
Trasporto barbabietole da zucchero
10 Giugno 2009
Vertenza autotrasporto
10 Giugno 2009Titolo azzeccato, non c’? dubbio, quello utilizzato dalla trasmissione Annozero di gioved? sera. Cos? come indovinati, pur se con eccessi di spettacolarizzazione del dolore, sono apparsi i contenuti dell’intera puntata. Se l’intenzione del conduttore, Michele Santoro, era quella di mostrare una delle facce della realt? nella quale si trova il mondo degli operatori del trasporto, ci ? riuscito. Qualcuno, ovviamente, si ? scandalizzato. Evidentemente appartiene alla categoria di coloro che in questi anni hanno fatto finta di non sentire quello che Fai – Conftrasporto sostiene. La realt? ?, purtroppo, anche quella mostrata dalle immagini e dai servizi di Annozero. Uomini ai quali vengono negati i fondamentali diritti di sentirsi tali, ricorso ad “aiuti” proibiti quanto pericolosi per poter resistere alla guida pi? a lungo, regole sulla sicurezza violate sia per i diritti sociali sia della circolazione, danni economici al Paese che i cittadini sono costretti a coprire solo perch? a qualcuno fa comodo che il sistema continui in quel modo. Questo il quadro che emerge. Se dobbiamo trovare una lacuna alla trasmissione di Michele Santoro, ? che si ? preferito puntare pi? sugli ?effetti speciali?, su una sorta di ?show must go on?, piuttosto che approfondire le ragioni per le quali simili comportamenti sono ammessi, anche di fronte alla pressante richiesta degli stessi diretti interessati che chiedono regole e controlli. Alcune precisazioni si impongono. Negli incidenti mortali (lo ripetiamo per l’ennesima volta, a favore di coloro – giornalisti di quotidiani e periodici, tv e radio – che sembrano dimenticarlo troppo spesso o che fanno finta di non capire), il traffico pesante ? coinvolto in incidenti solamente nel 6,9 per cento dei casi, mentre per i feriti la percentuale scende addirittura al 4 per cento. Sulla strada coloro che viaggiano alla guida dei Tir, nella gran parte dei casi sono dei professionisti e padri di famiglia ben coscienti di rischiare per primi la loro vita. Vogliamo ribadire questo concetto anche perch? da un breve sondaggio effettuato da Fai Conftrasporto immediatamente dopo la trasmissione ? risultato – effetto Annozero – che l’immagine dei camionisti ? sensibilmente peggiorata facendo raggiungere alla categoria il top delle indicazioni tra i soggetti pericolosi presenti sulle nostre strade. Ma cos? non ?, e i dati sopra citati, elaborati e diffusi, si noti bene, da Istat e da enti pubblici e non dalle categorie interessate, lo confermano. E’ vero invece che rispetto a quanto si verifica all’estero, in Italia si ha la certezza di poter fare come meglio si crede, perch? la possibilit? di cavarsela esiste sempre. Fai Conftrasporto ha pi? volte evidenziato, inascoltata (anche dal signor Michele Santoro), la necessit? che il Paese torni ad affrontare i temi legati al trasporto secondo una logica di sistema. Certo condizione indispensabile ? che ci sia conoscenza e competenza in coloro che hanno la responsabilit? di occuparsi di tali problemi. Quello che occorre sono poche e chiare normative, un coordinamento di competenze oggi assegnate a troppi dicasteri dove ognuno, talvolta solo per apparire, utilizza norme del codice della strada per portare avanti iniziative che meritano ben altri interventi. In un Paese serio, dopo la denuncia di una situazione cos? vergognosa, si dovrebbe chiedere a chi ha la responsabilit? politica di redigere un piano di interventi perch? anche in Italia, come del resto gi? avviene in altri Paesi europei, si ponga fine a un simile stato di cose. Non pu? essere pi? consentito che per risparmiare sul prezzo corrisposto si utilizzino automezzi con portata di 108 tonnellate per il trasporto dei coils, nonostante le norme vigenti definiscano molto chiaramente come e quando si possano utilizzare i mezzi eccezionali, senza che nessuno intervenga. I costi di manutenzione per l’usura delle infrastrutture vengono sostenuti da tutti i cittadini italiani, i rischi eventuali connessi alla sicurezza finiscono per essere scaricati sugli altri utenti della strada. E questo ? solo uno dei tanti esempi che i responsabili di Fai Conftrasporto potrebbero fare. Magari proprio davanti alle telecamere di una trasmissione televisiva il cui conduttore, deontologicamente corretto, avesse l’abitudine di dare voce a tutte le parti interessate, e non solo a quelle che servono a fare spettacolo, a fare audience a scapito della corretta informazione. In quella circostanza, ancora, si potrebbe parlare di coloro che possono essere definiti i mandanti delle troppe vittime della strada, mandanti che sono immuni dai controlli pure previsti dalle norme vigenti. Da tutto questo emerge, in tutta la sua importanza, la necessit? che si riprenda la questione della sicurezza dei trasporti ripartendo da quel ?Patto della logistica?, voluto fra l’altro dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che interveniva anche con progetti di filiera per dare trasparenza e tracciabilit? e contemporaneamente aumentare la competitivit? dei nostri prodotti. Non pu? essere tollerato, in un Paese come il nostro, che per mancanza di fondi si riducano linee di trasporto su ferro; che non si destinino risorse aggiuntive allo sviluppo delle “autostrade del mare”; che si consenta al mondo produttivo di operare senza sentirsi parte di un unico sistema, ma imponendo, come nel settore dell’ortofrutta, tempi di consegna che si possono rispettare solo violando delle regole. Deve finire il buonismo che consente a soggetti che fanno uso di sostanze stupefacenti di poter continuare a esercitare la professione di camionista. Per Fai Conftrasporto non sono cose nuove. Da tempo evidenziamo inascoltati queste anomalie. Vedremo nei prossimi giorni se il Governo comprender? la necessit? di intervenire nel modo adeguato per porre fine a un sistema che la stessa Chiesa, nella Pastorale della strada, indica come obbligo etico e morale per tutti gli uomini. Fai Conftrasporto ? pronta a fare la propria parte.


