Covid – 19: Nuova ripartizione delle Regioni nelle tre aree di rischio

9 Dicembre 2020

MIT – prorogata la durata delle autorizzazioni ai trasporti eccezionali, al 90° giorno dalla cessazione dello stato di emergenza.

9 Dicembre 2020

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9 Dicembre 2020

IL PUNTO di Paolo Uggè

 

09 dicembre 2020

                                              GOVERNI CHI E’ STATO SCELTO DAI CITTADINI NON TECNICI “D’AREA”

 

Non so se e quando saranno utilizzati i forconi. Temo che il momento si stia avvicinando. Non si può andare avanti più a lungo! L’ultima ipotesi della Task force di 300 esperti annunciata dal Governo è una scelta non facile da accettare sia politicamente che dal punto di vista costituzionale. A quanto si legge sui giornali la gestione delle risorse provenienti dall’Europa dovrebbe essere affidata ad una task force nominata dal Governo. Sicuramente saranno esperti. Basta che non ripetano gli exploit di quelli che hanno gestito la pandemia. Ma la domanda vera è se il Parlamento ed i Ministri, da questo nominati, concordino sul fatto che vi sia un “esperto”, a “gestire” le risorse pubbliche. Una scelta che ha sollevato dubbi sulla aderenza ai principi della Costituzione che assegna al Popolo il potere di scegliere da chi essere amministrato. Leggendo il testo presentato dal Governo che ipotizza interventi non si può che concordare. Quello che va definito, ed in fretta sono i tempi e la disponibilità delle risorse.

Riassumendo: abbiamo un Premier non eletto! Un Ministro della Salute che ha ottenuto poco più di tremila preferenze nelle ultime elezioni. Un medico? Assolutamente no! Ha avuto esperienze in campo sanitario? Va bene che se abbiamo sopportato la precedente Ministro si può anche accettare l’attuale (Lorenzin e Speranza qual è la differenza?’) Ma la salute va affidata a chi l’ha studiata ne conosce i parametri.

Ora pare che gli italiani siano guidati da questa nuova Task force. Ma la figura del Ministro che ruolo va ad assumere? A chi risponderà l’esperto? A chi lo ha designato? Non certo al Parlamento con il quale non può avere alcun rapporto (non è abilitato ad entrare neppure in Aula). Dopo la vicenda delle mascherine dei guanti e dei banchi, ora rischiamo di confrontarci sulla politica dei trasporti con chi non conosce quanto e perché è stato fino ad oggi portato avanti con l’attuale Ministro? Possibile non si comprenda che il vero problema è avere persone che abbiano le conoscenze e l’esperienza?

Purtroppo non possiamo dimenticare i “consiglieri” del principe. Il tuttologo Arcuri che oggi è divenuto un esperto di logistica del freddo, fino a ieri ha gestito la fase della pandemia con i risultati che abbiamo tutti sotto gli occhi. Forse per il bene di tutti noi sarebbe interessante sottoporlo ad esami sulla logistica per comprenderne il livello.

I ristoranti e gli albergatori rischiano di non riprendersi più; i pubblici esercizi dimostrano, pubblicando delle pagine sui giornali (a loro la nostra solidarietà) la precarietà nella quale sono lasciati, le palestre, i centri che aiutano i giovani a fare dello sport in procinto di definitiva chiusura, l’economia alpina con il calo di consumi e presenze è allo stremo. Cosa si può attendere il leader se non di svegliarsi una mattina con i forconi sotto casa?

Abbiamo parlato di Arcuri, genio multiforme che spazia dalla gestione delle emergenze alla logistica per la distribuzione del vaccino. Non parliamo poi dei “leccaculo travestiti da ribelli” (così li definiva Giorgio Gaber in alcuni suoi monologhi) che pur di fare da sponda ai detentori del potere proseguono nel lanciare allarmi non sempre reali sui dati ognuno utilizza procedure diverse; i dati sui decessi non si sa se dipendano tutti da Covid o abbiano patologie pregresse. Insomma mi pare esiste una gran confusione. Naturalmente non si evidenzia che i deceduti, come risulta dai dati dell’ISS, possano essere soggetti che da tempo erano sofferenti. L’importante è trasmettere alla gente messaggi di natura politica che questi “elevati” governanti stanno operando per il nostro bene.

A proposito di elevati, credo che la dimostrazione della loro superficiale incapacità l’abbiano fornita con le nuove limitazioni alla libertà introdotte per il prossimo periodo natalizio.

Secondo questi pensatori il fatto che due comuni siano distanti cinque kilometri in una provincia è identica a quella che esiste tra zone periferiche di province di città come Roma o Milano. Qual è la ratio?

Credo che avere Ministri Boccia e Speranza con i loro esperti, non abbia aiutato il Paese e le imprese. Se fosse stato per loro, non dimentichiamolo, le conducenti ed i conducenti dei mezzi pesanti sarebbero stati trattati come bestie. (per la verità il problema è tutt’altro che completamente risolto e questo grazie al ministro competente(?) che ha negato la possibilità di consentire deroghe per alberghi situati su strade provinciali). Un uomo sensibile non c’è dubbio. Un ulteriore esempio arriva dalle scelte “sicuramente di alto valore scientifico”. Ebbene alcune regioni del Nord dovrebbero passare presto da zona arancione a quella gialla. Questo consentirebbe la ripresa dell’utilizzo delle attività sportive nei centri adeguati ma solo se all’aperto! Va bene che le zone dalle quali provengono questi super geni sono situate dove il freddo non è certo paragonabile a quello che si percepisce nelle regioni del Nord. Ma o si mantiene il divieto, ed è una scelta, ma non prendiamo in giro la gente mostrando oltre tutto superficialità.

Poiché esiste la necessità di fornire notizie supportate, visto che talune potrebbero essere frutto di fake news, dopo averne accennato prima, termino riportando alcuni dati, ripresi dal “Fatto Quotidiano”, che ha fornito dei dati provenienti dall’ISS. (Istituto Superiore della Sanità) sulla situazione epidemiologica.

Al 2 dicembre l’età media dei deceduti è di 80 anni e solo 1,2% under 50. Il 97% dei deceduti aveva malattie preesistenti. Nella seconda ondata il 40% si è verificato nelle regioni del centro sud. Un forte incremento rispetto alla prima fase nelle quale l’85% dei decessi si verificava al centro nord. Il virus dunque si è diffuso.

Sulle patologie preesistenti, infine, più dell’84% ne soffriva due o tre.

Ho voluto aggiungere questi dati ufficiali in quanto ritengo che anche avere la conoscenza scientifica di questi eventi sia un modo di fornire da parte del Punto, notizie ufficiali riportate da fonti credibili su una vicenda che ci vede tutti coinvolti.

Cordiali saluti.

09 dicembre 2020