

Non è mai bello sostenere che alcuni concetti erano stati ipotizzati ma, alla luce di quanto sta verificandosi non è da vanagloriosi, anche perché non ci sarebbe nulla di cui gloriarsi, il farlo.
Avevo da tempo sostenuto che alla ripresa ci saremmo trovati di fronte a situazioni difficili da affrontare e mi pare che sia i dati economici che occupazionali, anche se segnali di ripartenza sono evidenti, (li definirei di rimbalzo più che ripresa) non sembrano essere così ottimali.
Andando per ordine non si può negare che la situazione sanitaria, anche se occorre avere prudenza ed attendere l’esito della ripresa delle attività scolastiche, pare avere intrapreso una via nuova. Certamente il merito è da attribuirsi in gran parte alla intensificazione dei vaccini. Per questo occorre farvi ricorso.
La strada scelta dall’Esecutivo è ben comprensibile, e tuttavia dimostra, a mio avviso, poco rispetto verso i cittadini. Un governo che li rispetti, di fronte ad un fatto così impattante per la salute pubblica, (infatti è stato dichiarato lo stato di emergenza), si assume la responsabilità di rendere obbligatoria la vaccinazione. Ritengo fortemente sbagliato il tempo perso con l’invenzione del green pass. Altra cartaccia ed un ulteriore strumento di controllo. Così come per altri vaccini anche quello contro il Covid deve essere obbligatorio. Non esiste il green pass sulla polio, sul vaiolo o sul morbillo, etc. Così invece si utilizza uno strumento che sottopone ad un controllo i cittadini. Insomma si “sovietizza” l’Italia, oltre tutto con un atto di incerta e dubbia costituzionalità.
Questa scelta aggiunge elementi di tensione che si vanno ad aggiungere alle situazioni legate alle condizioni economiche che si annunciano in netto peggioramento per la gran parte dei cittadini. Chiusure di attività, incrementi del costo di servizi indispensabili, delle tasse, limitazioni della libertà, cessione di sovranità a dei nuovi soggetti. Un clima da non sottovalutare.
Da non ignorare poi il tema dell’inquinamento che rischia di agire come un detonatore in quanto finirà per coinvolgere tutte le componenti economico-sociali. Anche in questo caso si dovrebbe valutare cosa, con la necessaria attenzione, produrrà il passaggio ad altre fonti energetiche che derivano dalle scelte solo frutto della politica ambientale. Sul sito di Conftrasporto si trova una raccolta di articoli che affronta il “tema dell’ inquinamento” globale, assumendo a riferimento anche i cambiamenti climatici che nel corso degli anni hanno interessato il pianeta. Gli autori sono autorevoli scienziati ed esperti, non ragazzini o personaggi più che altro autoreferenzali. Ne consiglio la lettura.
Emerge un dato incontestabile ed è relativo all’assunto come l’inquinamento sia un elemento universale. Se le decisioni in merito riguardano un Continente, o peggio ancora alcune nazioni, penalizzeremo alcune a differenza di altre. Se poi, come sta avvenendo, si punta ad intervenire su una sola attività, e ad attribuire, senza considerare i dati reali, la responsabilità dell’inquinamento ai trasporti, non valutando quelle che saranno le conseguenze economiche, l’impatto che le misure immaginate avranno per alcune economie e non per altre determineranno disparità notevoli. Non sono argomenti da sottovalutare. Gli interessi e le sensibilità sono diverse ed un esempio recente lo dimostra. Non appena si è ipotizzata la necessità, per un Paese come il nostro, di far ricorso all’energia nucleare di ultima generazione, si è scatenato un diluvio di proteste da parte di vetero ambientalisti che ha rischiato di mettere in crisi l’Esecutivo e costretto un ministro, che conosce tali argomenti, a fare marcia indietro.
Una evidente convinzione ideologica che non tiene conto quanto costi al Paese, alle sue imprese ed ai suoi cittadini la scelta di accelerare sui temi ecologici, a prescindere. L’energia nucleare sicura è presente nei paesi confinanti, che oltre tutto la “vendono” all’Italia, ed è utilizzata nelle maggiori economie mondiali che competono nel mercato globale. Ma noi pensiamo davvero che dalla sera alla mattina si possa registrare il cambiamento energetico globale? E ci domandiamo quali sono le fonti oggi esistenti di energia? Che ci debba essere una maggior attenzione alle fonti di inquinamento è indubbio; che si debba puntare a fonti energetiche sicure è giusto; ma la gradualità, il mettere tutti allo stesso livello sono le scelte che devono prevalere. Ambiente, economia, sicurezza e salute devono marciare insieme.
La nostra economia pagherà le conseguenze che si scaricheranno su tutti, (Imprese e cittadini). Gli ingredienti sembrano esserci tutti per evoluzioni negative che possono anche generare proteste non certo facili da gestire. In questa situazione occorrerebbe una alleanza solida tra rappresentanze democratiche e non fondate sull’ideologie, forze politiche, non dedite alla demagogia, per tutelare il futuro del Paese. Non siamo usciti da una fase epidemica, (nella quale ci hanno cacciato agli inizi, Speranza, Conte, Arcuri e soloni in virologia o ideologhi vari) per cambiare in peggio. Evitiamo oggi di incorrere in una crisi più generale. Il Presidente del Consiglio ascolti e decida. Certamente non la indovina sempre e forse dovrebbe ascoltare di più e poi scegliere. A Noi spetta l’onere di ritrovare il senso di essere una Comunità o si rischia di entrare in una nuova fase con ripercussioni ancora più pesanti.
17 settembre 2021