Considerazioni preliminari sul programma Trasporti del Movimento 5 Stelle

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Si trascrivono di seguito considerazioni preliminari sul programma Trasporti del Movimento 5 Stelle, disponibile cliccando qui….

 

 

 

CONSIDERAZIONI PRELIMINARI SUL PROGRAMMA TRASPORTI E INFRASTRUTTURE PER LA MOBILITA ELABORATO DAL MOVIMENTO 5 STELLE. 

 

Meritevole d’attenzione è il documento politico del MOVIMENTO 5 STELLE, intitolato “PROGRAMMA TRASPORTI E INFRASTRUTTURE PER LA MOBILITA’ – 2016-2017 v3”. 

Al documento ci si è accostati con serietà e onesta intellettuale, con l’auspicabile intento di aprire un canale di comunicazione costruttivo con un’importante rappresentanza politica del nostro Paese. 

In via preliminare, se da un lato, si può affermare che bene fanno, dal punto di vista politico, i rappresentanti del Movimento 5 STELLE, ad occuparsi di temi ostici che riguardano e coinvolgono l’intero Paese sotto il profilo sociale ed economico, dall’altro, sarebbe conveniente che la trattazione di una qualunque tematica, soprattutto se di natura tecnica, venisse affrontata con garbo e rigore scientifico, lasciando da parte preconcetti e pregiudizi di qualunque natura.  

Nella parte introduttiva del documento sono evidenziate le maggiori criticità che secondo il Movimento 5 STELLE interessano il sistema dei trasporti nel suo complesso, quali l’eccessivo consumo di carburanti inquinanti, la preponderanza del trasporto stradale rispetto alle altre modalità di trasporto, l’aumento delle emissioni di Co2 in atmosfera. 

L’elenco esposto non aggiunge nulla a quanto già verificato e analizzato nel corso degli anni sulle cause che maggiormente affliggono il sistema dei trasporti in Italia e più in generale nel mondo. 

D’altra parte gli interventi posti in essere dalla maggior parte dei governi a livello internazionale, vanno proprio nella direzione di ridurre le predette criticità.

Affermare poi che in Italia i governi nazionali concedano sussidi pubblici diretti e indiretti alle modalità di trasporto più inquinanti non risponde al vero in quanto semmai è vero proprio il contrario. 

Lo Stato, infatti, al fine di stabilire una diretta corrispondenza tra le normative sovranazionali e quelle nazionali, sostiene, promuove e incentiva (con le poche risorse disponibili) l’uso di veicoli meno inquinanti attraverso l’emanazione di misure e provvedimenti coerenti con le politiche comunitarie, disincentivando quindi l’utilizzo dei veicoli più inquinanti, favorendo la rottamazione di quelli obsoleti e sostenendo l’acquisto di veicoli green a propulsione pulita GPL ed elettrica.

Gli obiettivi indicati nel programma, riguardano, in particolare, la capacità del sistema di ripartire in modo equilibrato l’utilizzo delle modalità di trasporto, la decarbonizzazione nel trasporto con l’inclusione di alcuni obiettivi intermedi, la razionalizzazione delle infrastrutture, operata secondo il criterio del fabbisogno reale e delle opere utili, lo sviluppo della modalità ferroviaria.

È nostra opinione che tali obiettivi siano realizzabili allorché si comprenda che la complessità del sistema del trasporto delle merci e delle persone è tale per cui il sistema nel suo complesso possa essere migliorato solamente se analizzato e valutato con un approccio pragmatico che tenga conto delle numerose variabili che lo compongono. Una semplificazione generica del settore produce scompensi e deficit che non possiamo permetterci. L’obiettivo comune di tutte le parti sociali interessate allo sviluppo sostenibile del Paese deve essere quello di migliorare la qualità della vita delle persone e non certo quello di peggiorarla adottando politiche prive di significato e fondamento. Investire ad esempio solamente su una modalità di trasporto significherebbe condurre il Paese verso posizioni di arretratezza tecnologica.

Per questo motivo, il settore del trasporto, strategico e determinante per lo sviluppo sostenibile del Paese, va considerato nella sua complessa unitarietà. Di conseguenza le modalità di trasporto devono essere pensate e considerate complementari l’una all’altra.

Per concludere due piccole annotazioni: la prima riguarda il dato sul numero di TIR circolanti in Italia riportato nel documento: I TIR, ovvero i complessi veicolari costituiti da una motrice o autocarro con massa superiore a 3,5 tons e da un semirimorchi o un rimorchio, circolanti in Italia sono circa 800.000 e non 4 milioni; la seconda annotazione riguarda la riduzione dell’IVA per i trasporti industriali, sulla quale si può affermare che non è prevista alcuna riduzione fiscale.

Giovanni Massimiliano Consoli 
Componente Segreteria Nazionale Conftrasporto