
Incentivo all’occupazione per le aree svantaggiate.
21 Marzo 2008
Modello 770-2008 Semplificato. Proroga del termine di presentazione.
25 Marzo 2008Mi sembrava, con le osservazioni contenute nell’invito ad evitare di farci male, di aver richiamato l’attenzione dei nostri operatori su talune operazioni disinvolte, messe in atto da persone che si rivolgono agli imprenditori proponendo soluzioni miracolistiche di non facile applicazione, che rischiano di ingenerare aspettative difficilmente realizzabili.
Ci troviamo di fronte a due modi di concepire le soluzioni per fornire alle imprese nazionali opportunit? di crescita.
Il ricorso a vecchie forme di tutela, difficili a realizzarsi in un mercato europeo e la scelta di supportare quelle imprese che intendono sfruttare le opportunit? derivanti dalla globalizzazione.
La Fai ritiene che non sia il ricorso a forme di protezionismi che favorisca la crescita delle imprese in un mercato nel quale operatori di 25 Paesi si confronteranno secondo le regole del libero mercato.
Riteniamo che perseguire la strada del rispetto delle regole sia pi? utile, pi? funzionale perch? e, questo ? per noi di estrema importanza, applicabile anche ai concorrenti che provengono dall’estero.
A coloro che non ritengono questa essere la strada adeguata vorremmo proporre una semplice riflessione sulle ragioni per le quali la tariffa obbligatoria, che definiva per legge prezzi e condizioni non abbia funzionato.
Le motivazioni sono di diversa natura ma in particolare, e questo ? sempre stato segnalato in ogni occasione di incontro con la categoria, la mancanza dei controlli era determinante per la non applicazione della legge.
Ecco quindi la chiave vera per ottenere il rispetto di normative: i controlli.
Quando si parla di riforma del settore sbagliata o addirittura di controriforma sarebbe necessario prima domandarsi se siano state effettuate le verifiche della riforma in base ai controlli effettuati.
Se non si vuol fare solo della demagogia spicciola si dovrebbe riconoscere come i controlli, elemento importante sul quale la riforma si regge, non siano stati realizzati, secondo le modalit? concordate, ma anche come il necessario confronto con le parti, che avevano contribuito a definire i contenuti delle modifiche al sistema, non si sia realizzato.
La semplice riproposizione di un sistema che riproduca quanto per pi? di vent’anni non ha funzionato ci sembra poco logico.
Preferiamo allora seguire la strada intrapresa pretendendo che le disposizioni contenute nella legge n?32 siano applicate. Siamo convinti che cos? si potranno tutelare e contemporaneamente favorire le condizioni di crescita dei nostri imprenditori.
Comprendiamo, anche se credo ci sia consentito di non condividere, le opinioni sostenute da coloro che non condividono la nostra impostazione. Qualche perplessit? ci sovviene dalla reale possibilit? che le teorie, piuttosto accattivanti per una parte di categoria, si possano realizzare concretamente.
Ci permettiamo evidenziare infatti che le modifiche e le eventuali integrazioni avvengono nelle apposite commissioni ministeriali dove, in virt? delle disposizioni contenute nella riforma, nuove aggregazioni associative dovranno attendere tempi non brevi, per acquisire il diritto di essere ammesse a partecipare ai tavoli di discussione, e comunque dimostrare la necessaria e adeguata rappresentativit?. Aggregarsi a nuove formazioni rischia di essere dunque inutile
Ci poniamo allora una semplice domanda: se dietro queste nuove aggregazioni non possano celarsi interessi personali di soggetti che per svariate ragioni o scelte individuali non appartengono a realt? associative oggi gi? legittimate a partecipare agli incontri. Perch? invece non compiere uno sforzo di aggregazione e cercare di inserirsi, nel rispetto dei rispettivi statuti, in quelle realt? associative gi? esistenti? Iniziative a s? stanti rischiano di essere solo interpretate come esigenze personali di chi, trovandosi escluso dagli organismi del ministero tenti di utilizzare il disappunto di alcuni imprenditori per raggiungere un personale obiettivo.
E’ bene comunque far conoscere che, se mai un giorno riuscissero a reinserirsi negli organismi di consultazione del ministero, non muter? nulla. I processi decisionali seguono altre logiche per cambiare le quali non servono tante associazioni bens? una sola organizzazione pi? forte.
Ritengo che questa utile riflessione consenta a coloro che, credendo di risolvere problemi complessi si affidano a personaggi di ieri, che magari non esitano a fornire consulenze a committenti in vertenze tariffarie contro autotrasportatori , di ritrovarsi alla fine delusi e con un pugno di mosche in mano.
Paolo Ugg?


