FRM20616 – Oggetto: Accesso alla professione di autotrasporto. Decreto dirigenziale per l’attivazione della formazione a distanza.

18 Dicembre 2020

Rapporto 2020, relativo alla “Produzione di statistiche sull’incidentalità nei trasporti stradali, anche con riferimento alla tipologia di strada”.

18 Dicembre 2020

FRM20616 – Oggetto: Accesso alla professione di autotrasporto. Decreto dirigenziale per l’attivazione della formazione a distanza.

18 Dicembre 2020

Rapporto 2020, relativo alla “Produzione di statistiche sull’incidentalità nei trasporti stradali, anche con riferimento alla tipologia di strada”.

18 Dicembre 2020

IL PUNTO di Paolo Uggè

18 dicembre 2020

Natale è ormai alle porte e mi auguro che tutti, nonostante le incontestabili difficoltà del momento, ci apprestiamo a vivere la Festività nel modo migliore che possiamo, anche in relazione a come ci verrà consentito. Credo che neppure nel Burundi a distanza di pochi giorni dell’inizio festività non venga comunicato alla gente come comportarsi. Vergogna!

 

Alcune riflessioni personali:

Non accetto che il Capo della Chiesa decida di anticipare la nascita del Cristo solo perché glielo impone un Esecutivo, guidato da un “signore”, mai votato. Da credente subisco e ubbidisco anche se dissento e non condivido.

 

Non accetto che a pochi giorni del periodo natalizio si scateni la baraonda tra “tecnici e politici” tra chi è più oltranzista e chi pare essere più “buonista” determinando una situazione indegna, anche perchè Il conto e le conseguenze delle incertezze le pagano i cittadini e le imprese.

 

Non accetto che vi sia una parte della classe politica che pensi solo ai propri interessi, siano essi derivanti da  natura economico- finanziaria, o dalla semplice gestione del potere.

 

Trovo inaccettabile che non vi sia, tra chi dovrebbe rappresentare il Popolo, qualche leader che non lavori per cercare una soluzione tale da costruire un Esecutivo, in grado di gestire in modo coeso la situazione difficile, sia dal punto di vista economico che sanitario. Le conseguenze delle improvvisazioni e delle palesi incapacità sono evidenti a tutti noi.  Mi permetto di richiamare alla mente di ognuno di noi che siamo passati da una definizione sul Covid: ”poco più che una influenza; alla situazione che oggi viviamo.”  Ribadisco sia una vergogna e segno di mancanza di rispetto quello che a distanza di otto giorni stia succedendo.

 

Mi stupisco che vi possa essere in una democrazia compiuta chi imponga ai cittadini limitazioni, che riducono le libertà che la Costituzione garantisce. Il tutto nel silenzio assordante di una stampa che  rinuncia ad evidenziare questi comportamenti lesivi dei diritti delle persone. Il dubbio che vi sia un combinato disposto Finanza- editoria-politica è legittimo che sorga.

 

Non accetto che non vi sia chi ribadisca come il Presidente della Repubblica, solo qualora non vi fosse una maggioranza in grado di governare, dopo aver sentito i presidenti delle Camere, possa  procedere allo scioglimento delle Stesse. Questa prassi, sempre attuata, talvolta è utilizzata per indurre coloro che sono contrari ad un nuovo Esecutivo a mantenere comunque in piedi una maggioranza. Si dice che se cade l’Esecutivo le elezioni sono obbligatorie. Balle! Si ricerca sempre una maggioranza adeguata. Ma questo non è evidenziato da chi informa. Il messaggio che si tenta di far passare è che se il Governo dovesse cadere il ricorso alle urne sarebbe automatico. Invece non è così!

 

Potrei proseguire ancora ma mi limito qui e passo ad altro. In questa situazione abbiamo rappresentanti e forze politiche nazionali ed estere che si occupano dello stress che l’Italia procurerebbe ai clandestini con il proprio comportamento  accusando maltrattamenti nei confronti dei migranti (chiaro che se provati andrebbero repressi), ma  poco o nulla fanno per tutelare i nostri cittadini quando all’estero sono privati dei loro diritti, (il caso Regeni è un esempio. Troppe volte si sono fatti prendere in giro, per di più pagando.) Non basta! Questi che hanno il coraggio di definirsi nostri rappresentanti passano il tempo a discutere sui possibili scambi nei posti nel  governo, di omofobia, di legge elettorale, etc, dimenticando che oggi il tema centrale è il lavoro e la gestione della fase della pandemia. Qui siamo arrivati al massimo della sfrontatezza. Dopo aver garantito che non vi sarebbe stato alcun nuovo lockdown, grazie alle misure attuate, oggi si prevedono zone rosse e divieti di spostamenti anche tra comuni limitrofi, distanti qualche centinaio di metri. Una follia!

 

“La moralità di un uomo la si misura dal rispetto della parola data”. Qui si modificano disposizioni di legge che impattano con la vita e l’attività di tanti operatori. Negli interventi sulla gestione della pandemia in pochi giorni si cambiano le scelte. Non è passato molto tempo dalle decisioni sulle zone tutte gialle e, senza che risultino evidenti peggioramenti generali, i dati sono evidenti, si è stravolge tutto. Prima si favoriscono gli acquisti e le aperture irrazionali, poi si denunciano gli assembramenti  che invece dovevano essere evitati con estrema fermezza, e quel che è peggio si incolpano i cittadini. Non si puniscono coloro che non utilizzano le mascherine o non mantengono le necessarie distanze ma si arriva ad ipotizzare interventi nelle abitazioni private per verificare il numero dei presenti. (a quando il ricorso alla Stasi?)

 

Speriamo che prevalga, se non in tutti almeno in qualcuno, il raziocinio. Qui non si tratta di negare o meno l’esistenza di una condizione  ma evidenziare l’incertezza e dare indicazioni chiare e utili.

 

In aggiunta apprendiamo dai giornali che in altre nazioni starebbero per somministrare il vaccino mentre il nostro “grande esperto” pare vicino, ma ancora non si conosce, ad individuare una soluzione per dare il via alla vaccinazione. Nel contempo al ministero della Salute il si apre un contenzioso tra un vice ministro (che penso abbia ragione) e dei dirigenti ministeriali. Ma il capo del Governo e lo stesso ministro perché non assumono immediatamente, dopo aver appurato i fatti, decisioni adeguate?.  Non ci vuole molto. I dirigenti hanno, oppure no attuato le competenze previste? Se la risposta è negativa siano sollevati dall’incarico.

 

La speranza non può allora che indirizzarsi nei confronti della Figura che rappresenta tutto il Popolo italiano e la Nazione. E’ evidente che anche per il Presidente della Repubblica esistano vincoli costituzionali ma la Sua saggezza e la profonda conoscenza del diritto (non dimentichiamoci che è stato giudice costituzionale) è in grado di trovare le soluzioni adeguate per ridare fiducia nelle Istituzioni ai cittadini ed a tutti coloro che lavorano per il Paese. Se ne sente la necessità. Basta fare un giro tra la gente per rendersene conto che stiamo giungendo al limite.

 

Come ho già detto più volte queste riflessioni sono miei personali punti di vista ma ritengo di dover anche segnalare valutazioni diverse rispetto al pensare comune generato da un “grande Fratello”. Se qualcuno li condivide è autorizzato anche a riprodurli.

 

A tutti voi giungano i miei migliori auguri per un Natale di serenità e di pace, soprattutto interna. Che Gesù Bambino ci aiuti.

18 dicembre 2020