Decreto mille proroghe: il Presidente FAI commenta “Ricostruzioni indecenti e mezze verit?….”

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?La maraviglia di ignoranza ? figlia?. Questo modo di dire sta a significare come talvolta , anche in presenza di una poca conoscenza degli argomenti, taluni vogliano disquisire, effettuando ricostruzioni fantasiose per nulla aderenti alla realt?

?La maraviglia di ignoranza ? figlia?. Questo modo di dire sta a significare come talvolta , anche in presenza di una poca conoscenza degli argomenti, taluni vogliano disquisire, effettuando ricostruzioni fantasiose per nulla aderenti alla realt?.

Spero solo che questo sia l’elemento che sta alla base delle livorose dichiarazioni, rilasciate dal Presidente di Confartigianato Trasporti, su quanto verificatosi alla Camera nel corso dei lavori per la conversione in legge del decreto milleproroghe nel quale erano stati presentati emendamenti di interesse per le imprese del settore.

Sarei dispiaciuto nel dover constatare che gli atteggiamenti assunti, mirino in realt? a ribaltare su altri quelle che invece sono proprie responsabilit? di una cattiva gestione o, peggio ancora, aprire una fase di pura propaganda partitica.

Veniamo ai fatti: un primo elemento lo si pu? evincere dal Sole 24 ore di gioved? 21 febbraio in riferimento a quanto realmente avvenuto nelle commissioni parlamentari. Il giornale afferma che l’eliminazione di molti emendamenti ? stata effettuata in via preliminare dalla commissione affari costituzionali. Successivamente il dibattito si ? spostato nella commissione bilancio competente per materia.

Una prima smentita circa una mia presunta partecipazione ai lavori di quelle commissioni emerge da questa semplice constatazione: non faccio parte della commissione bilancio n? degli affari costituzionali.

Personalmente ero stato contattato per far approvare la proroga della legge delega e per cancellare la norma che sottraeva all’Albo i contributi versati dalle imprese. L’ho fatto ed entrambi sono stati approvati.

Nulla sapevo invece dell’emendamento presentato e avente come oggetto le tariffe di trasporto che ha suscitato, visti i contenuti, forti reazioni contrarie dalle rappresentanze dell’utenza che ne ha generato la mancata approvazione.

Non ritengo certo utile, anche se sono sempre disponibile a farlo, illustrare qui i complessi meccanismi delle procedure parlamentari ne come si determinano le scelte all’interno delle commissioni competenti. Una osservazione: alla Camera il Governo possiede una notevole maggioranza (340 deputati su 615), e pu? dunque far approvare tutti i provvedimenti che ritiene opportuno. La mancata approvazione dell’emendamento sulle tariffe vede almeno coinvolta allora la responsabilit? del Governo. Perch? lanciare accuse solo nei confronti di una parte? Polemiche politiche sulle quali non voglio entrare ma che ritengo debbano suscitare riflessioni.

Questo forse ? il vero obiettivo della querelle strumentale messa in atto probabilmente per coprire i fallimenti di coloro che hanno dimostrato scarsa capacit? nel gestire la vertenza dell’autotrasporto. Avrei forse potuto, se coinvolto, evitare l’insorgere di condizioni per un autogol clamoroso, come verificatosi.

Ragioni di opportunit?, oltre che di legittimit? e compatibilit? comunitaria, avrebbero dovuto indurre a riflettere sulle reazioni che i committenti sicuramente potevano mettere in atto per bloccare le forzature presenti nel decreto.

Diverso dunque sarebbe stato se, anzich? gestire in splendida solitudine questa delicata vicenda, si fosse coinvolta anche la nostra organizzazione. Un minimo di correttezza avrebbe dovuto indurre il Presidente del Cuna almeno a parlarne preventivamente per assicurare l’intervento del nostro Segretario Generale nell’elaborazione della norma. Ha invece preferito sbagliare da solo.
Sono sicuro che con la nostra presenza si sarebbe potuto elaborare un emendamento: sostenibile, difendibile, e realmente positivo per le imprese di autotrasporto. Sar? un caso ma i due emendamenti affidatimi, Albo e proroga della delega, sono stati approvati.

Forse un p? di umilt? ? venuta a mancare. Del resto cosa aspettarsi da chi durante il fermo non ha avuto remore ad incontrarsi, non con il Ministro Bianchi e il Sottosegretario Letta come fatto intendere, ma invece con funzionari della Presidenza del Consiglio per concordare, senza consultare la Fai, la revoca del fermo?

Evito infine di rispondere al miserevole tentativo di attribuire a quanto avvenuto una connotazione politica e alle accuse rivoltemi per lasciare intendere una mia diretta partecipazione all’intera vicenda. Per quest’ultimo aspetto gli atti parlamentari testimoniano, come gi? detto, la mia estraneit?.

Cordiali saluti

Paolo Ugg? – Presidente FAI