
Un messaggio a tutti gli autotrasportatori: grazie per i sacrifici che state sostenendo
10 Dicembre 2007
Chieste al Governo ulteriori iniziative a sostegno del trasporto delle merci in Sicilia e Calabria, a causa delle difficoltà determinate dalle restrizioni al traffico sulla Salerno Reggio Calabria
10 Dicembre 2007Dal quotidiano Libero del 30 novembre 2007 Rubrica L’intervento. Lettera aperta al Direttore di Libero, del Presidente FAI On. Paolo Uggé. La paradossale situazione creatasi sull’importante questione dell’accertamento dell’assenza di tossicodipendenza.
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Gentilissimo direttore,
sapevamo da tempo per averlo sperimentato sulla nostra pelle che i dilettanti allo sbaraglio talvolta possono commettere errori gravi ma perdonabili in quanto imputabili ad una scarsa conoscenza. Quello commesso dal ministro Livia Turco è invece attribuibile, oltre che alla non conoscenza della materia affrontata, soprattutto alla supponenza arroganza e, perché no, al mai sopito odio di classe.
Mi riferisco alle norme approvate dalla Conferenza Stato-Regioni sull’obbligo per i datori di lavoro di sottoporre, prima dell’assunzione e durante il rapporto di lavoro, quei lavoratori che operano in attività che possono riversare su altri cittadini le conseguenze di comportamenti sbagliati, ad un accertamento che certifichi che l’interessato non sia consumatore abituale di droghe. Perché questa contrarietà su una norma pensata per impedire che conducenti di mezzi pesanti, taxi e autobus possano esercitare questa rischiosa, per sé e per gli altri, professione se dediti all’uso di sostanze stupefacenti?
Si deve sapere che durante il dibattito sulle modifiche al codice della strada in un emendamento da me presentato, condiviso anche dal presidente della Commissione trasporti onorevole Meta, si prevedeva che in caso di incidenti con feriti gravi o con decessi il conducente dovesse provare all’autorità competente, attraverso un apposito esame da tenersi presso le Asl, di non essere né un alcolizzato né tantomeno un soggetto dedito al consumo di sostanze stupefacenti. L’emendamento, con buona pace dei proclami sulla sicurezza, venne bocciato dal Governo.
Se fosse diventata norma vigente si sarebbe applicata a tutti i cittadini che si fossero ritrovati alla guida di un mezzo e avessero procurato un incidente con feriti gravi e decessi.
La norma del Ministro Turco, invece, prevede sanzioni per i datori di lavoro che non adempiono alle disposizioni, ma non prevede la verifica relativa all’alcolismo, e soprattutto si applica solo ai conducenti dipendenti. Il ministro Turco evidentemente non è a conoscenza che nel mondo del trasporto la gran parte dei conducenti, circa l’80 per cento, guida personalmente il proprio veicolo cioè non è dipendente da nessuno.
Ergo non è obbligato a sottoporsi a nessuna visita, visto che il provvedimento è particolarmente indirizzato nei confronti dei datori di lavoro.
Il ministro sapeva? Può darsi.
Ma il presidente della Commissione trasporti, come risulta dai resoconti parlamentari, aveva avuto modo di segnalare tale aspetto e di richiedere che fosse coinvolta la Commissione di merito, appunto la trasporti.
A nulla però sono valse le segnalazioni perché la furia iconoclasta della signora ministro si è abbattuta non sui consumatori di sostanze stupefacenti o sugli alcolizzati ma prevalentemente sui sempre odiati padroni.
Complimenti signor ministro!
Un bel modo per affrontare un tema così delicato. Siamo certi che i famigliari delle vittime del passato e purtroppo quelle che eventualmente si verificheranno in futuro si ricorderanno di Lei.
On. Paolo Uggé (Presidente della FAI Federazione Autotrasportatori Italiani)
(*) – Intesa, ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, in materia di
accertamento di assenza di tossicodipendenza


