Costi della sicurezza: le proteste sono una conferma della scelta giusta

SPE11149 – C.F.P conducenti. Aggiornamento dei questionari all’A.D.R 2011

26 Luglio 2011

Costi della sicurezza: le proteste sono una conferma della scelta giusta

26 Luglio 2011

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26 Luglio 2011

Costi della sicurezza: le proteste sono una conferma della scelta giusta

26 Luglio 2011

Stiamo assistendo ad un fuoco concentrato da parte dei committenti sulle norme relative ai costi minimi della sicurezza. Un alto dirigente di Confindustria e una associazione degli spedizionieri stanno lanciando l’ultimo attacco per provare a far cadere un impianto normativo che non detta, come a torto si continua a sostenere tariffe minime, ma indica dei parametri al di sotto dei quali se non si vuole perdere soldi occorre operare non rispettando le norme sulla sicurezza sociale e della circolazione.

Chi garantisce la trasparenza  con contratti scritti o non imponendo ai vettori comportamenti che violano le norme sulla circolazione non ha nulla da temere. Inoltre non risponde delle eventuali violazioni da parte del vettore. Quindi perché tanto clamore?

La verità è forse un’altra e deriva dal fatto che le norme danno la possibilità ad un controinteressato terzo di poter chiedere le verifiche sul sostanziale rispetto delle normative delle leggi.

Siamo dunque sempre fermi allo stesso punto. La trasparenza fa paura!

A chi obietta che la concorrenza è un dogma occorre far presente che ancor più lo è il dovere di uno Stato di assicurare la incolumità per i suoi cittadini.

Forse qualcuno in questi anni ha potuto giostrare a piacimento tra le debolezze dei troppi vettori che pur di prendere un viaggio in più accettavano qualsiasi condizione; e sono riusciti a lucrare cospicui guadagni ottenendo corrispettivi elevati mai riconosciuti ai vettori sfruttando l’elevata  concorrenza.

Noi crediamo che gli operatori del trasporto debbano crescere per essere in grado di offrire ai clienti dei servizi completi e professionalmente in grado di soddisfare le esigenze della filiera. Per arrivare a questo obiettivo questa è la strada; ed è forse questo il timore di quelle realtà che prosperano solo sui frutti dell’intermediazione parassitaria.

Siamo convinti che queste norme possono generare le condizioni per una crescita imprenditoriale delle imprese che vogliono inserirsi in un mercato dove i migliori possano crescere per competere.

La battaglia che conduce questa  committenza, che preferisce scaricare sulla collettività il peso delle sua inefficienza, fornisce un’altra chiave di lettura che dovrebbe far riflettere tutti coloro che sin dall’inizio ebbero a criticare la riforma introdotta con la legge n.32/05 che ha determinato la fine del sistema di tariffe obbligatorie.  Oggi ognuno è libero di operare come meglio crede e solo se non rispetta norme di civiltà e di sicurezza può essere chiamato a rispondere.

In questi giorni il Tar del Lazio e il Consiglio di Stato hanno imposto al ministro, per ragioni di sicurezza, di modificare il decreto sui divieti di circolazione sostenendo che è un bene primario da salvaguardare. Questo principio deve valere anche per l’attività di autotrasporto che deve operare nel rispetto delle regole della sicurezza.

Volevo proporvi queste riflessioni in contrapposizione alle affermazioni che una associazioni di spedizionieri sta sostenendo e che vi proponiamo:

“Tra i numerosi problemi che la nostra Categoria si trova ad affrontare non vi è dubbio che quello legato ai costi minimi dell’autotrasporto abbia assunto un’importanza prioritaria.”

“Come avrai avuto modo di leggere dalle nostre circolari, la materia risulta oggi essere regolata da una normativa penalizzante per le nostre attività.”

“Siamo quindi in una situazione di vera emergenza in quanto, da un lato, abbiamo una normativa vigente dove sono declinati con precisione impegni, oneri e costi e, dall’altro, un mercato che non è in grado di assorbire gli oneri e gli impegni in essa correlati.”

“I nostri Rappresentanti nazionali (Confetra e Fedespedi) hanno deciso di assumere una posizione di forte contrapposizione rispetto al dettato della norma ed alla sua inapplicabilità commerciale.”

“Tutto ciò premesso, è necessario limitare ed arginare i rischi di una normativa certamente penalizzante attraverso un appropriato utilizzo dei pochi strumenti normativi e giuridici a nostra disposizione.”

Certo che chi ha sostenuto che le norme della riforma sulla responsabilità condivisa erano errate o contro la categoria dovrebbe compiere una bella autocritica.

Paolo Uggè