Confcommercio – Cernobbio: il Premier Gentiloni ha chiuso i lavori della diciottesima edizione del Forum Confcommercio di Cernobbio. “Aumentare la domanda interna per favorire la crescita” – 02/04/2017
3 Aprile 2017Confcommercio – Ripresa avanti piano – 02/04/2017
3 Aprile 2017CERNOBBIO – Confturismo-Confcommercio rivela un boom di turisti internazionali nelle città d'arte e nelle località storiche, artistiche e culturali negli ultimi sei anni. Ma negli ultimi 15 anni si sono comunque persi 45 miliardi per soggiorni più brevi dall'estero.
Sono sempre di più i turisti stranieri in Italia (quasi 56 milioni nel 2016, +1% in confronto al 2015 con un +55% di arrivi e un +35% circa di presenze tra il 2001 e il 2016), ma rispetto al passato soggiornano meno (da 4,1 giorni del 2001 a 3,6 giorni nel 2016) e spendono meno (661 euro nel 2016 contro i 1.034 nel 2001, -36%) anche se nel confronto 2015-2016 la permanenza media è in lieve risalita (solo due ore in più che valgono 600 milioni di entrate aggiuntive). In ogni caso, l'abbreviazione della durata media del soggiorno dei turisti stranieri ci è costata 45 miliardi di euro tra il 2001 e il 2016, pari a tre miliardi all'anno, a testimonianza della necessità di una politica di promozione e commerciale in grado di allungare la permanenza media e le occasioni di spesa. Sono i dati principali che emergono dall'analisi "Il turismo internazionale in Italia", realizzata da Confturismo-Confcommercio e presentata a Cernobbio in occasione del Forum di Confcommercio. La ricerca evidenzia anche che negli ultimi due anni il 64% di arrivi stranieri in più proviene da Paesi extra-europei (+1,5 milioni di cinesi nel biennio 2015-2016) e che c'è un "boom" di turisti internazionali nelle città d'arte (+31,5% di arrivi e + 22,1% di presenze nel periodo 2009-2015), nelle località collinari (+42,4% di arrivi e + 26,2 di presenze tra il 2009 e il 2015) e nelle città minori di interesse storico e artistico (+40,7% di arrivi e + 26,7% di presenze tra 2009-2015). Ciò conferma arte e cultura come tratti distintivi dell'offerta turistica italiana con tante città di piccole e medie dimensioni in grado di coniugare i valori del patrimonio culturale con quelli ambientali e paesaggistici.
Per il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, "abbiamo davanti una stagione di crescita enorme del turismo, sia interno che internazionale". Il connubio tra cultura e turismo "è la carta della nostra competitività".
"La principale sfida di oggi è quella di governare la crescita: abbiamo davanti una stagione di crescita enorme del turismo, tanto interno che internazionale. Il ruolo del pubblico, in questo ambito, deve essere quello di aiutare ad aumentare la domanda, definire le strategie del Paese e aiutare gli operatori privati". Il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, ha iniziato così il suo intervento al Forum Confcommercio dilungandosi poi sulle "molte cose che restano ancora da fare", come la risistemazione della tassa di soggiorno, che "va fatta creando condizioni di parità, devono pagarla tutti. La distinzione tra comuni turistici e non turistici va superata, così come va introdotto un meccanismo di percentuale sul prezzo invece che basarsi sul numero di stelle degli alberghi". C'è poi da "regolare il fenomeno dei b&b, con una regolamentazione più equa e conveniente per tutti". Spostando lo sguardo al futuro, Franceschini ha parlato di rafforzamento delle infrastrutture, soprattutto nel Mezzogiorno ("non c'è una ragione al mondo per cui l'alta velocità debba fermarsi a Salerno, deve arrivare a Palermo e a Catania con il Ponte, e a Taranto affiancando l'autostrada") e di "connessione tra sistema aeroportuale e ferroviario". Quanto alla promozione, va mirata "sui luoghi che hanno bisogno di attrattività, come stiamo già facendo per Reggio Calabria, e sfruttando opportunità come il cinema". Il ministro ha infine ricordato che "con il Piano nazionale abbiamo per i prossimi cinque anni un'indicazione strategica comune, come il connubio tra cultura e turismo, che è la carta della nostra competitività. Dobbiamo puntare sui suoi cardini, ‘Italia museo diffuso', che prevede tra l'altro la tutela dei centri storici, e ‘Turismo sostenibile", puntando ad attrarre il target più alto, i turisti che cercano l'eccellenza".



