Green Deal, Uggè: “Cingolani e Giorgetti confermano i nostri timori. Con il piano UE un bagno di sangue”.

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20 Luglio 2021
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20 Luglio 2021

Green Deal, Uggè: “Cingolani e Giorgetti confermano i nostri timori. Con il piano UE un bagno di sangue”.

Roma, 20 luglio 2021

L’allarme l’aveva lanciato ‘a caldo’, subito dopo l’annuncio del piano europeo sul green deal.

Il presidente di Conftrasporto-Confcommercio Paolo Uggè oggi constata che i suoi timori – già rilanciati dai parlamentari della Lega a Bruxelles – sono condivisi da due ministri del nostro Governo: Roberto Cingolani, titolare della Transizione Ecologica, e Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo Economico.

“Non posso che concordare con entrambi, invitando il Governo ad assumere una posizione sul pacchetto europeo, nel nome dell’ambiente e dell’economia italiana – esordisce Uggè – La sostenibilità è anche salvaguardia dei posti di lavoro e possibilità per le imprese di continuare a operare, sicuramente proseguendo nel percorso green, ma con equilibrio e gradualità, senso della realtà, e senza isterismi”.

La decisione del Consiglio europeo, che tra le altre misure fissa al -55% l’obiettivo di emissioni inquinanti entro il 2030, non convince Conftrasporto, che lo definisce 2Un disegno autolesionistico”.

“L’esempio di Cingolani sulla Ferrari condannata a chiudere alla luce del piano ‘eco-strong’ europeo è suggestivo – ammette Uggè – dobbiamo pensare che, come la nota casa del cavallino rampante, sono molte le imprese che ‘quel’ piano metterebbe in croce proprio adesso che si apprestano a ripartire”.

“Come sottolinea Giorgetti, il green deal così com’è stato presentato, fra tempi strettissimi e obiettivi fantasmagorici, mette a rischio l’occupazione e le imprese, ed è una minaccia per il 20% del Pil – ricorda Uggè – In Europa mi pare si siano fatti prendere un po’ troppo la mano”.

“I Paesi principali produttori industriali che utilizzano fonti che in Europa sono considerate altamente inquinanti e competono con la nostra economia (mi riferisco in modo particolare agli USA, Cina e India), come mai possono continuare a produrre nel modo che ritengono più utile alla loro economia? Forse l’inquinamento è così ‘smart’ da rispettare i confini nei quali è prodotto?”, si chiede Uggè.

“La nostra Confederazione è per il rinnovo delle flotte e del parco circolante, ma bisogna anche avere il senso della realtà: questa non sono operazioni banali, né a costo zero”, conclude il presidente di Conftrasporto.

20 luglio 2021

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