
NOR11056 – Festività nazionale del 17 Marzo 2011. Divieto di circolazione per i veicoli pesanti. Pubblicazione in G.U. del D.M. del 1 Marzo 2011.
15 Marzo 2011
Gli aspiranti difensori dell’autotrasporto alle prese con i costi minimi di esercizio: quante bugie!!
15 Marzo 2011Non voglio atteggiarmi a professore , non lo sono e non ho le competenze per farlo. Non mi piace dover rispondere a chi parla di autotrasporto con chi non ha titoli e referenze che glielo consentano.
Tuttavia mi è stato segnalato che i giovani virgulti ed eterni aspiranti difensori della categoria , hanno pubblicato sul loro modesto, modestissimo sito, un commento tecnico che, coerentemente con chi lo ha scritto , di tecnico non ha nulla. Lo stesso vorrebbe dimostrare che i costi minimi di sicurezza elaborati dal ministero dei trasporti non sono congrui all’aumento del costo del gasolio.
Non sono preoccupato dalla eventuale disinformazione generata dalla pubblicazione di questa notizia; il sito, infatti, e’ assai poco visitato, ma voglio offrire un contributo di chiarezza anche se lo faccio con la noia che mi accompagna ogni qual volta bisogna comunicare con chi ha ripetutamente dimostrato di parlare solo per far prendere aria alla bocca.
Il metodo utilizzato dal Ministero dei Trasporti muove da una premessa diversa da quella applicata dai nostri aspiranti difensori: ad ogni variazione del prezzo del gasolio e del relativo costo chilometrico, corrisponde una variazione percentuale della quota di incidenza del costo del gasolio sul totale dei costi di esercizio, i quali, pertanto, aumentano coerentemente con l’incremento del gasolio. La formula usata dagli aspiranti difensori, invece, non tiene conto di questo effetto, ma si limita a calcolare il costo totale senza tener conto della variazione subita, da un mese all’altro, della quota di incidenza del gasolio su questo costo. Un esempio può chiarire quanto appena detto:
Gli aspiranti difensori sostengono che per i veicoli di massa superiore alle 26 ton, nel periodo Marzo 2010/Marzo 2011, nei trasporti eseguiti nella fascia chilometrica da 251 a 350 Km, il costo totale sarebbe diminuito dello 0,25%, passando da 1,500 €/Km del Marzo 2010 ad 1, 496 €/Km del Marzo 2011, nonostante nello stesso periodo il prezzo del gasolio, al netto delle accise e dell’iva, sia aumentato del 18,64% (da € 0,933 ad €1,107); ebbene, i nostri giungono a questa conclusione perché si limitano a fare una semplice proporzione (0,395:26,4=x:100) con la quale ottengono un costo complessivo sbagliato, perché non tiene conto, come già detto, della variazione che subisce la quota di incidenza del gasolio sul totale di questi costi, a causa dell’aumento del prezzo del gasolio. La formula in uso al Ministero dei Trasporti (e che Conftrasporto, mensilmente, riporta nelle sue circolari di aggiornamento dei costi minimi) tiene conto di questo fatto, e permette di ottenere il reale incremento subito dal costo totale a seguito della variazione del gasolio. La formula è la seguente: il nuovo costo totale scaturisce dal prodotto tra il costo totale della precedente rilevazione e la variazione percentuale della quota di incidenza del gasolio registrata nello stesso periodo. Quindi, rifacendosi all’esempio già visto, tenuto conto che il costo totale del Marzo 2010 (calcolato, sempre con la sopracitata formula ministeriale) ammontava a 1,525 €/Km e che, nel periodo Marzo 2010/Marzo 2011, la quota di incidenza del gasolio sul totale dei costi è passata dal 22,2% al 26,4%,(+ 4,2%) il nuovo costo totale per la fascia di trasporti in esame è il seguente: (1,525×4,2)/100 = 0.06405 – 0,06405+1,525=1,58905 (arrotondato al terzo decimale, 1,590 €/Km). Quindi, il costo chilometrico aggiornato al Marzo 2011 è 1,590 €/Km, con un incremento rispetto al Marzo del 2010 che è, appunto, del 4,2% (identico, quindi, all’aumento registrato dalla quota di incidenza del gasolio sul totale dei costi); risultato che è ben diverso dal -0.25% che gli aspiranti difensori vorrebbero far credere!.
L’incremento del 4,2 %, a sua volta, è coerente con l’aumento che si è avuto nello stesso periodo del costo chilometrico del gasolio (passato da 0,333 €/Km a 0,395 €/Km + 18,62%): infatti, l’aumento del costo chilometrico del 18,62% fa si che la quota di incidenza del gasolio passi dal 22,2% del Marzo 2010 al 26,4 del Marzo 2011: appunto, un + 4,2% (ottenuto calcolando il 18,62% del 22,2%) che comporta un aumento di identica misura del costo complessivo totale.
Non sono iscritto al partito dei “rottamatori” , il valore delle persone non si esprime con il dato anagrafico; tuttavia, in maniera pragmatica , bisognerebbe persuadersi che chi avvia percorsi di iniziative associative ad una certa età ma senza avere la storia , l’esperienza , il consenso e l’autorevolezza per farlo, rischia di fare la figura di chi è meno capace di un semplice osservatore a comprendere le regole che disciplinano il settore.
IL PRAGMATICO


