
NOR09046 – Oggetto: Riforma Autotrasporto. Parere richiesto da Conftrasporto.
20 Febbraio 2009
Principali adempimenti fiscali e previdenziali. Mese di Febbraio 2009
23 Febbraio 2009Per ora ? solo un documento di studio, al quale dovranno seguire la decisione dei ministri e l’eventuale realizzazione, ma il tentativo dei Paesi situati al di sopra dell’arco alpino ? preoccupante. Non ? una novit?, ma la pervicacia di certe economie, che hanno l’interesse a ostacolare il trasferimento delle merci prodotte o trasformate in Italia sui mercati europei, dovrebbe preoccupare il nostro governo e coloro che rappresentano il mondo produttivo e dei consumi. Il grimaldello ? sempre quello: il rispetto dell’ambiente. Ecologismo di facciata per nascondere quello che da tempo (prima gli ecopunti, poi i divieti notturni e, non ultimo, il protocollo trasporti) si sta portando avanti: far passare operazioni economiche come iniziative atte a tutelare l’ecologia. Nessuno in Italia sembra esserne al corrente, anche se il documento circola ed ? stato anche oggetto di un confronto venerd? 6 febbraio alla presenza dei rappresentanti della Commissione europea e di quei Paesi che hanno aderito alla cosiddetta “dichiarazione di Zurigo”. Dopo averne visionato il contenuto ci domandiamo quale siano le vere ragioni di non avviare un confronto con le associazioni che rappresentano gli interessi economici presenti nel Paese. La Svizzera ha assunto l’iniziativa, alla quale hanno aderito Germania, Austria, Italia, Francia e da ultimo la Slovenia. ? stato commissionato lo studio che ha il compito di realizzare “nuovi progetti per la regolamentazione del trasporto su strada transalpino basato sul meccanismo di prenotazioni e su una costituenda borsa noli”. Una vera bomba a orologeria. Lo schema che il governo elvetico sostiene da diversi anni trova il suo completamento e sostegno nell’Austria in particolare, che gi? dovette subire nel 2005 il superamento del sistema degli ecopunti preteso, anche allora, con intenti ecologici per l’ingresso nella Comunit?, ma che in realt? produsse una forte espansione del trasporto su strada austriaco. In Italia l’incremento dei tir austriaci fu di circa l’80%. Il tentativo di introdurre limitazioni alla circolazione stradale sui grandi assi di comunicazione che consentono ai Paesi periferici di far giungere sui mercati centrali europei i loro prodotti, ostacolato dalla Comunit? europea, ? stato ulteriormente perfezionato, in questi ultimi dieci anni, attraverso la Convenzione delle Alpi, della quale ? parte integrante il protocollo trasporti. Sottoscritto dall’allora ministro Bersani, non ? stato ancora ratificato dal nostro governo che pretende giustamente alcune misure a salvaguardia per la nostra economia. In sostanza, partendo dalla condivisibile esigenza di tutelare il patrimonio ambientale, si mira a introdurre ostacoli e sovrapprezzi alla circolazione stradale dei mezzi pesanti. Se fosse una misura a tutela dell’ambiente, qual ? la ragione di penalizzare la parte di trasporto, quello pesante, che copre solo il 15 per cento del traffico? Fai Conftrasporto ha gi? avviato contatti con i competenti organismi europei segnalando l’evidente violazione dei fondamentali principi che stanno alla base del trattato europeo. I primi riscontri non inducono a pessimismo, anche se la prudenza ? d’obbligo. Sussisterebbero perplessit? circa la possibilit? di dare attuazione a borse noli e sistemi di prenotazione, almeno fino a quando non esistano le modalit? alternative. Diviene necessario che su tale questione si realizzi allora un fronte comune. Non ? possibile che Fai Conftrasporto sia riuscita a ottenere informazioni che il governo sembrerebbe ignorare. Oggi Libero lo informa; e noi attendiamo fiduciosi.


