenni tutti ne parlano, ma alle parole non seguono i fatti. Solo altri morti in incidenti. Domenica scorsa ? stata la giornata delle vittime della strada; da gioved? si terr? il salone internazionale della sicurezza stradale a Verona, indetto dall’Aci, iniziativa pi? che lodevole alla quale Fai Conftrasporto partecipa allo scopo di dimostrare come anche una efficiente gestione della logistica pu? essere una risposta concreta al tema della sicurezza. Una risposta che non pu? pi? attendere. Ne abbiamo avuto conferma lo scorso fine settimana: dopo i notiziari dedicati alle troppe vittime della strada, dopo i soliti, raccapriccianti numeri, le chiacchiere hanno lasciato come sempre spazio al silenzio, all’indifferenza. E, c’? da scommetterci, alla prossima strage il copione si ripeter?: familiari delle vittime continueranno a sentirsi umiliati, i politici a litigare e a produrre normative inefficaci, i cronisti a commentare i nuovi incidenti. ? ora di dire basta! I cittadini chiedono risposte al Governo che deve avere il coraggio di scegliere tra la vita di un uomo e altri interessi. ? arrivato il momento (a dire la verit? era gi? giunto da decenni) di dire basta alle disquisizioni sul livello del tasso alcolemico o sull’assunzione di sostanze stupefacenti, o alle modifiche del codice della strada che di fatto lasciano inalterate le cose. Quello che serve ? aumentare la qualit? dei controlli sulle strade: ? questa l’unica via da seguire se si vuole salvare delle vite umane, ridurre il numero di feriti che ogni anno, a migliaia, figurano in autentici bollettini di guerra. La gente ? in attesa di conoscere come si intende intervenire rispetto ai fatti segnalati da “Striscia la notizia” che ripetutamente, negli ultimi mesi, hanno mostrato comportamenti al volante che possono causare nuove tragedie. Comportamenti che possono essere eliminati attraverso quei controlli che gli autotrasportatori seri (ce ne sono molti in circolazione) chiedono e che non si realizzano come dovrebbero. Come non comprendere che questi episodi potranno ridursi solo se si cambia il modo di gestire la logistica? Fai Conftrasporto rivolge un appello al Governo: riunisca una Consulta di esperti ed emani un provvedimento d’urgenza sul quale, se necessario, ponga anche la fiducia, ma introduca norme semplici ed efficaci. Per evitare ai troppi familiari colpiti da un lutto di vedere liberi, grazie a qualche cavillo giuridico, coloro che, ubriachi o strafatti di droga, hanno ucciso i loro cari. Un appello viene rivolto ai media: perch?, anzich? limitarsi a riportare fatti di cronaca, non approfondire le cause di tanti eventi luttuosi mettendo in evidenza le lacune da colmare? I cittadini questo si attendono dai giornali: che tornino ad essere strumento culturale e, quando occorre, di denuncia. Documentata con numeri, date, che Fai Conftrasporto ? disponibile a fornire per creare una banca dati sulle stragi sulle strade. In modo che nessuno possa pi? nascondersi dietro un dito o una bugia. In modo che anche chi, fra i politici, non l’ha avuto fino a oggi, trovi finalmente il coraggio di intervenire.