Il Ministro Bianchi deve dimettersi: ha mentito al Parlamento

Vertenza autotrasporto. Rinviato a venerdì 2 febbraio 07 l’incontro di Palazzo Chigi.

2 Febbraio 2007

Grande partecipazione alle manifestazioni in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna

2 Febbraio 2007

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“Il ministro dei trasporti Professor Alessandro Bianchi o è un bugiardo o subisce pericolosi vuoti di memoria che lo inducono a dimenticare perfino i documenti che sottoscrive. Nell’interesse dei cittadini italiani deve, comunque, dimettersi o essere sollevato dall’incarico.” Questa la secca richiesta avanzata dal presidente della Fai Paolo Uggè al termine dell’imponente manifestazione “ Tir lumaca”, tenutasi nelle province di Como – Lecco.

“Il ministro Bianchi, nella giornata di mercoledì, ha riferito in Parlamento di non aver sottoscritto alcun impegno che prevede l’emanazione del provvedimento che rinvia l’obbligo dell’installazione sui mezzi pesanti delle strisce retroriflettenti”.- ha proseguito Uggè- “questo è falso in quanto non solo il protocollo di intesa, del 20 ottobre afferma il contrario ma addirittura dagli atti parlamentari della Commissione trasporti della Camera e dagli atti del Senato risultano prove evidenti del fatto che il Governo invece aveva deciso di procedere su tale aspetto”.

Siamo di fronte a vuoti di memoria o a una inaccettabile bugia? Il Paese ha il diritto di sapere la verità sul responsabile del Dicastero dei trasporti. Sia che si tratti di una questione di salute o di un atto di scarsa considerazione nei confronti del Parlamento e degli italiani, la conclusione non può che essere quella della sostituzione di un ministro che o non è in grado di sapere ciò che afferma o si mostra inaffidabile.

Quale affidamento infatti si può attribuire ad un rappresentante del Governo, che martedì sera a Palazzo Chigi incontrerà le associazioni dell’autotrasporto nella trattativa convocata per evitare il fermo dei servizi, che con tanta leggerezza disconosce un impegno sottoscritto? E soprattutto che immagine di serietà avranno i cittadini italiani ai quali rimarrà il dubbio che un dicastero, così importante e delicato, resti affidato ad un ministro simile.

Il presidente Prodi dovrebbe sapere che nei paesi seri e responsabili un ministro che mente di fronte al Parlamento viene, come minimo, immediatamente sostituito. Nutriamo, ahimè, dubbi su un Suo intervento diretto anche perchè il comportamento del ministro in fondo non è altro che una caratteristica del modo serio di governare dell’intero Esecutivo.

Redattore: Segreteria Generale