Confcommercio: Timidi segni di ripresa, ma la crisi ha fatto danni enormi – 12 / 06 / 2016
13 Giugno 2016Eurostat: accelera la ripresa dell’Eurozona: +0,6%il PIL primo trimestre. Italia +03. – 08/06/2016
13 Giugno 2016«Se in tanti hanno paragonato questi anni di crisi a una guerra oggi forse possiamo dire: la guerra è finita». I giovani di Confindustria per il tradizionale convegno di Santa Margherita Ligure hanno scelto come immagine simbolo il muro di Berlino. «Oggi quel muro sta crollando», dice il leader Marco Gay della fase di «stagnazione economica, sociale e politica». E parlando di passi avanti, come «via l’articolo 18», e altre riforme, sottolinea che «solo qualche anno fa ci sarebbe sembrato impossibile».
Referendum occasione da non perdere
Il referendum sulle riforme «è l’occasione che non possiamo perdere», anche se «la riforma perfetta non esiste. Esistono però grandi passi avanti che potremmo fare: cose scontate, forse, ma delle quali l’Italia ha discusso per anni senza mai venirne a capo». «E non intendiamo fermarci ora che si arriva al dunque». Per Gay «oggi è il tempo di andare avanti». E cita il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, secondo cui «non è una sfida tra partiti ma una sfida per il Paese».
La nostra, ha aggiunto, «non è una cambiale in bianco verso l’uno o l’altro schieramento, ma la possibilità concreta, a portata di mano, di chiudere la stagione delle riforme costituzionali e di accelerare quella delle riforme economiche».
Gay accenna al «superamento del bicameralismo perfetto, tanto perfetto che esiste solo in un Paese del mondo: il nostro. L’eliminazione di un organo costoso e sorpassato dai fatti come il Cnel. Una ripartizione logica delle competenze tra Stato e Regioni, che permetta al governo di fare politica industriale e alle aziende di pianificare investimenti ed insediamenti, senza dover sottostare alle logiche di campanile». Siamo a una «svolta costituzionale» ma «non è il tempo di chi pensa di trasformare una riforma in un congresso di partito, dei professionisti del tanto peggio tanto meglio».



