
INT12022 – Trasporti Internazionali. Incontro tecnico tra l’Italia e la Serbia in materia di autotrasporto internazionale di merci.
19 Gennaio 2012
In Sicilia non c’è il fermo…ma la rivoluzione
19 Gennaio 2012Non per ascriverci dei meriti ma a questa conclusione eravamo giunti da qualche giorno. Oggi una firma importante del giornalismo italiano, Cazzullo del Corsera, descrive esattamente la situazione che si sta generando in Sicilia che utilizza la forza degli autotrasportatori per una operazione di evidente natura politica. Nella terra di Pirandello dove gli equivoci sono all’ordine del giorno, si sta contrabbandando una operazione della vecchia politica travestita da novità per continuare ad ingannare la gente che ha deciso di crederci. “Bisogna che tutto cambi perché niente cambi” così Tommasi di Lampedusa descriveva la sua strategia. E così temo sarà anche questa volta.
“E’ iniziata la rivoluzione in Sicilia! Stanotte tutti i tir ai presidi!
Gridiamo forte l’indignazione contro una classe politica di nepotisti e ladroni” ed ancora: “nelle prossime ore i manifestanti agiranno con maniere forti per chiedere al Governo regionale i provvedimenti adeguati. La rivolta diventerà nazionale”.
Una riflessione cosa c’entra con i problemi dell’autotrasporto?
Non perché non abbiamo a cuore i problemi degli operatori siciliani; ma perché vogliamo evitare che siano presi in giro un’altra volta così come accadde nel 2000. Dopo quindici giorni di fermo ottennero 140 milioni e tante promesse, nessuna delle quali è stata mantenuta.
Nessuno nega che in Sicilia vi sia una situazione esplosiva ma come descrive Cazzullo deriva da altre questioni tra le quali vi è anche l’autotrasporto locale. Perché lo hanno coinvolto? Semplice perché sono i tir che riescono a bloccare le strade.
Qualcuno potrebbe derubricare il tutto ad una questione siciliana ma commetterebbe un grave errore. Abbiamo la sensazione netta che vi sia chi tenti di trovare spazio per sé stesso e la propria organizzazione. Ci ha già provato, fallendo, altre volte. Ora si butta sul malcontento evidente del trasporto siciliano per cercare di coinvolgere anche altri operatori a livello più ampio.
Per fare chiarezza pubblichiamo le richieste che le associazioni che stanno generando problemi ai cittadini e all’intera economia siciliana hanno presentato come loro piattaforma. Non vogliamo commentare ma lasciamo ad ognuno la valutazione.
Le organizzazioni sindacali serie avanzano proposte sostenibili e non illudono gli operatori; non è serio. Qualcuno ha recentemente sostenuto che la nostra organizzazione si sarebbe opposta ad una richiesta dei trasportatori siciliani di intervenire sul regolamento comunitario che stabilisce i tempi di guida e di riposo.
Falso! Abbiamo sempre sostenuto che le richieste devono essere possibili e sostenibili. Illudere che si possa ottenere una deroga a livello comunitario risponde a tale logica.
Risponde al vero invece che abbiamo contrastato una proposta che non avrebbe mai ottenuto il consenso a livello comunitario ma avrebbe alimentato aspettative sbagliate ma non certo risolto il problema
Una domanda ci assilla: come mai le associazioni locali dell’autotrasporto che stanno mettendo a disposizione di altri obiettivi la forza della categoria non hanno ritenuto di chiedere che la Regione vincoli i benefici concessi alle imprese locali al riconoscimento dei costi minimi di sicurezza ai trasportatori? Eppure tra le richieste vi è inclusa la questione delle “tariffe della sicurezza”. Forse perché era una cosa che aveva proposto noi ed era possibile in quanto già prevista da una legge nazionale?
Riteniamo che la questione in Sicilia debba quindi essere inquadrata nel suo vero alveo.
Una situazione drammatica ed esplosiva ma che con i problemi del trasporto nazionale ha poco a che vedere. Non facciamoci prendere in giro.




