
San Gottardo
15 Novembre 2007
Dichiarazione di Pasquale Russo su quelle del Ministro Bianchi
15 Novembre 2007Da qualche mese siamo costretti a seguire, su un giornale economico, le analisi di un leader dell’autotrasporto che tutti conosciamo: Maurizio Longo.
Non possiamo che essere contenti del risultato raggiunto. Finalmente le questioni che ci toccano così da vicino trovano spazio nelle pagine di economia. Far uscire dalle pagine di cronaca le nostre questioni non può che essere considerato una positività.
Purtroppo la bontà dell’iniziativa si scontra con la realtà che è data dalla conoscenza che tutti hanno del novello analista, al quale personalmente formulo i migliori auguri per un fulgido futuro nel mondo della carta stampata. Nessun fatto personale ma il dubbio è sulla genuinità, credibilità e la coerenza.
Confesso che il quesito che mi pongo ogni volta che leggo la disamina dei fatti rappresentati è se l’autore della rubrica gomme calde sia un omonimo del rappresentante nazionale della Fita Cna che qualche anno fa, ogni settimana, segnalava lo scandalo dell’elevato costo del gasolio e che oggi, nonostante le evidenti speculazioni, tace anche sul mai realizzato intervento teso a congelare l’Iva promesso dal ministro Bersani e non attuato e si limita a qualche segnalazione generica, giusto per salvarsi l’anima’.
Non appare possibile che il Maurizio Longo che scrive sia lo stesso che ha sottoscritto e difeso le intese con il Governo che non hanno prodotto passi avanti per gli operatori del settore.
Il dubbio mi tormentava da qualche tempo ma la lettura dell’ultima nota critica mi ha indotto ad assumere l’ iniziativa di redigere un controcanto per fornire elementi di valutazione al fine di evitare che si formino opinioni distorte e doppie verità.
Longo nell’ultimo pezzo denuncia lo scippo nelle casse dell’Albo con la evidenziazione che l’impegno ad escludere dagli interventi della Ragioneria i contributi versati dagli imprenditori era uno dei punti fermi del protocollo di intesa sottoscritto a Palazzo Chigi il 7 febbraio u. s. Vero!
Poiché questa non è che una delle mancate applicazioni di quell’accordo si attende con curiosità le reazioni che il leader della Fita vorrà proporre agli operatori gabbati.
Non si pretende un mea culpa per aver condiviso con altre organizzazioni firmatarie ed esaltato il nuovo corso avviato dal titolare del dicastero dei trasporti ma sommessamente si chiedono lumi sul proseguio: ora che si fa? La solita chiamata alle armi destinata poi a rientrare?
Speriamo che l’azione non si fermi alla mera redazione di denunce in pezzi ripresi da un giornale, spesso molto critico nei confronti delle forze del centro sinistra che governano il Paese.
Questo non è sufficiente per salvarsi l’anima. Con il pentimento occorre anche il proposito di non peccare più.
Attendiamo con pazienza e con la speranza che il nuovo corso non si concluda con il richiamo che la superiore CNA, come già fatto in passato, rivolga al Longo, funzionario dell’organizzazione, per costringerlo a rimangiarsi tutte le critiche avanzate al Governo in carica e ad esaltare il nuovo solito protocollo, pieno di impegni da non trasformare in provvedimenti concreti, che già qualcuno sta confezionando.
Anche Longo dovrebbe sapere che alla fine i conti con la realtà si fanno sempre.
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Redattore: VIATOR


