In Italia non si fanno controlli sui TIR

Ugg?:”Italia deferita alla Corte di Giustizia a causa della carenza dei controlli”

3 Aprile 2008

Carta di qualificazione del conducente (CQC). Avvio del meccanismo di decurtazione punti.

4 Aprile 2008

Ugg?:”Italia deferita alla Corte di Giustizia a causa della carenza dei controlli”

3 Aprile 2008

Carta di qualificazione del conducente (CQC). Avvio del meccanismo di decurtazione punti.

4 Aprile 2008

Italia alla Corte U.E.

Non ? una delle innumerevoli prese di posizione da parte nostra ma ? il testo del comunicato stampa, diffuso dalla Commissione trasporti europea, con il quale si da notizia del differimento del nostro Paese alla Corte di giustizia per non aver ottemperato a quanto previsto dalla direttiva in materia di controlli sui mezzi pesanti.

Questa prevede che, a partire dal 1 Aprile 2007, ogni Paese aderente incrementi gradualmente i controlli per assicurare il rispetto delle norme sulla protezione sociale e sulla sicurezza stradale.

Il Re ? dunque nudo!

Conftrasporto che da sempre evidenzia, per la verit? lasciata sola anche da quelle associazioni che a voce chiedono il rispetto delle regole ma poi non sostengono le iniziative necessarie, vede cos? riconosciuta l’attendibilit? di quanto sempre affermato circa l’insufficienza dei controlli. Uno dei cardini della politica dei trasporti, attraverso il quale si possono ridurre i gravi comportamenti che distorcono la concorrenza e che sono messi in atto soprattutto dai concorrenti esteri, sicuri dell’impunit?.


Viene a cadere anche una delle grosse operazioni mistificatorie che alcune rappresentanze, in modo strumentale, da tempo, stanno tentando di far passare nella categoria.

La riforma della liberalizzazione regolata, sarebbe a loro dire, la causa della situazione nella quale si trovano le imprese. A sostenere tale tesi anche alcune forze politiche, spalleggiate da quelle confederazioni che hanno sospeso il fermo di dicembre e qualche associazione locale che, per dimostrare la propria esistenza, ogni tanto organizza una dimostrazione, mettendo in fila una cinquantina di automezzi, per farli sfilare sul raccordo anulare di Roma.

Giova riportare alla memoria dei detrattori, ?a prescindere?, della riforma che questa si basa su tre elementi: la responsabilit? condivisa; il rispetto delle regole sociali e della circolazione; i controlli utili per monitorarne le conseguenze. Appare chiaro che sono dunque i controlli l’ elemento sul quale si determina il funzionamento delle nuove norme.

Per questo Conftrasporto ne ha fatto una battaglia irrinunciabile, arrivando al punto di dichiarare la propria disponibilit? a destinare a tale attivit? quelle risorse destinate al settore a pioggia, se finalizzate a sostenere il costo dei maggiori controlli.

Su questa proposta nessuno fino ad oggi ci ha seguito. Si ? preferito rincorrere chimere per nulla raggiungibili e illudere gli operatori che con l’ottenimento di taluni obiettivi la loro condizione sarebbe mutata.

Ora la notizia che giunge inaspettata dalla Commissione europea mette innanzitutto in mostra le bugie che dai ministeri competenti sono state propinate in riunioni sempre pi? diluite nel tempo e poco utili; in secondo luogo dimostra come i giudizi espressi sul malfunzionamento della riforma siano solo pretesti per nascondere le proprie incapacit? a tutelare la categoria ma forse per compiere un compito assegnato da confederazioni contigue al Governo. A pagare le conseguenze purtroppo i pi? deboli; cio? gli autotrasportatori.

Conftrasporto non ha mai sostenuto che la riforma sia la risposta alle difficolt? del settore. Potrebbe anche emergere che alcuni contenuti siano da cambiare. Contesta duramente invece le condanne prima delle verifiche. Sono proprio coloro che nulla hanno fatto per pretendere il rispetto di quanto contenuto in protocolli di intesa, per la parte relativa alla riforma, che ne hanno favorito la mancata applicazione.

Oggi la verit? arriva dalla Comunit? europea. Ci racconta che dal mese di Aprile il nostro Paese non ha dimostrato di aver dato attuazione a quanto previsto dalla direttiva comunitaria sui controlli.

Non ? pi? la Conftrasporto a rendere pubblica questa mancanza bens? un organismo europeo.

Ristabilita la verit? si tratta di riprendere la strada adeguata interrotta. Abbandoniamo le vie che non hanno prodotto risultati positivi e perseguiamo realmente l’unico percorso, veramente utile a stabilire che in un mercato libero si possono dare attuazione ai principi del mercato; basta imporre per tutti il rispetto delle regole.

Paolo Ugg?

Fonte:
Redattore: Paolo Ugg? – Presidente FAI