Convenzione delle Alpi – Protocollo Trasporti: una posizione inaccettabile

Convenzione delle Alpi – Protocollo Trasporti: una posizione inaccettabile

6 Maggio 2010

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7 Maggio 2010

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Non si può certo affermare che ai rappresentanti dei partiti di opposizione difetti la coerenza.Sul protocollo trasporti, in discussione presso la competente Commissione della Camera è stata depositata, nella giornata di ieri, una proposta alternativa di parere per sostenere la ratifica del protocollo trasporti, parte della Convenzione delle Alpi. Anche se non condividiamo tale posizione ne prendiamo atto con il dovuto rispetto per forze politiche che hanno sempre sostenuto la necessità della ratifica. Nulla di nuovo e perfettamente coerente dunque nei confronti di un documento, a nostro avviso penalizzante per il Paese, che aveva ottenuto, nell’anno 2000, l’assenso dell’allora ministro dei trasporti Pier Luigi Bersani, oggi segretario politico del PD.

alpiNe abbiamo parlato più volte e sempre ci siamo adoperati con chiarezza, non comune ad altre realtà che rappresentano le imprese italiane, a sostenere che per poter ratificare quel protocollo  dovevano essere introdotte clausole di salvaguardia atte a garantire l’autonomia del nostro Stato. Dobbiamo riconoscere che nel corso dell’audizione, convocata diversi mesi fa, dall’on. Stefani, presidente della Commissione esteri della Camera, tutte le associazioni dell’autotrasporto presenti, assente la Confindustria, avevano condiviso e sostenuto la necessità di dover prevedere una clausola di salvaguardia. Questo tuttavia non basta per salvarsi l’anima. Se poi ogniqualvolta l’argomento torna di attualità si evita di confermare la propria avversità alla ratifica.

Un esempio per tutti rende chiaro cosa produrrebbe l’attuazione del protocollo. Nessuno nega la necessità di un accordo per effettuare interventi  invasivi tendenti a realizzare trafori che interessano due Paesi.  Il vero obbiettivo è invece quello di subordinare anche la realizzazione di opere infrastrutturali, che ogni Nazione per esigenze proprie intende effettuare sul proprio territorio, se queste interessano  l’arco alpino o se  riguardano strade di adduzione al sistema alpino.

Le province di Sondrio e di Brescia, che potrebbero con un tunnel di poco più di quattro kilometri dar vita ad un collegamento che unisca i due territori, generando così opportunità per quelle comunità, dovrebbero ottenere il benestare preventivo dei Paesi sottoscrittori del protocollo trasporti, per nulla coinvolti dalla realizzazione dell’opera ma certamente interessati ad evitare che si crei un area che potrebbe aumentare la capacità di competere delle zone suddette.tunnel

E’ utile ricordare che i Paesi sottoscrittori della Convenzione delle Alpi sono tutti situati, ad eccezione della nostra Italia, a nord dell’arco alpino. Quindi appare evidente che si tratta di una rinuncia di sovranità del nostro Stato. La mobilità è una delle componenti fondamentali della competitività di un sistema Paese. L’obbiettivo di ridurne l’autonomia è comprensibile per  gli altri competitori ma non può essere condiviso da coloro che ne risulterebbero penalizzati. Si ripeterebbe l’errore tragico del divieto di realizzare centrali nucleari.

Per queste considerazioni  Conftrasporto è convinta della necessità di ottenere la clausola di salvaguardia. Non si tratta di una questione ideologica a favore di una parte politica ma una scelta per salvaguardare il principio di autonomia oltre che un interesse per la nostra economia.

Pubblichiamo la proposta alternativa presentata in Commissione trasporti  dai deputati: Velo, Meta, Lovelli del partito Democratico affinché ognuno tragga le proprie valutazioni.

Paolo Uggè – Presidente FAI Conftrasporto